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In Puglia e Basilicata

Il re del marmo rubava la corrente: arrestato

Il re del marmo rubava la corrente: arrestato

APRICENA - Con l’accusa di furto d’energia elettrica è stato arrestato (è ai domiciliari) l’imprenditore apricenese Settimio Passalacqua, 67 anni, da tutti definito il “re del marmo”, amministratore delegato della “Passalacqua Marmi”, proprietaria della cava, e fondatore dell’omonimo Gruppo industriale impegnato anche nel campo dell’agroalimentare.Troppo bassi i consumi di energia elettrica in quelle cave. Tanto ridicoli da insospettire gli ispettori romani dell’Enel che hanno deciso di vederci chiaro su quella che in un primo momento sembrava essere un’anomalia del contatore per far funzionare una cava nel territorio di Poggio Imperiale e ricadente nel bacino marmifero di Apricena.

18 Settembre 2009

APRICENA - Troppo bassi i consumi di energia elettrica in quelle cave che lavorano in continuazione. Tanto ridicoli da insospettire gli ispettori romani dell’Enel che hanno deciso di vederci chiaro su quella che in un primo momento sembrava essere un’anomalia del contatore nell’erogare enbergia elettrica utile per far funzionare una cava nel territorio di Poggio Imperiale e ricadente nel bacino marmifero di Apricena. 

Ma ai funzionari della società che eroga i servizi di distribuzione il campanello era suonato tant’è che si sono presentati alla porta dell’azienda con al seguito i carabinieri della compagnia di San Severo e della stazione di Poggio Imperiale. Sono stati sufficienti pochi secondi agli ispettori Enel per scoprire che, con uno stratagemma, l’azienda utilizzava energia elettrica a costo... zero o quasi. 

Con l’accusa di furto d’energia elettrica è stato così arrestato (è ai domiciliari) l’imprenditore apricenese Settimio Passalacqua, 67 anni, da tutti definito il “re del marmo”, amministratore delegato della “Passalacqua Marmi”, proprietaria della cava, e fondatore dell’omonimo Gruppo industriale impegnato anche nel campo dell’agroalimentare.

Un piccolo escamotage avrebbe permesso all’imprenditore di risparmiare qualcosa come 300mila euro di consumi energetici. Secondo gli investigatori dell’Arma, affinché il contatore non registrasse gli ingenti consumi necessari per il funzionamento degli impianti. Consumi che, è risaputo sono abbastanza elevati, se si considera che sono diverse le apparecchiature ad alimentazione elettrica usate nella estrazione e nella lavorazione delle pietre e dei relativi inerti.

Semplice il trucchetto utilizzato. Con una scheda elettronica erano stati manomessi i contatori installati all’interno delle cabine elettriche. Uno stratagemma tanto semplice ma utilissimo per stornare o addirittura annullare i consumi di energia elettrica durante l’arco della giornata. Un “prelievo” molto frequente tant’è che i militari e i tecnici dell’Enel ritengono che l’ammanco ammonti a circa 300mila euro.

Le indagini non si sono concluse. Verifiche saranno effettuate sui contatori e le fatture delle altre aziende del Gruppo Passalacqua. Nelle prossime ore, l’imprenditore apricenese sarà ascoltato dal magistrato per fornire la sua versione dei fatti sul reato contestatogli.
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