Martedì 09 Agosto 2022 | 21:55

In Puglia e Basilicata

Dopo il fermo di Gianpi Tarantini trema la Bari-bene

Dopo il fermo di Gianpi Tarantini trema la Bari-bene
Con l'arresto del giovane imprenditore della sanità, trema il bel mondo cittadino che per anni ha partecipato agli appuntamenti mondani organizzati da Gianpi. Nelle carte delle inchieste ci sono infatti riferimenti a numerose persone (imprenditori, medici, professionisti) che avrebbero anche fatto uso di cocaina
• Fermato per spaccio di droga e il rischio che scappasse
• Dal carcere: «Non volevo fuggire in Tunisia»
• Il legale: «Un provvedimento incomprensibile»
• La testimoninaza di un pusher: «Diedi a Tarantini mezzo chilo di cocaina»

19 Settembre 2009

Imprenditori, commercianti, liberi professionisti, funzionari pubblici. Feste nei locali più noti, nelle ville dei quartieri più belli. E poi, naturalmente, la cocaina. Il fermo di Gianpaolo Tarantini fa tremare la cosiddetta Bari-bene, quella che fino a pochi mesi fa frequentava il giovane imprenditore della sanità e che adesso teme ripercussioni: sono molte decine, nelle informative degli inquirenti, i nomi di insospettabili che vengono accostati a quello di Tarantini. In alcuni casi, annotano carabinieri e finanza, sono utilizzatori di polvere bianca: adesso potrebbero essere chiamati a dare spiegazioni. 

È un mondo sotterraneo e parallelo, quello in cui si muoveva la bella vita di Gianpaolo Tarantini. Un mondo che i carabinieri hanno ricostruito già a partire dal 2001, quando Gianpi incappò nella prima inchiesta della Dda di Bari. All’epoca era soltanto un imprenditore rampante. Sette anni dopo, il business di Tarantini è decollato, ha in mano una società che fattura 5 milioni di euro l’anno: ed ecco la villa in Sardegna da 70mila euro (in affitto), e la «coca» che adesso scorre a fiumi. 

Nella rete di amicizie di Tarantini c’erano e ci sono grossi commercianti, figli di noti professionisti, importanti industriali, qualche insospettabile che vive ai margini del bel mondo e arrotonda con la polvere bianca. È il caso, ad esempio, dei due pusher storici di Tarantini. Il primo, Bartolo, di giorno è impiegato in una agenzia di assicurazioni. L’altro, Onofrio, è commesso di un negozio di abbigliamento del centro il cui titolare è un habituée delle feste di Gianpaolo tra Bari e Giovinazzo. Il sodalizio con Onofrio è destinato a durare, parte agli inizi degli anni 2000 e arriva fino all’estate 2008: è lo stesso Tarantini a raccontare alla finanza che aveva acquistato a Bari la droga da portare in Sardegna, rifornendosi da «tale Nico e tale Onofrio». 
Il suo ex amico Verdoscia, invece, sempre nel racconto di Tarantini si riforniva da Stefano: è lo Stefano Iacovelli, ferroviere, finito in carcere per spaccio e adesso ai domiciliari. 

Dalle carte emerge il ritratto di un Tarantini consumatore abituale di stupefacenti, insieme a sua moglie Nicla e ad un gruppo di amici fidati e spesso altolocati. I carabinieri, per esempio, hanno seguito la festa di Natale 2002 al Gorgeous, organizzata e pagata da Tarantini che si era occupato anche dei rifornimenti di polvere bianca che aveva messo a disposizione di tutti gli ospiti. Gli investigatori ascoltano Gianpi che parla al telefono con un amico e ricorda quella serata: «Madonna ieri oh, sono morto dalle risate, quando io stavo seduto sulla sedia vicino al tavolino piccolo... e voi stavate tutti in coda! Tutti! Come quando c'era la guerra, che stavano tutti in coda per prendere un panino!». 

Nel giro barese di Tarantini non mancano, ovviamente, le donne. Nelle sue conversazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta del 2001 sulle protesi sanitarie, Gianpi intervalla spesso le questioni di lavoro a quelle personali lasciandosi andare a confidenze con suo fratello. Ed è così che nell’indagine sono finiti i nomi delle ragazze con cui Tarantini e i suoi amici hanno rapporti: non prostituzione abituale, annotano i carabinieri, piuttosto insospettabili che vivono ai margini del mondo dorato di questi giovani ambiziosi e pieni di soldi. Viaggi a Montecarlo, trasferte a Milano e Roma negli alberghi di lusso, una puntatina al gran premio. Tarantini non era mai solo: in tanti a Bari, negli ultimi anni, hanno diviso la scena con lui. [m. sc.]
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