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In Puglia e Basilicata

Ostuni, mazzette (e cappotti di cachemire a 5 impiegati del Fisco

Ostuni, mazzette (e cappotti di cachemire a 5 impiegati del Fisco
Militari della Guardia di Finanza hanno arrestato ben cinque dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Ostuni (Brindisi). Nei loro confronti la Procura di Brindisi ha contestato i reati di concussione, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d'ufficio. La concussione (parola che deriva dal latino "estorcere") è punita con la reclusione da quattro a dodici anni. Altre due persone risultano indagate a piede libero

29 Settembre 2009

BRINDISI - I militari della Guardia di Finanza hanno arrestato cinque dipendenti dell’Agenzia delle Entrate di Ostuni (Brindisi). Nei confronti degli arrestati, la Procura di Brindisi ha contestato i reati di concussione, falso in atto pubblico e rivelazione del segreto d’ufficio. 

Sono dodici gli episodi  contestati, a vario titolo, ai cinque dipendenti dell’Agenzia  delle entrate di Ostuni arrestati dalla guardia di finanza con  l'accusa di concussione, rivelazione e utilizzazione di segreti  d’ufficio, falso ideologico e falso materiale. Non è stata  contestata l’associazione per delinquere in quanto ognuno agiva  per conto proprio. 

La concussione (parola che deriva dal latino "estorcere") è un grave reato commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio che si fa dare denaro o beni o un qualsiasi vantaggio anche non direttamente monetizzabile, approfittando della sua posizione. 
Nel nostro ordinamento, il reato è disciplinato dall'articolo 317 del codice penale: "Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio che, abusando della sua qualità e dei suoi poteri costringe o induce taluno a dare o promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni".

I cinque arrestati sono: Giovanni Pizzolla, nato a Taranto nel 1960 e residente a Sammichele Salentino; Salvatore Santoro, 58 anni di Ceglie Messapica; Antonio Scalera, il più giovane di 33 ani di Mesagne; Alfredo Cisternino di Ostuni, classe 1956; Vincenzo Sgura nato e residente ad Ostuni di 50 anni. Altre due persone risultano indagate a piede  libero. 

Le indagini sono state avviate nel febbraio 2008 dopo la  denuncia circostanziata di un imprenditore. In cinque dei dodici  casi contestati il pagamento – è stato accertato – sarebbe  servito per 'chiudere un occhio' su inesistenti irregolarità  emerse durante le ispezioni. Oltre al denaro, richiesto in base alla capacità  contributiva, in una circostanza uno dei cinque avrebbe preteso  in regalo da un commerciante di abbigliamento un cappotto di  cachemire con all’interno delle tasche mille euro. 

L'ordinanza di custodia cautelare è stata richiesta dal pm  inquirente, Antonio Negro, ed emessa dal gip del Tribunale di  Brindisi Antonia Martalò.
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