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Brindisi, sciopero netturbini città invasa dai rifiuti

Brindisi, sciopero netturbini città invasa dai rifiuti
Non è stato, certo, un bel risveglio, ieri mattina, per i brindisini. E non lo sarà neanche nei giorni a seguire, atteso che l’assemblea permanente, gli operatori ecologici in stato di agitazione, l’hanno indetta ad oltranza. «Il servizio di raccolta rifiuti è sospeso sino a quando non verranno ascoltate le nostre esigenze e sino a che non riceveremo rassicurazioni in merito», hanno fatto sapere gli interessati

26 Settembre 2009

di PIERLUIGI POTÌ 

BRINDISI - I 197 lavoratori di Innovambiente incrociano le braccia e, in poche ore, la città intera - di per sè già in precario stato di “salute” - si riempie di rifiuti. Non è stato, certo, un bel risveglio, ieri mattina, per i brindisini. E non lo sarà neanche nei giorni a seguire, atteso che l’assemblea permanente, gli operatori ecologici in stato di agitazione, l’hanno indetta ad oltranza. «Il servizio di raccolta rifiuti è sospeso sino a quando non verranno ascoltate le nostre esigenze e sino a che non riceveremo rassicurazioni in merito», hanno fatto sapere gli interessati. 

Ma proprio questo è il guaio, in quanto l’Amministrazione comunale ha indetto un incontro (finalizzato a programmare e coordinare le attività di pulizia e raccolta rifiuti in questa improvvisa situazione di emergenza) soltanto per lunedì mattina. Che, tradotto in termini pratici, equivale a dire: preparatevi ad un week-end... all’insegna dell’immondizia. 

I 197 dipendenti di Innovambiente non ce ne vorranno se abbiamo aperto una “parentesi” un po’... troppo lunga sulle inevitabili ripercussioni della loro protesta. Protesta, peraltro, giusta e sacrosanta per una situazione lavorativa che, già di per sè precaria, è letteralmente “sprofondata” due giorni fa quando hanno ricevuto la comunicazione dall’azienda relativa alla sospensione delle indennità relative al cosiddetto articolo 85-86. 
«E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso - afferma Antonio Taveri, portavoce di un disagio collettivo all’inter no dell’azienda -; si tratta di circa 200 euro che verranno detratti dalla busta paga, non certo... bruscolini. Il sindaco ci ha garantito che non ci verranno tolti (più precisamente, ha riferito che le tratterrà direttamente dal canone ad Innovambiente, ndr), ma noi vogliamo riscontri concreti, anche perchè non è certo l’unica cosa che non va nel rapporto con l’azienda». 

Che altro... bolle in pentola è presto detto: «Circa 50 di noi - aggiunge - hanno contratto un prestito con una finanziaria e ogni rata mensile viene scorporata dagli stipendi. O, almeno, dovrebbe, visto che poi, in realtà, i 50 colleghi sono stati dichiarati... morosi e, al danno, si è aggiunta pure la beffa. E che dire di tutti i contributi previdenziali ed assicurativi non versati?». «Non vanno poi trascurate neppure le altre problematiche esistenti - continua Taveri -, come quelle di natura logistica o quelle attinenti ai mezzi fatiscenti con cui siamo costretti a lavorare ogni giorno. Di qui, appunto, la decisione di incrociare le braccia ed indire un’assemblea ad oltranza».

«Ovviamente - precisa poi - ci dispiace per le conseguenze che ne deriveranno. Non è nostro desiderio creare disagi all’utenza, ma altro modo per salvaguardare i nostri diritti ed interessi non c’è». «Siamo, dunque, convinti - conclude Taveri - nel portare avanti la nostra protesta. Magari, la soluzione migliore sarebbe quella di individuare una nuova ditta che offra maggiori garanzie a tutti». Ma, a proposito di garanzie, un interrogativo sorge inquietante: chi, sotto l’aspetto igienico, ne darà ai brindisini nei giorni a venire?
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