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In Puglia e Basilicata

In Puglia l’arte è  puntata sul mondo

In Puglia l’arte è  puntata sul mondo
Una celebre opera di Goya si intitola «Il sonno della ragione genera mostri». Una volta, nei tempi dell’effimero, ci divertiva volgerlo a calembour ironico: «Il sonno della regione genera mostre». Ben vengano ora le mostre, se la Puglia s’è desta. Tra teatri e castelli le iniziative del «Premio LUM» e l’evento conclusivo di «Intramoenia Extra-Art»

22 Settembre 2009

di PIETRO MARINO 

È un po’come un finale di fuochi d’artificio, la batteria di eventi che festeggiano la conclusione di due rassegne d’arte contemporanea che hanno tenuto banco in Puglia fra primavera ed estate del 2009. Sono, a Bari la prima edizione del «Premio LUM» nel teatro Margherita riaperto per l’occasione alla città; e nei sotterranei del castello di Barletta, anch ’essi aperti per la prima volta al pubblico dopo i lavori di restauro, la quarta edizione di «Intramoenia ExtraArt», rassegna itinerante di autori italiani e stranieri nei castelli di Puglia. Si tratta di iniziative che hanno avuto nascite autonome e percorsi diversi. Ma in finale di partita alcuni fili tendono a raccordarsi. 

Intanto, oggi nel Margherita un triduo di incontri (gli altri sono in programma il 26 e il 29 settembre) viene avviato da una conversazione di Achille Bonito Oliva, uno dei pochissimi critici italiani capaci di coniugare prestigio internazionale con notorietà massmediale. Ma ABO (la sigla con cui lui ama presentarsi) interverrà domani anche alla festa che chiude a Barletta l’edizione 2009 di «Intramoenia», il progetto di cui è direttore scientifico sin dalle origini dell’iniziativa avviata nel 2005 grazie alla passione della barlettana Giusy Caroppo e del suo team. 

Ma è una coincidenza non casuale. Perché altri fili si vanno raccordando. Intanto, si tratta di due eventi che hanno portato l’arte fuori dai suoi luoghi deputati, i musei o le gallerie. Quindi sono leggibili, per più versi, come esperienze di «arte pubblica». Termine di definizione controversa. Ma - come ho cercato di chiarire altre volte anche di recente - uno dei termini di qualificazione del fenomeno è il rapporto delle opere ed operazioni con ambienti, pubblico e strategie di offerta differenti rispetto a quelli che costituiscono il «sistema dell’arte». 

Presumo che di questo - o anche di questo - parlerà Bonito Oliva. Come già annuncia il titolo della conversazione: quell’«arte puntata sul mondo» che è slogan coniato dal critico anche per segnalare la tesi, da lui sostenuta da parecchi anni a questa parte, di una nuova responsabilità che si propone all’arte nel tempo della complessità multimediale, delle contaminazioni fra culture globali e locali, della «deriva dei continenti». Però l’altro filo robusto che sembra ricucire questi ed altri eventi in Puglia è una trama che si va definendo di politica pubblica per la cultura. 
Occorre ricordare che «Intramoenia» è una delle tappe del «Circuito del Contemporaneo» sostenuto e promosso dalla Regione, che comprende altre iniziative tuttora in sviluppo nel territorio: il programma «Super-Sentieri neobarocchi» a Lecce, quello avviato a Polignano dal Museo Pascali, e la definizione in corso di altri eventi affidati a Bari alla Soprintendenza regionale per i Beni artistici. Del Circuito non fa parte - non saprei dire perché - il premio indetto, grazie all’impegno di Vito Labarile, dalla LUM. Eppure esso aveva tutte le caratteristiche di iniziativa di «arte pubblica », anche nei suoi esiti tuttora non scontati (l’opera che il vincitore dovrà consegnare alla città di Bari, la mostra ulteriore dei finalisti, il catalogo di postproduzione). Ma anche qui più di un raccordo si intravede. Il Margherita è stato concesso per la mostra LUM dal soprintendente Martines, il quale avrà, presumo, occasione di incontrarsi in questi giorni con Bonito Oliva. 
Col critico - legato non da ora da solidi rapporti con la Puglia - interverranno domani a Barletta il presidente Vendola e l’assessore Godelli. Vedremo quel che sortirà da questo interessante intreccio. 

Non conta il gossip (ma di quelli buoni la Puglia avrebbe bisogno) ma il senso di marcia di una politica per l’arte come «servizio pubblico». Una celebre opera di Goya si intitola «Il sonno della ragione genera mostri». Una volta, nei tempi dell’effimero, ci divertiva volgerlo a calembour ironico: «Il sonno della regione genera mostre». Ben vengano ora le mostre, se la Puglia s’è desta.
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