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Lecce: diritti di segreteria con costi da capogiro

Lecce: diritti di segreteria con costi da capogiro
Un nuovo regolamento approvato in Consiglio comunale lunedì prevede importi quasi folli: per le autorizzazioni a comparti edificatori si arriva a pagare ottomila 250 euro «Solo» duemila 750 per i piani di recupero. Le tariffe per i certificati di abitabilità e agibilità variano dai cinquanta ai cento euro Il via libera a una recinzione sale a 150 euro. Torricelli: «Illegittimo far pagare la visione dei documenti che è gratuita per legge»

24 Settembre 2009

di EMANUELA TOMMASI

LECCE - Altro che possibilità di ristrutturare case, garage e depandance. Bisogna tirar fuori i quattrini al solo pensiero perchè già presentare domanda per avere l’autorizzazione dal Comune costerà un occhio della testa. Il nuovo regolamento per il pagamento dei diritti di segreteria in materia di Urbanistica approvato dalla maggioranza in consiglio comunale lunedì scorso fa venire i capogiri solo a leggerlo. 

Scorrendo le tabelle, non passano inosservati, tra gli altri, i 150 euro che bisogna pagare per chiedere il cambio di destinazione d’uso di un immobile; o i trecento per interventi di ristrutturazione edilizia senza aumento di superficie e senza cambio di destinazione d’uso (50 alla richiesta e 250 al ritiro dell’autorizzazione); o i 150 per chiedere il via libera ad una recinzione. Cifre da capogiro se si ha in mente di fare interventi di nuova costruzione, ampliamenti e sopraelevazioni. 

Per chiedere l’aumento di cubatura sino a trecento metri si pagano duecento euro; fino a mille metri cubi, gli euro sono 400; sino a duemilacinquecento metri, si corrispondono novecento euro. Ancora, se l’ampliamento arriverà a cinquemila metri cubi, la richiesta costerà mille 450 euro; fino a diecimila metri, dovranno essere sborsati duemila 750 euro; per cubature superiori i diritti di segreteria lievitano a cinquemila cinquecento euro. Ma ci sono cifre ancora più salate quando si devono fare i conti con lottizzazioni, piani di recupero e comparti edificatori. Infatti, le autorizzazioni costano cinquemila cinquecento euro per comparti sino a cinquantamila metri cubi ed ottomila 250 euro per volumterie superiori, mentre per i soli piani di recupero la richiesta costa duemila 750 eur o. Cifre decisamente più basse ma pur sempre esose per certificati di abitabilità e di agibilità, che vanno da cinquanta a cento euro. 

Questi sono solo alcuni degli importi previsti dal nuovo Regolamento, la cui enormità appare ancora più forte nel confronto con le tariffe precedenti (è da dire che alcune voci non erano neppure contemplate in precedenza). Fino ad ora, infatti, per certificati di destinazione urbanistica, autorizzazioni, certificazioni ed attestazioni richieste in procedimenti da parte di privati, il costo variava da un minimo di diecimila lire ad un massimo di centomila lire (il regolamento era stato disposto nel 1992), poi commutate in euro; mentre per concessioni edilizie, per i diritti di segreterie si pagava da un minimo di trentamila ad un massimo di un milione di lire. 

«Quelle tariffe erano inadeguate e dovevano essere aggiornate - spiega il vice presidente del Consiglio Antonio Torricelli, del Pd - ma quegli eccessi approvati con il nuovo regolamento sono inaccettabili. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che c’è il fermo nel settore dell’edilizia e poi Lecce è una delle città con più oneri di urbanizzazione. Così come è evidente, ancora una volta, la volontà di fare cassa da parte di questa Amministrazione». 
D’altronde, c’è scritto nella stessa delibera approvata in Consiglio che «l’applicazione delle nuove tariffe comporterà maggiori entrate per l’ente comunale» e che «tali maggiori introiti consentirebbero la destinazione di una quota pari al dieci per cento degli stessi al Settore Urbanistica per lo svolgimento di attività proprie», quali «l’acquisto e la manutenzione di attrezzature informatiche, l’acquisto di materiale di consumo; la predisposizione di modulistica; l’attività di comunicazione istituzionale), senza che ciò comporti ulteriori impegni da parte dell’amministrazione comunale». 

Ma c’è un altro aspetto sul quale riflette Torricelli e riguarda l’accesso ad atti amministrativi e la richiesta di copie informali e conformi di atti amministrativi. Per la visione di ogni singola pratica, bisogna pagare venti euro alla richiesta ed altri quindici in caso di urgenza, e per la richiesta di copie l’Amministrazione può richiedere un deposito cauzionale di un importo tra cento e cinquecento euro. La copia, poi, costa da venti a quaranta centesimi a foglio, se si tratta di provvedimenti emanati dall’amministrazione comunale; da venti centesimi a due euro e cinquanta se si tratta di allegati ai provvedimenti stessi. Per documenti su supporto informatico, vale a dire cd rom, la tariffa è di cinque euro. «Questa è una richiesta illegittima in base alla legge 241 del ‘90 sul procedimento amministrativo - dice il vice presidente vicario -. L’articolo 25 dice espressamente che l’esame dei documenti è gratuito e che il rilascio della copia è subordinato soltanto al costo di riproduzione».
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