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In Puglia e Basilicata

Pd in Puglia: Emiliano  più vicino a Franceschini

Pd in Puglia: Emiliano  più vicino a Franceschini
di BEPI MARTELLOTTA
Oggi infatti, salvo impegni dell’ultim’ora, Emiliano parteciperà alla presentazione della lista «Semplicemente Democratici» messa in piedi da David Sassoli in appoggio alla candidatura di Franceschini. Com’è noto, il sindaco di Bari ha preferito la scelta di campo autonoma in Puglia, non schierandosi né col segretario nazionale nè con Bersani
• Minervini: «Primarie sì, ma Emiliano sta bruciando Vendola»
• Boccia: «Vendola si crede Luigi XIV»

17 Settembre 2009

di BEPI MARTELLOTTA

BARI - Continuano le polemiche nel Pd sulle primarie per la scelta del governatore, idea caldeggiata da Vendola e subito accolta dal segretario uscente Michele Emiliano, che ha però fatto infuriare gli sfidanti alla segreteria per l’abbinamento con le primarie congressuali. E spostamenti di voti anche tra le diverse mozioni nazionali non sono affatto da esclud ere. Oggi infatti, salvo impegni dell’ultim’ora, Emiliano parteciperà alla presentazione della lista «Semplicemente Democratici» messa in piedi da David Sassoli in appoggio alla candidatura di Franceschini. Com’è noto, il sindaco di Bari ha preferito la scelta di campo autonoma in Puglia, non schierandosi né col segretario nazionale nè con Bersani, ma questo gli impedirebbe di far entrare nell’as - semblea nazionale del partito che guiderà uno dei due sfidanti «uomini» a lui vicini. 

In molti, dunque (al di là delle assonanze tra la sua lista «Semplicemente Pugliesi» e quella dell’eurodeputato Pd) leggono nella partecipazione del sindaco alla manifestazione di oggi a Roma il sostegno tacito all’area Franceschini, col possibile ingresso nell’assemblea del futuro partito nazionale (se guidato da Franceschini) di personalità a lui vicine (circola il nome di Cinzia Capano). Al di là delle ipotesi (e dei reciproci sospetti), le beghe interne riguardano anche la ricandidatura di Vendola. 

Se la prende con Boccia, dopo l’intervista del deputato Pd alla «Gazzetta », il coordinatore della mozione di Emiliano, il senatore Giovanni Procacci: «la vicenda della candidatura alla Presidenza della regione continua ad essere strumentalmente intrecciata alla fase congressuale del Pd. E registro - dice - lo scarso senso di responsabilità di chi attacca Vendola e la giunta pur facendo parte di un partito di maggioranza, giocando così allo sfascio. Se qualcuno crede di poter confezionare una coalizione vincente eliminando forzatamente la candidatura di Vendola, ha sbagliato mestiere». 
Una spaccatura, con la conseguente discesa in campo solitaria di Vendola, renderebbe «la partita delle regionali persa in partenza». Per questo le primarie sono necessarie: «O la coalizione allargata, compreso Vendola, sarà capace di trovare una soluzione unanimemente condivisa, oppure, come è scritto persino nello statuto del Pd, siano i cittadini e non i soliti giochi trasversali di palazzo a decidere». 

L’allargamento all’Udc, intanto, almeno per ora appare una chimera, nonostante i dissidi tra Casini e Berlusconi. Dall’Udc si leva la voce del capogruppo alla Regione Antonio Scalera: «Non siamo per nulla affetti da “febbre di alleanza”, abbiamomostrato che possiamo e sappiamo correre anche da soli. Le alleanze possono anche essere strette ma soltanto dopo un'attenta e proficua discussione in merito a contenuti e programmi per la gente e a favore dei diversi territori. Non lavoriamo di certo per appagare interessi personali o per ottenere ruoli istituzionali». Come dire: non saranno promesse di scranni in giunta o consiglio regionale a convicerci di appoggiare Vendola. 

Oggi intanto approda a Bari il terzo candidato alla leadership nazionale, Ignazio Marino, che in Puglia ha schierato Enrico Fusco. «La sua presenza a Bari - dice Fusco - è importante per stimolare la discussione congressuale sull’etica della responsabilità politica che il Pd deve seguire. A noi della mozione Marino per la Puglia piacerebbe che si parlasse di metodo e non di persone: della responsabilità personale si dovrà parlare solo dopo aver delineato a chiare lettere le modalità di selezione della classe dirigente».
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