Giovedì 18 Agosto 2022 | 21:54

In Puglia e Basilicata

Foggia, maxi rissa pestato un ragazzo

Foggia, maxi rissa pestato un ragazzo
Altro che sabato del villaggio, altro che tranquillo ritrovo di giovani: il centro storico torna in balia dei bulli. Un ragazzo di 14 anni è stato aggredito da branco di coetanei per un pacchetto di sigarette. La squadra mobile e ai vigili urbani non hanno alcuna difficoltà ad ammettere che c’è un gruppo di ragazzotti tra i quindici e i diciotto anni che va in giro a seminar panico aggredendo coetanei. Ora è caccia ai bulli della piazzetta

21 Settembre 2009

FOGGIA - Altro che sabato del villaggio, altro che tranquillo ritrovo di giovani: il centro storico torna in balia dei bulli e ancora una volta sono le sirene della polizia, le corse dei vigili urbani, gli interventi delle squadre sentinelle dell’esercito a comparire là dove il bullismo ha lasciato il segno. L’e pisodio l’altra sera a tarda ora. Una mega rissa scatenata in piazza Baldassarre e dispiegatasi poi in un raggio di una trentina di metri lungo i vicoli circostanti, là dove hanno trovato vie di fuga quelle squadre di bulli che stanno seminando il panico in piazzetta come altrove. 

Stavolta la rissa per un misero pacchetto di sigarette: lo teneva tra le mani un tranquillo ragazzotto di 14 anni: era con degli amici, intorno alle 23 e 30 in piazza Baldassarre, quattro chiacchiere su come trascorrere la serata dopo essersi incontrati, quando il gruppo viene avvicinato da una squadriglia di malitenzionati, coetanei. «Dammi il pacchetto delle sigarette», intimano al quattordicenne, figlio di gente bene. Al diniego il branco lo assale: pugni e calci, spunta anche qualche temperino, in difesa del ragazzo intervengono gli amici, nasce una rissa col gruppo di assalitori, fino a quando qualcuno nel vicinato non avverte i vigili urbani, primi a intervenire, quindi la polizia avvertita via radio della gigantesca rissa. 

All’udire delle sirene il branco si dilegua, lasciando sull’asfalto un povero ragazzo col volto tumefatto, dolori dapperutto, sangue dal naso. Lo soccorrono, il quattordicenne è stordito, fornisce a malapena le prime indicazioni sugli aggressori, rifiuta di farsi accompagnare al pronto soccorso. Cominciano le ricerche ma del branco di bulli non c’è traccia. Si spera adesso nell’aiuto di qualche telecamera di videosorveglianza per individuare i bulli. 

In piazzetta intanto tra i commenti fioccano le solite ammissioni: «Sì, saranno loro, sempre gli stessi». Anche alla squadra mobile e ai vigili urbani non hanno alcuna difficoltà ad ammettere che c’è un gruppo di ragazzotti tra i quindici e i diciotto anni che va in giro a seminar panico aggredendo coetanei. 
E ci si rende conto di quanto sia difficile vivere in pace in piazzetta; di quanto siano serviti a poco appelli, moniti e soprattutto episodi quali quelli di un ragazzo ucciso due mesi fa per un episodio analogo (un piccione buttato in faccia ad un ragazzo per bullismo, spavalderia) a fungere da deterrente, riflessione. Una settimana fa l’aggressione in via Arpi ad un vigile urbano investito mentre dava l’alt a due bulli a bordo di un ciclomotore rubato. La chiamano convivenza civile, sembra essersi incrinata proprio là dove la socializzazione dovrebbe essere l’elemento prevalente. Neanche la militarizzazione o il maggiore controllo sta dando risultati, purtroppo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725