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In Puglia e Basilicata

«Bari, la malavita preparava attentato con 2 chili di tritolo»

«Bari, la malavita preparava attentato con 2 chili di tritolo»
di LUCREZIA D’AMBROSIO 
Gli investigatori non hanno dubbi: l'esplosiovo nascosto in un rudere, in un fondo alla periferia di Giovinazzo, sarebbe servito per mettere a segno azioni eclatanti. Forse a Bari. Qualcuno l'aveva sistemato, in una buca ricavata nel terreno, coperto da cellophan, in attesa di consegnarlo ad esponenti della criminalità organizzata barese. Oltre al tritolo i carabinieri hanno sequestrato un detonatore e diciassette metri di miccia a lenta combustione

02 Ottobre 2009

GIOVINAZZO - Gli investigatori non hanno dubbi. I due chili di tritolo, trovati all’interno di un rudere, in un fondo alla periferia della città, sarebbero serviti per mettere a segno azioni eclatanti. Non a Giovinazzo. Non in zona. Forse a Bari. Qualcuno aveva sistemato l’esplosivo lì, in una buca ricavata nel terreno, coperto da cellophan, in attesa di consegnarlo ad esponenti della criminalità organizzata barese. 

Le indagini in corso, condotte dai carabinieri, puntano proprio ad identificare i destinatari dell’esplosivo pronto per essere impiegato. Oltre al tritolo i carabinieri hanno sequestrato un detonatore e diciassette metri di miccia a lenta combustione. Il sequestro è avvenuto nella notte, in contrada Torre Rotonda, a poche centinaia di metri di distanza dallo svincolo di Cola Olidda per la statale 16 bis, appena fuori dal centro abitato. 

Era lì da almeno due giorni. Da quando cioè era stata segnalata la presenza, sospetta, di un uomo proprio nelle vicinanze del rudere. Dell’uomo si erano subito perse le tracce per questo i carabinieri, nei due giorni che hanno preceduto il sequestro, hanno fatto appostamenti, che però non hanno prodotto i risultati sperati. L’uomo, che forse si era accorto della presenza dei militari, non si è fatto più vedere. 

I carabinieri hanno comunque deciso di intervenire e si sono imbattuti in due pezzi di tritolo con tanto di miccia e detonatore. Su quanto è accaduto la Procura di Bari ha aperto una inchiesta. Al momento, secondo quanto riferiscono fonti vicine ai carabinieri, non ci sono piste investigative privilegiate. Le indagini si muovono in tutte le direzioni. Particolare attenzione viene riservata agli ambienti vicini alla criminalità organizzata e agli eventuali affiliati ai clan baresi. 

Un quantitativo di tritolo così ingente, secondo gli esperti, avrebbe potuto provocare danni di grossa portata. Solo per fare un esempio: un ordigno realizzato con un chilo di tritolo è in grado di far esplodere un’automobile blindata e di provocare danni in un raggio di venti, trenta metri dal luogo dell’esplosione. 

Come è noto il tritolo è impiegato sia come esplosivo sia nella preparazione di miscele esplosive. Può essere scaldato fino a 140 gradi centigradi e può essere maneggiato in sicurezza. Proprio queste sue caratteristiche hanno contribuito alla diffusione del tritolo sia nel munizionamento dell'artiglieria, sia nella fabbricazione di ordigni. L’esplosivo sequestrato in contrada Torre Rotonda si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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