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In Puglia e Basilicata

Terme di Torre Canne un'altra morte sospetta 

Terme di Torre Canne un'altra morte sospetta 
TORRE CANNE - Una seconda morte sospetta nel «giallo» delle Terme di Torre Canne (in provincia di Brindisi), sequestrate circa una settimana fa per un sospetto batterio-killer negli impianti di aerosol. A luglio un padovano di 68 anni è stato stroncato da broncopolmonite, pochi giorni dopo aver iniziato le terapie nello stabilimento. Dopo di lui, agli inizi di settembre scorso, il decesso di un’anziana di 78 anni di Martina Franca (Taranto), anche lei ammalatasi dopo il ciclo di cure nello stabilimento termale.

27 Settembre 2009

di Domenico Galetta

TORRE CANNE - Spunta un altro decesso tra i pazienti in cura alle Terme di Torre Canne, dopo la morte di Maria Stella Ancona (78 anni, di Martina Franca, deceduta a Fasano il 6 settembre scorso) e tanti casi di broncopolmonite riscontrati in soggetti che avevano fatto ricorso alle cure termali. Un’altra morte sospetta, dunque, collegata alla eventuale contaminazione delle condutture termali, sulla quale la Procura di Brindisi ha avviato le indagini.

Il secondo decesso su cui si indaga è quello del 67enne Giuseppe Terribile di Padova, anche lui sottoposto a cure inalatorie nello stabilimento pugliese. Terribile, che nonostante l’età faceva attività sportiva e godeva di ottima salute, nello scorso mese di luglio ha effettuato un ciclo di aerosol presso le Terme. Ma dopo poche sedute ha accusato difficoltà respiratorie e febbre molto alta, tanto da dover interrompere le cure e tornare a Padova. A Torre Canne si era già fatto visitare, ma le prime cure prescritte non hanno migliorato il suo stato di salute. A Padova è quindi è andato al pronto soccorso dell’ospedale locale e qui, con una diagnosi di broncopolmonite, è stato immediatamente ricoverato. Inutili le cure: è morto il 21 luglio scorso.

I familiari di Terribile si sono costituiti nel procedimento penale in corso.

Il sostituto procuratore Myriam Iacoviello, che coordina le indagini del Nas dei carabinieri, aveva fissato per il 24 scorso il conferimento dell’incarico a consulenti per gli accertamenti tecnici: ma ora lo ha rinviato al 30 settembre prossimo proprio per assicurare le garanzie processuali alla nuova parte offesa. Intanto, i parenti della signora Ancona, tramite il loro legale, avv. Grazia Vitale, sono scettici in ordine agli esiti di laboratorio dell’Ufficio Prevenzione dell’Asl di Brindisi che sarebbero contrastanti con quelli effettuati presso l’«Uoc» Igiene del Policlinico di Bari che hanno rilevato la presenza del batterio. Secondo la legale «se sarà confermata la presenza del batterio che ha portato alla morte i due malcapitati, è indispensabile accertare la responsabilità non solo dei dirigenti della struttura, ma anche di coloro che dovevano effettuare i dovuti controlli preventivi sulle Terme».

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