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In Puglia e Basilicata

La mattanza

Attacchi di lupi e cani selvatici: è allarme in Puglia

Attacchi di lupi e cani selvatici: è allarme in Puglia

Coldiretti preoccupata per l'intensificarsi dei casi: «Pascoli e stalle in pericolo, sono necessarie misure di contenimento»

21 Febbraio 2022

Redazione online

Bari - Attacchi di lupi e cani selvatici nei pascoli e nelle stalle: Coldiretti lancia l'allarme. La mattanza di capre, pecore e mucche non si ferma. Tutta colpa, secondo Coldiretti, della «proliferazione di lupi, cani inselvatichiti e ibridi che, anche per effetto del Covid con le limitazioni alla movimentazione in città e nelle aree rurali durate mesi, si sono moltiplicati e attaccano gli animali negli allevamenti».

La denuncia arriva dopo gli ultimi ritrovamenti di animali morti e feriti nei pascoli e negli allevamenti della regione. «Nelle campagne ci sono più animali selvatici che lavoratori agricoli  - denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - e la situazione è drammatica in tutta la regione. Nel giro di dieci anni i lupi si sono moltiplicati, mettendo a rischio non solo gli animali nelle stalle e al pascolo, ma anche la vita stessa di agricoltori e pastori».

Le perdite non sono di poco conto. Il danno, legato agli attacchi predatori, viene stimato in oltre 13 milioni di euro. «Agli animali a volte feriti o uccisi si aggiungono – precisa Coldiretti Puglia – i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti negli animali sopravvissuti».

Per questo si chiedono «misure di contenimento per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le aree rurali più difficili dove l'allevamento è l'attività principale, ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per ripristinare la biodiversità perduta con il recupero delle storiche razze pugliesi, come la pecora Gentile di Altamura o la Moscia leccese». 

I tempi devono essere rapidi. E il tema da affrontare, secondo Muraglia «ai massimi livelli con una strategia congiunta tra il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Agricoltura e la Regione Puglia per stabilire le misure da adottare a tutela delle aziende agricole e zootecniche». «La resistenza degli agricoltori è al limite – concludono dalla Coldiretti – è urgente trovare nuove modalità di azione che permettano di organizzare in maniera più efficace un sistema di gestione di questi animali predatori, che non sono più specie in via di estinzione».

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