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In Puglia e Basilicata

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Vendola: in fondo Gianpi è «eroe» del nostro tempo

Vendola: in fondo Gianpi è «eroe» del nostro tempo
Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha commentato il fermo dell’imprenditore, coinvolto nelle inchieste sulla corruzione nella sanità pugliese. Vendola, per la prima volta da quando è scoppiata la bufera delle inchieste che hanno travolto manager Asl e anche esponenti della sua ex giunta, ha parlato del principale indagato sottolineando che la differenza tra centrodestra e centrosinistra è che, nella sua squadra, chi è stato toccato dal caso esploso in Puglia, si è dimesso
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20 Settembre 2009

NAPOLI - Gianpaolo Tarantini è un «eroe del nostro tempo», passato in una stagione da Villa Certosa ad una cella: lo definisce così il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ieri a Napoli, per la prima festa nazionale di Sinistra e Libertà, ha commentato il fermo dell’imprenditore, coinvolto nelle inchieste sulla corruzione nella sanità pugliese. Vendola, per la prima volta da quando è scoppiata la bufera delle inchieste sulla sanità che hanno travolto manager Asl e anche esponenti della sua ex giunta, ha parlato del principale indagato sottolineando che la differenza tra centrodestra e centrosinistra è che, nella sua squadra, chi è stato toccato dal caso esploso in Puglia, si è dimesso. 

Prima l’ex assessore Alberto Tedesco, che consegnò la delega al governatore il 6 febbraio, giorno in cui fu diffusa la notizia di un suo coinvolgimento nell’indagine sul sistema sanitario. Quindi Sandro Frisullo, vicepresidente della giunta, il cui nome è comparso tra quelli intercettati dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta sulle escort procurate da Tarantini. 

«Tarantini era organico a tutti gli anni del governo di centrodestra, innanzitutto - ha detto Vendola dinanzi alla platea dei militanti di Sinistra e Libertà - e ha, con la sua capacità bipartisan, lambito anche un angolo della mia esperienza di Governo. Devo dire che la differenza tra me ed altri è che chiunque è stato lambito, anche lateralmente, ha dovuto lasciare l’incarico di governo. E questo perchè – ha aggiunto – non si possono dare messaggi deboli quando si tratta della questione morale». 

A questo proposito a chi gli ha chiesto se ci sia stato un complotto, contro il Pd e contro la classe politica più in generale, Vendola ha risposto: «No, la questione morale c'è, non bisogna ridurla però a una caricatura». 
«Va affrontata di petto, non come una clava – ha aggiunto citando fra l’altro il rapporto malato tra il sistema delle imprese e la politica – per radiografare i poteri, per criticare i poteri». 

Chi ci ha rimesso di più finora, gli viene chiesto alla fine della prima festa nazionale di Sinistra e Libertà a Napoli, fra centrodestra e centrosinistra? «Finora – ha risposto Vendola – ci hanno rimesso i malati e i cittadini». Per Vendola Tarantini è però «un eroe del nostro tempo, simbolo vivente dell’idea di ricchezza facile e di una vita spregiudicata. È anche una giovinezza sprecata. - ha proseguito - A trent'anni, nel giro di una stagione, è passato da Villa Certosa ad una cella. È anche penosa l’osservazione su quello che a me pare uno spreco di vita». 
«Ma è anche un eroe del nostro tempo – ha concluso – che ha celebrato ricchezza ed impresa come valori assoluti. Se erano questi i regolatori di tutta la vita sociale, la politica ha rischiato di acconciarsi a celebrare i fasti del sistema». 

Alla manifestazione del movimento guidato da Vendola, il candidato alla segreteria nazionale del Pd Pierluigi Bersani ha preferito non commentare.
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