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In Puglia e Basilicata

Dall’estero

Ucraina, iniziata la guerra: invasione russa in diverse città, già morti e feriti. Putin: «Nessuna interferenza o Mosca reagirà». La preghiera anche da Bari

Ucraina - Russia, è iniziata la guerra: invasione militare in diverse città. E Putin avverte: «Nessuna interferenza o Mosca reagirà»

L’attacco annunciato in diretta tv: «Un’operazione per proteggere il Donbass». Reazioni da tutto il mondo

24 Febbraio 2022

Redazione online

Quando a Mosca sono quasi le 6 del mattino, Vladimir Putin annuncia in tv l'attacco all'Ucraina. 'Un'operazione militare per proteggere il Donbass', dice il presidente russo, che chiede all'esercito di Kiev di 'consegnare le armi e andare a casa, affermando che i piani di Mosca non includono l'occupazione del Paese ma la sua smilitarizzazione. 'Un'ulteriore espansione della Nato e il suo uso del territorio ucraino sono inaccettabili', mentre gli Stati Uniti 'rifiutano di trattare sulle nostre richieste di sicurezza. I connazionali residenti in Ucraina nati in Puglia ammontano a circa 350, quelli nati in Basilicata 58.

Chi interferirà ne pagherà le conseguenze', afferma Putin, definendo l'offensiva 'non una guerra, ma un'operazione militare speciale'. Subito si avvertono forti esplosioni nelle città ucraine, non solo al confine, ma fino a Odessa, Kharvik, Mariupol e anche nella capitale Kiev, dove suonano le sirene e sarebbe in corso un'operazione russa per prendere il controllo dell'aeroporto. L'attacco avrebbe già fatto centinaia di vittime, secondo la Cnn. 'L'Ucraina si difenderà e vincerà. Il mondo può e deve fermare Putin: il momento di agire è ora', è la prima reazione del ministro degli Esteri ucraino Kuleba, secondo il quale 'Putin ha lanciato un'invasione su larga scala. Le nostre pacifiche città sono sotto attacco, questa è una guerra di aggressione'. Il presidente Zelensky afferma che nel mirino ci sono infrastrutture militari ucraine e invita i cittadini alla calma e a stare a casa.

posti di blocco a Charkiv, 400km da Kiev

EMILIANO: SI STA VANIFICANDO IL LAVORO DI PACE - «Sono ore molto difficili, ore nelle quali sembrano svanire i sogni, i progetti, le imprese, l'amicizia, tutta la strategia che Papa Francesco da tempo, insieme alla Puglia e alla città di Bari, stava costruendo per il dialogo ecumenico tra la Chiesa Ortodossa e quella Cattolica": lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine di una conferenza stampa a Bari, commentando lo scoppio della guerra in Ucraina.
«Siamo in mezzo a una situazione - ha aggiunto - che sinceramente ricorda purtroppo tempi che speravamo di avere lasciato alle spalle. Credo che moltissime persone, non solo i politici, ma famiglie di studenti, di militari, famiglie comuni di tutta Europa in questo momento si stanno interrogando su questo dramma. Io non posso che mettere a disposizione di Papa Francesco, del presidente del Consiglio Draghi, dei nostri alleati europei ed americani questo patrimonio di relazioni che la Puglia rappresenta. In questo momento, al di là di chi ha torto o ha ragione, serve precisare da che parte si sta. E noi siamo parte della Nato senza se e senza ma. E questo è un momento difficilissimo perché molte delle cose che sono accadute in questi anni sono state vanificate».

Emiliano ha ricordato che «Bari è stata sede, nel 2007, del vertice italo-russo, un momento nel quale immaginavamo persino un dialogo intenso e forte tra la Federazione Russa, l’Ue e l'Italia. Quindi nel limite delle possibilità noi dobbiamo fare uno sforzo complessivo per stare al fianco degli Stati Uniti, dell’Ue e della Nato per riaprire il dialogo con la Federazione Russa e con il popolo russo».
«Il progetto di pace universale a cui stavamo lavorando - ha concluso - sotto la guida di Papa Francesco, rischia di essere travolto da questo momento in cui le immagini ricordano tempi che avremmo voluto dimenticare per sempre. Quindi da un lato bisogna insistere con l’attività diplomatica e dall’altro sperare che la ragione e la volontà di pace prevalga sulla volontà di guerra». Per la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone «la nostra Europa è nata dalle ceneri di un conflitto mondiale e con la forza di statisti e popoli che hanno impiegato le proprie energie per liberare il nostro continente dall’incubo delle guerre. I valori di pace, rispetto e fratellanza dovranno avere la meglio anche questa volta, per il bene di tutti». 

