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Lecce, molestie a bimbo indagato «amico» di famiglia

Lecce, molestie a bimbo indagato «amico» di famiglia
Le molestie sarebbero avvenute nei mesi scorsi. L’ultimo episodio risale al 17 marz o. Il 48enne, che risulta essere in cura al Cim, racconta di avere avuto delle visioni e di aver visto la Madonna. Grazie all’amicizia con i nonni del bambino (e in particolare con una zia) avrebbe cominciato a frequentare in maniera assidua la loro abitazione (situata nel centro storico della città) dove, spesso, si trovava anche il bambino

23 Settembre 2009

LECCE - Molestie su un bimbo di 4 anni. E’ il sospetto che pende su un 48enne, amico di famiglia e vicino di casa dei nonni del piccolo. L’uomo, invalido civile, è indagato per aver compiuto atti sessuali, approfittando dell’innocenza del bambino. La denuncia presentata dai genitori del piccolo ha messo in moto l’inchiesta. Le indagini sono condotte dai investigatori della Squadra Mobile. E, ieri mattina, il sostituto procuratore Angela Rotondano ha affidato ad un ingegnere informatico l’incarico di eseguire una perizia sui telefoni che sono stati sequestrati all’indagato. 
Cosa si cerca? Foto, sms, chiamate, qualsiasi elemento che, in qualche maniera, possa essere utili alle indagini. E che, quindi, possa confermare le accuse dei genitori. 

Le molestie sarebbero avvenute nei mesi scorsi. L’ultimo episodio risale al 17 marz o. Il 48enne, che risulta essere in cura al Cim, racconta di avere avuto delle visioni e di aver visto la Madonna. Grazie all’amicizia con i nonni del bambino (e in particolare con una zia) avrebbe cominciato a frequentare in maniera assidua la loro abitazione (situata nel centro storico della città) dove, spesso, si trovava anche il bambino. Non riferiamo ulteriori elementi per garantire l’anonimato del bimbo. 

Durante le sue presenze in casa dei nonni, l’uomo avrebbe spogliato il bambino e, poi, avrebbe compiuto atti sessuali. Il bambino, a modo suo, ha poi raccontato ai genitori di quel che sarebbe successo quando rimaneva solo con l’uomo. Le parole del bimbo hanno allarmato i famigliari che, prima di formalizzare la denuncia, hanno condotto delle indagini in proprio. E così hanno chiesto spiegazioni al 48enne. Un confronto che è stato registrato con un cellulare. E, durante il quale, l’uomo avrebbe fatto delle mezze ammissioni, in maniera un po’ confusa e poco chiara. 

All’atto della presentazione della denuncia i genitori hanno depositato anche la registrazione. Il contenuto, poi, è stato trascritto dagli investigatori ed è entrato nel fascicolo del magistrato. La perizia potrebbe aggiungere ulteriori elementi di novità nell’indagine. Ieri pomeriggio, l’indagato è stato ascoltato in Questura alla presenza del difensore d’ufficio, l’avvocato Corrado Passabì. E’ massimo il riserbo sul contenuto delle due dichiarazioni.
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