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In Puglia e Basilicata

Non c'è la benzina: nello scalo di Brindisi aerei fermi sulla pista

Non c'è la benzina: nello scalo di Brindisi aerei fermi sulla pista
di FRANCO GIULIANO
Quello di Brindisi potrebbe anche diventare un grande aeroporto. Potrebbe. Almeno stando alle promesse e ai programmi annunciati nei giorni scorsi dai vertici della società di gestione degli scali pugliesi e dallo stesso assessore regionale ai trasporti Mario Loizzo. Oggi però se quattro, (non dieci, o venti, ma appena quattro) aerei atterrano contemporaneamente nello stesso momento, l'aeroporto del Grande Salento va in tilt. Il problema? E' che in un aeroporto che si prepara ad essere tra i principali scali del Sud c'è una sola autobotte per il rifornimento degli aerei presenti sul piazzale, pronti per ripartire. Giovedì scorso quattro aerei atterrati quasi contemporaneamente sono rimasti bloccati sulla pista. Adp: non è colpa nostra

29 Settembre 2009

di FRANCO GIULIANO
Quello di Brindisi potrebbe anche diventare un grande aeroporto. Potrebbe. Almeno stando alle promesse e ai programmi annunciati nei giorni scorsi dai vertici della società di gestione degli scali pugliesi e dallo stesso assessore regionale ai trasporti Mario Loizzo. E' stata annunciata la realizzazione della nuova base della Ryanair che comporterà sia un aumento del traffico passeggeri che del numero dei movimenti degli aerei. Questo nel prossimo futuro: cioe a partire da febbraio 2010. Oggi però se quattro, (non dieci, o venti, ma appena quattro) aerei atterrano contemporaneamente nello stesso momento, l'aeroporto del Grande Salento va in tilt. E non perchè l'aerostazione sia troppo piccola per contenere tutti i passeggeri sbarcati, o perchè gli automezzi a disposizione per le operazioni di handling (assistenza) siano insufficienti. No: il problema è che in un aeroporto che si prepara ad essere tra i principali aeroporti del Sud c'è una sola autobotte per il rifornimento degli aerei presenti sul piazzale, pronti per ripartire.

Giovedì scorso - secondo quanto denuncia un blog - cinque aerei atterrati in successione a distanza di dieci minuti l'uno dall'altro (Ryanair da Bergamo: arrivo 13:05; Alitalia da Venezia: arrivo 13:15; Ryanair da Charleroi Bruxelles: arrivo 13:20; Tuyfly da Menningem: arrivo 13:20, oltre ad un Boeing 737 Alitalia, da Fiumicino) sono praticamente ripartiti in ritardo a causa della presenza di un solo camion per il rifornimento del carburante.

Il volo per Charleroi Bruxelles, arrivato in perfetto orario, è ripartito con 1 ora di ritardo e il comandante a bordo, durante il volo ha ripetuto piu' volte in 4 lingue (inglese, francese, fiammingo e italiano) che Ryanair non aveva colpe del ritardo il quale era da imputarsi ai mezzi di terra insufficienti presenti a Brindisi.

Sull'episodio, che rischia di sollevare una polemica anche politica, Aeroporti di Puglia si difende dicendo che "la situazione è stata più volte denunciata alla società che gestisce in regime di monopolio il servizio di rifornimento di carburante nello scalo". E che da mesi - nonostante l'avvenuta cessione dei suoli aeroportuali per l'ampliamento degli spazi - la stessa società non ha ancora avviato i lavori.

Il problema rischia dunque di provocare un rinvio del progetto annunciato dalla regione e da Aeroporti di Puglia che prevedono un aumento di 600 mila passeggeri l'anno, mille nuovi posti di lavoro (compreso l'indotto) e la realizzazione della base della Ryanair. Con una sola autobotte però - dice con ironia il direttore di Aeroporti di Puglia - non possiamo andare lontani.
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