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Castellaneta, morti in ospedale: «Ancora nessun risarcimento»

Castellaneta, morti in ospedale: «Ancora nessun risarcimento»
Otto pazienti morirono tra aprile e maggio del 2007 nell’unità di terapia intensiva coronarica dell’Ospedale di Castellaneta (Taranto) per un errore nella erogazione di gas medicali e ad oggi nessun risarcimento, pur promesso dalla Asl, è arrivato ai parenti. Gli otto morirono in seguito ad uno scambio di tubi, inalando protossido di azoto invece di ossigeno
• Il 7 ottobre prossimo l'udienza preliminare dal Gup

28 Settembre 2009

TARANTO – La Asl di Taranto «non ha mantenuto la promessa fatta pubblicamente» di riconoscere un risarcimento alle famiglie degli otto pazienti morti tra aprile e maggio del 2007 nell’unità di terapia intensiva coronarica dell’Ospedale di Castellaneta (Taranto) per un errore nella erogazione di gas medicali. Lo sottolinea il legale di una delle famiglie delle vittime, avv.Ettore Gorini, che in una nota ricorda che fu il direttore generale della Asl di Taranto, nel corso della trasmissione Rai 'Mi manda RaiTre', il 15 maggio scorso a promettere il risarcimento. 

«Cio che lascia interdetti – afferma – è la disparità di trattamento riservato a queste persone offese posto che per una identica vicenda occorsa nella città di Siena nel febbraio del 2007 ancor prima che venisse celebrata la udienza preliminare, la Asl provvedeva al giusto ristoro in favore degli aventi diritto». 

La vicenda si consumò nell’unità di terapia coronaria dell’ospedale di Castellaneta tra il 20 aprile e il 4 maggio 2007. Otto furono i pazienti che morirono nel giro di pochi giorni per avere inalato protossido di azoto, un gas anestetico, invece di ossigeno a causa di una inversione dei tubi per la erogazione dei gas medicali.
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