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Inaugurazione del Petruzzelli I Nemagna rifiutano l'invito

Inaugurazione del Petruzzelli I Nemagna rifiutano l'invito
«Non si può estromettere proditoriamente il proprietario dalla riconsegna del suo bene e poi invitarlo alla cerimonia della sua inaugurazione!». Con questo commento le «legittime proprietarie del teatro Petruzzelli», le signore Messeni Nemagna, hanno rispedito al mittente, la Fondazione Petruzzelli, l’invito al concerto inaugurale di domenica prossima
• Il sindaco Emiliano sul Petruzzelli: «La pazienza ci ha premiato»

01 Ottobre 2009

BARI – «Non si può estromettere proditoriamente il proprietario dalla riconsegna del suo bene e poi invitarlo alla cerimonia della sua inaugurazione!». Con questo commento le «legittime proprietarie del teatro Petruzzelli», le signore Messeni Nemagna, hanno rispedito al mittente, la Fondazione Petruzzelli, l’invito al concerto inaugurale di domenica prossima. 
«Accetteranno l’invito della Fondazione ad assistere a manifestazioni teatrali – spiegano in una nota gli avvocati che le rappresentano (Ascanio Amenduni, Mario Giannattasio e Ciro Garibaldi) – solo quando la Fondazione stessa si insedierà nel teatro nel rispetto del protocollo dintesa del 21 novembre 2002, e non già attraverso un antigiuridico 'marchingegnò, come adesso. Fino a quel momento, le signore Messeni Nemagna ritengono la Fondazione non legittimata ad usare il teatro e, pertanto, giudicano incoerente, se non beffardo e provocatorio, ogni suo invito». 

La Fondazione – proseguono le proprietarie – «è stata concepita dal legislatore proprio per adempiere al protocollo d’intesa, come si evince dal comunicato stampa rilasciato dal ministro dei Beni culturali Urbani dopo la sottoscrizione» e ricordano anche che «prima delle recenti elezioni comunali, attraverso il suo presidente e il suo cda, aveva dichiarato di voler intraprendere la gestione del teatro nel rispetto delle relative clausole di quel contratto, mentre ora si rifiuta di farlo. In uno Stato di diritto, nessuno, neppure un pubblico amministratore, può farsi giustizia da sè, infrangendo un contratto, in attesa dei provvedimenti del giudice». 
«Le signore Messeni Nemagna – conclude la nota – hanno fatto partire dal 7 settembre 2009 un loro personale orologio, per contare quanti giorni e quante ore occorreranno affinchè un giudice restituisca alla famiglia proprietaria, una seconda volta, il 'mal tolto'».
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