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In Puglia e Basilicata

Torre Canne, 6 indagati  per l’anziana morta

Torre Canne, 6 indagati  per l’anziana morta
Sei indagati, una morte sospetta, venti ricoveri, ed un numero imprecisato di ammalati. Sono questi i numeri della vicenda che ha al centro le Terme di Torre Canne ed una serie di casi di broncopolmonite in soggetti sottopostisi a cure inalatorie presso lo stabilimento termale
• Trovato un batterio nelle acque

17 Settembre 2009

FASANO (BRINDISI) - Sei indagati, una morte sospetta, venti ricoveri, ed un numero imprecisato di ammalati. Sono questi i numeri della vicenda che ha al centro le Terme di Torre Canne ed una serie di casi di broncopolmonite in soggetti sottopostisi a cure inalatorie presso lo stabilimento termale. Una vicenda scoppiata venerdì scorso con la morte sospetta di una donna di 78 anni di Martina Franca, Maria Stella Ancona, e una ventina di ricoveri per broncopolmonite negli ospedali di Fasano, Acquaviva delle Fonti e Gioia del Colle. Numeri, come dicevamo, destinati a salire. 
Oltre ai ricoveri in strutture ospedaliere si registrano, infatti, tantissimi altri casi di soggetti che, dopo le cure termali, si sono ammalati di broncopolmonite ed hanno fatto ricorso alla terapia del proprio medico curante senza ricorrere al ricovero ospedaliero. 

Sull’intera vicenda da diversi giorni sta indagando la Asl, l’Arpa, il Nas dei Carabinieri e la Procura di Brindisi, che, relativamente alla morte sospetta, ha aperto un fascicolo. Al momento sono sei le persone indagate per omicidio colposo: Massimo Casciano, direttore della struttura termale; Silvio Maresca, amministratore delegato della Serena Majestic (la società proprietaria dello stabilimento); Vittorio Valerio, direttore scientifico e sanitario delle Terme; Camillo Ancona, Francesco Ciaccia e Giovanni Di Turi, questi ultimi dipendenti del centro termale. Il Pm Miriam Iacoviello ha disposto l’autopsia sul corpo della donna, che si è svolta martedì mattina presso il cimitero di Martina Franca. 

I periti della Procura e quelli di parte avranno 60 giorni di tempo per depositare le loro perizie e per rispondere ai quesiti posti dal Pm, che mirano, in sostanza, all’accertamento delle cause del decesso, verificando se queste sono dovute a cause umane o ad altro. Questo sul fronte delle indagini sulla morte sospetta. Relativamente, invece, ai numerosi casi di broncopolmonite, la Asl sta effettuando quotidianamente campionamenti di acque termali che vengono analizzati dall’Istituto di Igiene di Bari, oltre a tutta una serie di altre indagini anche sull’ambiente esterno. Al momento è stata riscontrata la presenza nelle acque del batterio «Pseudomonas aeruginosa». 
Una presenza che, allo stato attuale, non è correlata ai casi di broncopolmonite. Il batterio in questione, infatti, sino ad ora non è stato riscontrato sui pazienti ammalatisi di broncopolmonite, che in questi giorni sono stati sottoposti ad una serie di accertamenti specifici. Quindi al momento non vi è correlazione. Si attende, comunque, l’esito di altre analisi. Intanto la direzione dello stabilimento termale, in via precauzionale, ha disposto la sospensione, sino a data da destinarsi, delle cure inalatorie. (Giannicola D’Amico)
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