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In Puglia e Basilicata

Frisullo: sì errori ma no a linciaggio

Frisullo: sì errori ma no a linciaggio
BARI - «Sono certamente consapevole degli errori e delle leggerezze che ho commesso e per le quali chiedo scusa» al «punto da trarre le più radicali conseguenze dimettendomi da assessore regionale. Ma non ho inteso nè intendo subire un feroce linciaggio mediatico». Lo afferma in una lunga lettera ai dirigenti nazionali e locali del suo partito, il Pd, l'ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo coinvolto nelle inchieste della procura di Bari. «Un'azione di killeraggio - insiste Frisullo - che ha cercato e cerca di distruggere la mia vita privata e di sporcare quella pubblica“.

22 Settembre 2009

BARI - «Sono certamente consapevole degli errori e delle leggerezze che ho commesso e per le quali chiedo scusa» al «punto da trarre le più radicali conseguenze dimettendomi da assessore regionale. Ma non ho inteso nè intendo subire un feroce linciaggio mediatico».

Lo afferma in una lunga lettera ai dirigenti nazionali e locali del suo partito, il Pd, l'ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo coinvolto nelle inchieste della procura di Bari. Il «linciaggio - aggiunge - mi vuole inchiodare a odiosi mercimoni e scambi inesistenti sino ad alludere ad aberranti pratiche estorsive di prestazioni sessuali approfittando della condizione di bisogno di povere donne in cerca di lavoro».

«Un abisso di abiezione e di mostruosità - spiega Frisullo - che il solo pensarlo produce un senso di vuoto e di perdita di sè. Per raggiungere questo obiettivo - spiega - ci si è mossi sulla base di veline confezionate senza scrupoli e con spietata perfidia, gettando in pasto all'opinione pubblica la vita privata di persone perbene e stimate, a cui sono legato da vincoli di amicizia e di affetto e che risultano totalmente estranee alla cosiddetta vicenda del sex-gate».

«Un'azione di killeraggio - insiste Frisullo - che ha cercato e cerca di distruggere la mia vita privata e di sporcare quella pubblica. Sino a sostenere, come hanno scritto alcuni giornali nazionali, una cosa assolutamente falsa come quella che io fossi indagato. Ho reagito dando mandato al mio legale di procedere in tutte le sedi per tutelare la mia immagine e la mia onorabilità». Frisullo sottolinea, infine, «la pretestuosità e la cattiveria di chi all'interno del Pd tenta di omologarmi ai comportamenti di chi si sottrae con tracotanza ad un dovere di pubblicità, di trasparenza e responsabilità» e di chi «demonizzando la cosiddetta 'componente dalemianà tenta spregiudicatamente di liberarsi di un gruppo dirigente che se non ha il monopolio dell'innovazione non è certamente estraneo al processo di rinnovamento della politica in Puglia».
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