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In Puglia e Basilicata

Sinistra e Libertà  «Nichi attento, così  salta la coalizione»

Sinistra e Libertà  «Nichi attento, così  salta la coalizione»
Pd, oggi Franceschini torna in Puglia. Verdi, ex Pdci, ex Prc e Socialisti temono che la mossa di Vendola, ri-candidatosi con o senza primarie, faccia saltare l’accordo col Pd. Il sindaco di Bari, più «freddo» con la lista di David Sassoli, starebbe rosicchiando voti a Minervini. In vista una ricucitura con Blasi?

23 Settembre 2009

di BEPI MARTELLOTTA 

BARI - I mal di pancia non regnano solo nei Democratici, all’alba della tappa che il ri-candidato segretario nazionale Dario Franceschini terrà oggi in Puglia per sostenere la candidatura a segretario regionale dell’assessore Guglielmo Minervini. Mugugni e fibrillazioni, infatti, li sta creando dentro Sinistra e Libertà anche la sfida ingaggiata dal leader del movimento, Nichi Vendola, con gli alleati per la sua ricandidatura alle prossime regionali in Puglia. Domani i coordinatori pugliesi dei partiti che hanno fondato il nuovo «cartello» della sinistra (l’ex Pdci Carlo De Santis per «Unire la sinistra», l’ex Prc Nicola Fratoianni per Sl, Michele Ventricelli per Sinistra democratica, l’ex assessore Mimmo Lomelo per i Verdi e Lello Di Gioia per il Partito socialista) terranno una riunione per decidere le prossime mosse in Puglia, in attesa che da Roma arrivi il via libera definitivo del Pd al progetto di una coalizione con cui presentarsi uniti contro il centrodestra alla madre di tutte le sfide. Il clima non appare «blindato» attorno a Nichi, dopo i veti posti dall’Udc e l’aper tura che i Democratici hanno lanciato verso i centristi per vincere la sfida. 

E in molti dentro Sl cominciano a chiedersi se non ci sia stata troppa fretta da parte del governatore nel marcare la propria candidatura, prima caldeggiando le primarie e poi dicendosi pronto a scendere in campo anche senza l’assenso degli alleati. «Sinistra e Libertà deve riannodare i fili di un nuovo Ulivo - scandisce Lomelo - spingendo affinché dal congresso del Pd di ottobre esca una linea che porti in questa direzione». Ma l’attesa, fa capire, è d’o bbligo visto che il Pd è alle prese con la propria fase congressuale e, dunque, è prematuro «immischiarci nella faide»: in caso di adesione dell’Udc ad un programma di governo del centrosinistra, in pratica, quanti (sia nel Pd che in Sl) sarebbero disposti a sacrificare l’accordo il Pdl, vittoria che diventerebbe chimera nel caso in cui il leader di Sl decidesse di buttarsi nella mischia perfino da solo. 

Dall’area Franceschini, intanto, che oggi si radunerà prima a Molfetta (la città di Minervini) e poi a Foggia e a Bari, arrivano segnali distensivi nei confronti del governatore. «Per quanto ci riguarda - dice Alberto Losacco, il deputato barese braccio destro di Franceschini - Vendola è in una botte di ferro. Si riparte dal governatore uscente, se Vendola accetta le primarie ben vengano». Come dire: se problemi arriveranno sarà colpa dei dalemiani. Non a caso, è proprio con l’area dalemiana che ha ingaggiato un braccio di ferro il segretario regionale uscente Michele Emiliano, lasciando presagire una lista autonoma con Vendola alle prossime regionali in caso di mancato accordo. Voci di corridoio, però, dicono di un Emiliano progressivamente riappacificato con la mozione Bersani e qualcuno si spinge a fare i conti sui voti presi dalle mozioni: il sindaco di Bari pescherebbe soprattutto nell’area Franceschini e prova ne è il fatto che, a livello regionale, i voti presi da lui insieme a quelli del candidato Minervini fanno la somma dei voti presi dal leader nazionale. Nulla, in pratica, sarebbe stato tolto allo sfidante dei dalemiani Blasi, semmai all’assessore regionale candidato con Dario.

Manovre, queste, che confermerebbero una certa freddezza da parte del sindaco di Bari nei confronti dell’adesione dei suoi sostenitori (Capano e Procacci in prima fila) alla lista pro-Franceschini messa in piedi dall’eurodeputato David Sassoli. «La stagione congressuale che si sta vivendo deve coinvolgere tutti in un percorso di crescita e maturità. Ad una creatura che muove i primi passi è concesso di sperimentare dice il coordinatore della mozione pugliese Gero Grassi - da chi invece ha maturato esperienza ci si aspetta indicazioni sagge e consapevoli».
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