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«Tassi a usura» Blitz della GdF Bari in American Express

«Tassi a usura» Blitz della GdF Bari in American Express
Sequestri sono stati compiuti nella sede romana dell'American Express e due avvisi di garanzia sono stati notificati dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari della Guardia di Finanza, ai due rappresentanti legali della sede italiana della multinazionale, indagati, in concorso, per truffa e usura aggravate. Nel "mirino" degli investigatori, i tassi applicati sugli interessi moratori, quando il titolare di "Gold credit card American Express" non paga la rata in tempo utile

30 Settembre 2009

TRANI –Sequestri sono stati compiuti nella sede romana dell’American Express, agenzia di intermediazioni finanziarie, e due avvisi di garanzia sono stati notificati dai militari del nucleo di polizia tributaria di Bari della Guardia di Finanza, ai due rappresentanti legali della sede italiana della multinazionale, indagati, in concorso, per truffa e usura aggravate. L'indagine, cominciata da alcuni mesi, è coordinata dal pm della procura di Trani Michele Ruggero: è stata avviata sulla base della denuncia di un titolare di carta di credito del tipo 'revolving card’, chiamata Gold credit card American Express. 

Si tratta di un finanziamento per il credito al consumo che consente, attraverso una carta, di spendere denaro e restituirlo o in un’unica soluzione o a rate. I tassi usurai vengono applicati – secondo gli investigatori – sugli interessi moratori, quando il titolare di card non paga la rata in tempo utile. I militari, nella sede romana di American Express, hanno sequestrato l’archivio informatico riguardante ai titolari di revolving card, la contabilità, la corrispondenza della società con tutti coloro che hanno una situazione debitoria, una copia del software per la gestione delle carte e una copia del software per il calcolo degli interessi. 

I casi accertati dalla procura tranese sono tre, sono riconducibili a un periodo compreso tra il 2007 e il 2008 e riguardano titolari di carte residenti nel Nord Barese: a Barletta, a Molfetta e a Terlizzi. L'indagine è partita dalla denuncia del titolare di una 'revolving card’, il quale, a fronte di un fido di 2.600 euro, non avendo pagato una rata di 129 euro, ha ricevuto una richiesta di pagamento di 686,54 euro. Secondo calcoli compiuti da consulenti di parte dello stesso consumatore, della Procura e dalla Guardia di Finanza, a quella rata sarebbe stato applicato un tasso superiore al tasso soglia del 28.98%. Il tasso soglia è stabilito dalla legge: oltre quel tasso gli interessi applicati vengono considerati usurari.
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