LE PAROLE DI MONSIGNOR SATRIANO -  «Profondo dolore e tristezza pervade l'animo, perché ci ritroviamo per la terza volta in pochi decenni a vivere una guerra. L’ex Jugoslavia, il Kosovo, oggi l'Ucraina, che vede una superpotenza aggredire una realtà più piccola e inerme, confutando lo stato di diritto». Lo ha detto monsignor Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto.
«Io credo che non dobbiamo mollare - ha detto il vescovo - e di fronte al potere che si esprime attraverso una azione muscolosa, dobbiamo contrastare, come diceva don Tonino Bello, con il potere dei segni. Ecco perché avevamo già pensato qui a Bari di concludere la commemorazione dell’evento vissuto con il Papa due anni fa, 'Mediterraneo frontiera di pacè, con un momento di preghiera, d’accordo con il padre russo Viacheslav Bachin, rettore della Chiesa ortodossa russa di Bari, per pregare insieme e invocare anche l’intercessione di San Nicola a cui siamo tutti legati». Il momento di preghiera è in programma sabato 26 febbraio alle 19.45 nella cripta della Basilica di San Nicola. "In quel contesto - ha spiegato monsignor Satriano - faremo un piccolo segno, una luce che risplenderà nelle mani di ciascuno ai piedi della tomba di San Nicola, per dire come di fronte a questo ennesimo atto senza coscienza, dobbiamo porre la luce delle coscienze. Che ognuno di noi possa determinarsi a livello di fede in una preghiera di intercessione e a livello esistenziale in un atteggiamento di non violenza e perseverando in una logica di pace».

ORA PER ORA - Almeno sette persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite a causa dei bombardamenti russi in Ucraina: lo riporta la Bbc. Ci sono anche 19 dispersi. Bloccata la navigazione nel mare d’Azov, Il ministero della difesa russo annuncia: "Annientate le difese aeree» ucraine, Kiev fa sapere di avere abbattuto cinque aerei e un elicottero russi. Forze russe sarebbero entrate in Ucraina anche da Bielorussia e Crimea. Il presidente bielorusso Lukashenko ha convocato i capi delle forze armate. Per il Guardian il messaggio di Putin sull'avvio delle operazioni sarebbe stato registrato, probabilmente lunedì 21.

Si contano già a decine le vittime dell’attacco russo in Ucraina. Forze russe sarebbero entrate nel Paese da più punti della frontiera, anche da Bielorussia e Crimea. Forti esplosioni e scontri sono stati riferiti a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e a Kiev. Secondo la presidenza ucraina, «più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi», e si contano anche 18 morti fra cui 10 donne, in un raid russo su Odessa. Sul fronte opposto sarebbero stati abbattuti «cinque aerei e un elicottero russi» e «circa 50 occupanti» sarebbero morti. Bloccata la navigazione nel mare d’Azov. Mosca annuncia: "Annientate le difese aeree» ucraine, ma denuncia «vittime civili nel Donbass», Kiev chiama i civili alle armi e fa appello alla donazione di sangue per i soldati feriti.

Dall’inizio della giornata in Ucraina sono stati registrati un totale di 203 bombardamenti nemici e 7 violazioni dei valichi di frontiera. Lo riporta il consigliere del capo del ministero dell’Interno di Kiev, Vadym Denysenko, citato da media locali.
«Al momento, la situazione a Kharkiv è peggiorata, ma ora i nostri militari, la guardia nazionale, la polizia e tutte le unità del ministero degli Interni stanno lavorando in modo intensificato «, ha affermato Denysenko.

