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In Puglia e Basilicata

Galleria Pavoncelli bis  il governo non risponde  «Così perdiamo i fondi»

Galleria Pavoncelli bis  il governo non risponde  «Così perdiamo i fondi»
Se non viene dichiarata emergenza di Protezione civile, la questione relativa ai lavori di realizzazione della galleria Pavoncelli bis non si sbloccherà in tempo utile a scongiurare una serie di iatture: la perdita dei soldi attualmente disponibili e il rischio che un milione di pugliesi restino senz’acqua. Prima del blocco erano stati realizzati 2,5 dei complessivi dodici chilometri di galleria previsti

24 Settembre 2009

Se non viene dichiarata emergenza di Protezione civile, la questione relativa ai lavori di realizzazione della galleria Pavoncelli bis non si sbloccherà in tempo utile a scongiurare una serie di iatture: la perdita dei soldi attualmente disponibili e il rischio che un milione di pugliesi restino senz’acqua. Secondo quanto denunciato il mese scorso e confermato ieri nel corso di un sopralluogo alla sorgente Pollentina, a Cassano Irpino (in provincia di Avellino) che ha visto protagonista sempre l’assessore regionale alle Opere pubbliche, Fabiano Amati, la vecchia galleria Pavoncelli è in condizioni disastrose. E se si verificasse un crollo, addio ad uno dei collegamenti nodali della rete acquedottiera dalla quale la Puglia si approvvigiona. 

«Siamo qui - ha spiegato Amati parlando a tecnici e giornalisti che lo hanno accompagnato nel corso del sopralluogo - per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità di procedere quanto prima al completamento dei lavori della galleria Pavoncelli- bis, per la quale c'è già una disponibilità finanziaria di 128 milioni di euro». L’appello è stato lanciato da «La Pollentina», a circa 400 metri sul livello del mare, ai piedi dei monti Picentini, sull'Appennino, una delle più rappresentative e spettacolari sorgenti del gruppo del fiume Calore, che, con una disponibilità complessiva di circa 2600 litri al secondo, alimenta la galleria Pavoncelli e dunque il canale principale dell’Acquedotto Pugliese. 

Attualmente alla Puglia giungono circa 1600 litri al secondo. Il resto va alla Campania e ad altri operatori. L’acqua che sgorga dalle «polle» (che danno il nome appunto alla sorgente), circa 800 litri al secondo, è tra le più pure, essendo naturalmente filtrata per decine di chilometri, dalle rocce ricche di carbonati. «Se non dovessimo riaprire i cantieri entro il 10 ottobre prossimo, si rischia – ha detto Amati – di ritardare ulteriormente la realizzazione di un’opera urgente per l'approvvigionamento idrico dei pugliesi. Non solo, il ministero alle infrastrutture rischierebbe un’azione di risarcimento danni da parte delle imprese appaltatrici». 

Per evitare tutto questo – è stato spiegato anche dal commissario straordinario per la Pavoncell i-Bis, Roberto Sabatelli Al sopralluogo hanno partecipato anche il direttore generale dell’Acquedotto Pugliese (insieme a lui Massimiliano Bianco e il direttore operativo di Aqp - Acquedotto pugliese - Antonio Di Leo) è indispensabile un decreto del dipartimento della Protezione civile. I lavori della galleria Pavoncelli bis hanno preso le mosse addirittura 19 anni fa, nel 1990 e sono stati bloccati su disposizione del Tribunale superiore delle acque e dalla Cassazione che hanno accolto i ricorsi presentati dall’ente parco dei «Monti picentini» e dall’Autorità d’ambito «Calore irpino». Prima del blocco erano stati realizzati 2,5 dei complessivi dodici chilometri di galleria previsti.
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