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Scuola materna: può un uomo cambiare  i pannolini ad un bimbo? 

Scuola materna: può un uomo cambiare  i pannolini ad un bimbo? 
BRINDISI - «Un collaboratore maschio per il cambio del pannolino a scuola? O per aiutare in bagno la bimba che deve fare pipì? Non ci sembra opportuno. Preferiremmo che fosse una collaboratrice scolastica a svolgere tale incombenza». Fa discutere la richiesta, davvero insolita e, di certo, non volutamente discriminatoria, contenuta in una lettera che è stata inviata al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Francesco Capobianco e alla direttrice del 7° Circolo didattico di Brindisi Elvira D’Alò. A mettere nero su bianco l’insolito appello sono stati i genitori dei piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia Rodari-Don Bosco.

18 Settembre 2009

di Valeria Cordella Arcangeli

BRINDISI - «Un collaboratore maschio per il cambio del pannolino a scuola? O per aiutare in bagno la bimba che deve fare pipì? Non ci sembra opportuno. Preferiremmo che fosse una collaboratrice scolastica a svolgere tale incombenza».

Fa discutere la richiesta, davvero insolita e, di certo, non volutamente discriminatoria, contenuta in una lettera che è stata inviata al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Francesco Capobianco e alla direttrice del 7° Circolo didattico di Brindisi Elvira D’Alò. A mettere nero su bianco l’insolito appello sono stati i genitori dei piccoli che frequentano la scuola dell’infanzia Rodari-Don Bosco.

Ragioni di opportunità li avrebbero indotti a prendere una posizione tanto decisa. Comprensibile la preoccupazione, ma difficilmente si potrà darle seguito, dicono gli addetti ai lavori.

«La possibilità di affidare i nostri figli di tre, cinque anni ad un adulto maschio in momenti di accompagnamento in bagno o di cambio di biancheria intima - scrivono nel documento - a volte necessario data la tenera età degli utenti della scuola d’infanzia, pare inopportuna. Pertanto, noi genitori, rivolgiamo un accorato appello al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale di Brindisi - si legge inoltre - perché prenda in considerazione la situazione oggettivamente difficile del 7° Circolo».

«Non è possibile risolvere la questione dal punto di vista legistativo. Esiste un’unica graduatoria perchè esiste la parità nella formulazione della graduatoria - chiarisce la dirigente D’Alò - mi hanno assegnato tutti collaboratori maschi non li posso mettere da parte. Sotto alcuni punti di vista comprendo però le apprensioni dei genitori e la richiesta mi sembra legittima. Per venire incontro a questa esigenza le docenti, dando prova di grande disponibilità e sensibilità, accompagnano i piccoli in bagno, mentre il collaboratore scolastico sorveglia la classe. Ma non è certo compito della maestra. La scuola pubblica - precisa polemica - è in un tale disastro che è giusto e indispensabile non limitarsi alle proprie competenze».

Sul funzionamento e l’efficienza del servizio scolastico pesa pure la questione-sicurezza. L’organico dei collaboratori scolastici stretto all’osso non solo impedisce una sorveglianza adeguata mette in discussione il servizio mensa per motivi legati alla turnazione del personale.

Nel documento di denuncia sottoscritto dalle famiglie, inoltre, si evidenzia anche la grave carenza di personale ata, appunto collaboratori scolastici, ridotti a dodici unità, in base ai nuovi parametri stabiliti dal Governo.

Sono preoccupati, anzi molto allarmati, i genitori: «La minore presenza di personale, in alcuni casi un’assenza completa - sostengono ancora senza tergiversare -, determina scarsa vigilanza, durante le ore scolastiche, in misura maggiore nei plessi dove si adotta l’orario prolungato». Il caso riguarderebbe, in particolare, la nuova sede di scuola d’infanzia Rodari-Bosco «istituita, puntualizzano - per soddisfare al meglio le numerose richieste avanzate da noi genitori alla dirigente scolastica».

Il plesso costituito di recente per far fronte alle cresciute richieste (vi sono cinquanta bambini) ha trovato grande attenzione da parte del Comune che ha provveduto ad adeguare i locali alle esigenze della nuova materna.

In ultimo segnalano che, data la grave carenza di personale, si presenta difficile l’avvio della mensa scolastica per 327 bambini di scuola d’infanzia e 261 di scuola primaria che, secondo l’indicazione dell’amministrazione comunale, è prevista dal 1° ottobre 2009.

«Non abbiamo la possibilità di attivare la mensa perchè non abbiamo il personale sufficiente per le turnazioni -, afferma D’Alò -. Ho scritto a questo proposito al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, la risposta è stata: non si può fare nulla. Manderò la stessa relazione all’Ufficio scolastico regionale e al ministro Gelmini. Devono farmi capire come sia possibile far funzionare il tempo pieno. Con quale personale. Domani invierò una mail ai miei colleghi dirigenti per verificare se sono in condizione di aprire le mense».

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