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In Puglia e Basilicata

Soldati italiani attaccati  a Kabul: l'attesa  delle famiglie pugliesi

Soldati italiani attaccati  a Kabul: l'attesa  delle famiglie pugliesi
Un attacco con autobomba ha fatto strage ieri di soldati italiani: sei le vittime e quattro i feriti. Tra gli uccisi il tenente Fortunato era di origini lucane, mentre il caporal maggiore Ricchiuto era residente in provincia di Lecce. Ma ci sono pugliesi anche tra i feriti: Rocco Leo è di Francavilla Fontana, mentre vive a Galatone la famiglia di Felice Calandriello. I feriti dovrebbero rientrare a Roma domani, sabato 19
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18 Settembre 2009

BRINDISI - E' letteralmente incollata al telefono in attesa di una chiamata del figlio Caterina Magrì, la madre di uno dei giovani feriti a Kabul, Rocco Leo, il militare di Francavilla Fontana (Brindisi) che era alla guida del secondo mezzo coinvolto nell’attentato. Leo non ha riportato ferite, ma solo un forte stato di choc ed è ricoverato in un ospedale da campo francese a Kabul. Caterina, una casalinga di 48 anni, col marito Antonio Leo, operaio, vive a Francavilla Fontana, nella zona 167. Non è ancora riuscita a sentire direttamente il figlio: Rocco Leo infatti è riuscito però a parlare per qualche minuto soltanto con la sua fidanzata e l’ha tranquillizzata sul suo stato di salute. Intanto una delegazione dell’amministrazione comunale ha reso visita alla famiglia per esprimere la vicinanza dell’ente locale e piena solidarietà. 

CALANDRIELLO: «STO BENE, ABBAMO AVUTO UN INCIDENTE» 
Il primo maresciallo dell’Aeronautica Felice Calandriello, uno dei quattro militari feriti ieri nell’attentato a Kabul, era al suo primo giorno di missione in Afghanistan, dove era arrivato proprio quella mattina. «Sto bene, se senti qualcosa non ti preoccupare, abbiamo avuto un incidente»: sono queste le parole rassicuranti che Calandriello ha detto alla moglie in una telefonata fatta dopo soli dieci minuti dall’attentato nel quale era rimasto coinvolto a Kabul. Lo riferisce la donna, in una brevissima conversazione telefonica con un cronista. Subito dopo – dice la moglie di Calandriello – è caduta la linea e solo dopo qualche tempo ha capito il senso della telefonata del marito». 

Rassicurazioni ulteriori sulle condizioni di salute dell’uomo – che ha riportato solo un forte stato di choc – sono poi giunte dall’Aeronautica. Calandriello è originario di Sassano (Salerno). Con la sua famiglia vive però a Galatone, comune dell’entroterra salentino, a pochi chilometri da Galatina, il paese nel quale ha sede il 61/o stormo dell’Aeronautica militare dove presta servizio. Calandriello, 58 anni, è un tecnico delle telecomunicazioni ed era stato assegnato al comando di Isaf, dove si stava recando a bordo dei due Lince coinvolti nell’esplosione. Secondo quanto si è appreso, era già stato in missione in Kosovo, ma mai in Afghanistan.

«Anche io sotto shock – dice la moglie di Calandriello – non mi  rendo ancora conto dell’accaduto e della enorme fortuna avuta.  Grazie a Dio mio marito è salvo, ma penso alla tragedia che ha  colpito le altre famiglie e immagino quale strazio stiano  vivendo». 
La coppia ha due figli, Gianfranco, di 30 anni,  tenente dell’Aeronautica, e Luigina, di 32. «Non ho la possibilità di contattare mio marito» continua  la moglie di Calandriello. «Posso solo attendere le sue  chiamate. Attorno a noi si è stretta tutta la comunità di  Galatone, amici, parenti, concittadini e le istituzioni che  ringrazio. Non ho ancora la certezza su quando mio marito  tornerà in Italia, c'è la possibilità che possa essere già  domani sera a Roma». 

Ipotesi confermata dal responsabile per la pubblica  informazione del 61/o stormo dell’Aeronautica, il maggiore  Massimo Zaccardi. «Al suo rientro, previsto per domani sera –  ha detto – salvo imprevisti tecnici, sarà ricoverato  all’ospedale militare del Celio per i controlli di routine.  Nelle immagini in televisione ho potuto vederlo, comunque,  operativo sul luogo dell’attentato, subito dopo l’esplosione».  Zaccardi ha sottolineato che Calandriello «è uno specialista  nel suo campo e, al 61/o stormo, svolge mansioni di addetto al  nucleo dei simulatori di volo fin dal 1998. È una figura  altamente specializzata: anche prima della partenza – ha  concluso – aveva completato i previsti cicli di preparazione ed  addestramento per questo profilo di missione».
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