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In Puglia e Basilicata

Sei morti a Kabul Un lucano e un  pugliese tra le vittime

Sei morti a Kabul Un lucano e un  pugliese tra le vittime
Sei morti, quattro feriti solo contando le vittime tra i soldati italiani di stanza in Afghanistan, è il triste bilancio di una strage compiuta dai talebani. Tra i morti anche un lucano e un pugliese. Il tenente lucano si chiamava Antonio Fortunato ed era originario del paesino di Tramutola in provincia di Potenza. La vittima di origine salentina è il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, nato in Svizzera ma residente a Tiggiano. Si tratta del più grave attacco contro le nostre truppe dalla strage di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui morirono 19 italiani (Nella foto: a sinistra il tenente Fortunato, a destra il caporale maggiore Ricchiuto)
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17 Settembre 2009

ROMA – Sei parà della Folgore sono morti e altri quattro sono rimasti feriti in un attentato kamikaze nel centro di Kabul. L’attacco è avvenuto nei pressi della rotonda Massud, dove il traffico è rallentato per i controlli sul traffico diretto verso la vicina ambasciata Usa e l’aeroporto. 

Sei militari italiani morti in Afghanistan. Si tratta del tenente Antonio Fortunato, originario di Lagonegro (Potenza) 35 anni; del primo caporal maggiore Matteo Mureddu, di Oristano; del primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, 26 anni, nativo di Glarus (Svizzera), ma residente aTiggiano in provincia di Lecce; del sergente maggiore Roberto Valente, di Napoli; del primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami, di Orvieto e il primo caporal maggiore Massimiliano  Randino, nato a Pagani (Salerno). Tra i feriti anche un militare di Francavilla Fontana. (Nella foto: a sinistra il tenente Fortunato, a destra il caporale maggiore Ricchiuto) 

Le vittime erano tutte a bordo di due blindati Lince, attaccati da un kamikaze alla guida di una Toyota bianca imbottita di esplosivo mentre scortavano un veicolo verso il comando Isaf.  Nell’attentato, avvenuto alle 12.10 locali, le 9.40 in Italia, sono morti anche 10 afghani – tra cui quattro poliziotti – e altri 55 sono rimasti feriti. Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha riferito al Senato che i militari coinvolti appartengono tutti al 186mo reggimento della Folgore di stanza a Kabul. Si sa che uno di quelli morti era appena arrivato in Afghanistan. Su uno dei due Lince attaccati sono morti tutti i soldati a bordo, sull'altro uno è deceduto e gli altri sono rimasti feriti in modo grave, ma non sarebbero in pericolo di morte. 

soldato in Afghanistan Si tratta del più grave attacco contro le nostre truppe dalla strage di Nassiriya del 12 novembre 2003, in cui morirono 19 italiani. 
Un portavoce dei talebani ha rivendicato l’attentato: «E' stata un’autobomba», ha dichiarato al telefono, «10 soldati italiani sono stati uccisi e quattro loro mezzi sono stati distrutti». Il portavoce della Nato, James Appathurai, ha definito l'attacco «una grande tragedia» e ha espresso solidarietà all’Italia, di cui ha ricordato «l'importante contributo» fornito alla missione in Afghanistan. Sui due lati delle strade sono state danneggiate le facciate di case e negozi e al centro della strada l’esplosione ha lasciato un cratere. L’8 settembre tre civili erano rimasti uccisi in un attentato davanti alla base aerea Nato a Kabul. 

L'attacco è avvenuto poche ore dopo una conferenza stampa in cui il presidente afghano Hamid Karzai aveva difeso la regolarità delle elezioni, all’indomani della denuncia di brogli diffusi da parte degli osservatori Ue. «Io», ha affermato in una conferenza stampa, «credo fermamente, fermamente», ha enfatizzato, «nella regolarità delle elezioni, e nell’onestà del popolo afghano, e nella probità del governo a proposito dell’iter elettorale. Sui brogli, se ve ne sono stati», ha incalzato, «si deve indagare, ma», ha ammonito, «indagare equamente, e senza pregiudizi». Per Karzai i brogli, «se ci sono stati», ha ripetuto, «sono stati limitati» ed è un qualcosa che «capita in tutto il mondo» e che non inficerebbe la validità della sua rielezione.
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