LA PREGHIERA DA BARI - L’Arcivescovo di Bari-Bitonto, mons. Giuseppe Satriano, e il rettore della Chiesa ortodossa russa di Bari, p. Viacheslav Bachin, sabato prossimo 26 febbraio pregheranno insieme nella cripta della Basilica di San Nicola a Bari sulla tomba del santo per invocare la pace nella regione del Donbass in Ucraina.
«Da quel luogo nel quale ogni giorno cattolici e ortodossi pregano uno affianco all’altro, educandosi alla pacifica convivenza e alla mutua stima - sottolinea una nota - possa risuonare forte l’appello per la pace nel mondo, soprattutto in quei luoghi dove altri cristiani delle diverse confessioni si trovano a convivere». «Il desiderio condiviso ecumenicamente del popolo santo di Dio, che già soffre per le conseguenze della crisi pandemica - è detto ancora - provochi ulteriormente le coscienze affinché si trovino soluzioni diplomatiche alla crisi ucraina». «La Chiesa di Dio che è in Bari-Bitonto, che custodisce le reliquie del Santo Vescovo Taumaturgo Nicola - conclude la nota - avverte particolarmente l’interiore appello e responsabilità ad essere testimone di comunione tra Oriente e Occidente».

«La pace si difende con la diplomazia non con le armi». E’ l’appello per la pace sottoscritto a Bari da centinaia di associazioni e cittadini, gruppi, movimenti, associazioni, forze politiche, organizzazioni sindacali e comunità religiose, contro la guerra in Ucraina. «È decisivo il ruolo dell’Unione europea nel suo complesso e dei singoli stati europei, aderenti alla Nato - si legge nell’appello -. L’Italia, in particolare, deve impegnarsi a svolgere attivamente un’azione diplomatica ad oltranza». "Auspichiamo, quali gruppi operanti a Bari, la città di San Nicola che unisce russi e ucraini - su legge ancora nell’appello - , che le comunità cristiane, che si riuniscono per ricordare l'incontro interreligioso del Mediterraneo di due anni fa, prendano ogni opportuna iniziativa perché la pace sia preservata lungo il confine di tutto l’est europeo».
Per sostenere le ragioni dell’appello le associazioni firmatarie si sono date appuntamento al presidio che si terrà sabato 26 febbraio in piazza Prefettura a Bari.

LE REAZIONI - Immediate le reazioni da tutto il mondo. 'Putin ha scelto una guerra premeditata che porterà una catastrofica perdita di vite umane', afferma il presidente americano Biden, che parlerà ancora nel pomeriggio anche per annunciare nuove sanzioni di Stati Uniti e alleati contro Mosca che è 'responsabile per la morte e la distruzione che l'attacco porterà'. Dura la posizione dell'Onu. Il segretario generale Guterres, che aveva appena chiesto a Putin di fermare le truppe e dare una chance alla pace, interviene dopo l'attacco: 'É il momento più triste del mio mandato da segretario generale Onu. Devo cambiare il mio appello: presidente Putin, nel nome dell'umanità, porta indietro le truppe russe. Questo conflitto deve fermarsi ora, questa guerra non ha senso e viola i principi della Carta Onu'.

La Nato 'condanna con forza l'attacco sconsiderato della Russia contro l'Ucraina che mette a rischio innumerevoli vite civili' e chiede a Mosca di 'fermare immediatamente' la sua azione militare, che definisce 'una grave violazione del diritto internazionale e una seria minaccia alla sicurezza euro-atlantica'. Il segretario generale Stoltenberg ribadisce il sostegno al popolo ucraino e riafferma che l'Alleanza farà 'tutto il necessario per proteggere e difendere i suoi alleati'.

L'Europa è al fianco di Kiev. 'In queste ore buie, i nostri pensieri sono con l'Ucraina e le donne innocenti, uomini e bambini che affrontano questo attacco non provocato e la paura per la loro vita. Riterremo il Cremlino responsabile', dice in un tweet la presidente della Commissione Ue von der Leyen. 'Putin ha scelto la strada del bagno di sangue e della distruzione', attacca il premier britannico Johnson, che si dice 'inorridito' per quello che definisce 'un attacco non provocato'.

LE BORSE CROLLANO - Paura sui mercati internazionali. Mentre la Borsa di Mosca sospende tutti gli scambi, i future sui listini di Wall Street sono in forte calo, perdendo circa il 2%. Vola il prezzo del petrolio: il Brent supera i 100 dollari al barile, per la prima volta dal 2014, mentre il Wti è a 95,54 dollari. Sale ai massimi da un anno l'oro: +1%, a 1.928,80 dollari l'oncia. Crolla invece il Bitcoin: -8%, sotto i 35mila dollari. Le Borse asiatiche virano in negativo: l'indice Hang Seng di Hong Kong segna un tonfo del 2,51%, a 23.065,5 punti. Ampliano le perdite anche Shanghai (-0,88%) e Shenzhen (-1,35%). Nel pomeriggio sono attese le riunioni del Consiglio europeo e della Nato.

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