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In Puglia e Basilicata

Lucera, Rubini non può girare in piazza c'è un cantiere

Lucera, Rubini non può girare in piazza c'è un cantiere
di ANTONIO GAMBATESA
«L'uomo nero», l'ultimo film dell'attore e regista Sergio Rubini, avrebbe saltato la location di piazza Duomo (rinverdendo i bei tempi quando altri set cinematografici erano stati attrezzati in piazza) a causa del pugno dello stomaco che il "salotto di pietra" di Lucera patisce, da diversi anni ormai, con l'impalcatura che avvolge il rudere dell'ex convento di S. Anna

19 Settembre 2009

di ANTONIO GAMBATESA

LUCERA - Un'altra occasione perduta per la città di porsi in vetrina. "L'uomo nero", l'ultimo film dell'attore e regista Sergio Rubini, con Fabrizio Gifuni, Anna Falchi, Valeria Golino e Margherita Buy tra l'altro nel cast, avrebbe saltato la location di piazza Duomo (rinverdendo i bei tempi quando altri set cinematografici erano stati attrezzati in piazza) a causa del pugno dello stomaco che il "salotto di pietra" di Lucera patisce, da diversi anni ormai, con l'impalcatura che avvolge il rudere dell'ex convento di S. Anna. 
Fabio Marini, manager location e organizzatore, pare avesse pensato allo sfondo di piazza Duomo, con la cattedrale svettante, per uno dei tanti ciak che Rubini ha voluto filmare sui diversi set naturali che il territorio mette a dispos izione. 

"L'uomo nero" è stato interamente ambientato in Puglia anche perchè l’Apulia Film Commission, la società di cinematografia della Regione presieduta da Oscar Iarussi, è coproduttrice. 
La notizia è trapelata in questi giorni, svelata da una lucerina che lavora nel settore cinematografico e che rimette sulla graticola la questione del rudere presente nella piazza principale della città. Non è possibile tenere celato l'obbrobbrio con quel telone che da alcuni mesi lo copre. Perchè è vero che "occhio non vede cuore non duole", ma la situazione non può incancrenire senza che si prendano provvedimenti. 

L'autorità amministrativa non è possibile che non intervenga sulla proprietà per sbloccare, secondo i dettami della liceità, una situazione che pare caduta nell'oblìo. Da palazzo Mozzagrugno, e in questo caso dal sindaco Pasquale Dotoli che detiene la delega dell'urbanistica, non è possibile che non arrivi nemmeno una parola sullo spinoso caso. 

Sì, perchè secondo le ultime confidenze del commissario prefettizio Michele di Bari, rilasciate prima di affidare la responsabilità di palazzo di Città al sindaco eletto, il "caso S. Anna" è più spinoso di quanto possa sembrare, forse perchè un cono d'ombra pare avvolg erlo. Ogni tanto la situazione si schiarisce, come alcuni mesi fa. Quando improvvisamente arrivò da palazzo Mozzagrugno la notizia che il progetto di recupero e valorizzazione, presentato dalla proprietà dell'immobile, era caduta sotto la scure della Soprintendenza ai beni architettonici che aveva rilasciato un parere negativo. Poi, di nuovo silenzio assoluto. Complessa per quanto si voglia la situazione, non è possibile che una via d'uscita legale non esista. Per quanto tempo ancora la città può sopportare quella ma anche altre situazioni (il palazzo diroccato di via Vittorio Veneto, il buco di piazza Terme Romane, l'interruzione di via Ciaburri, il fossato di via Porta Foggia di fianco il distributore Agip) senza che reagisca?
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