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In Puglia e Basilicata

Taranto, sì del governo alla centrale Eni: scontro Vendola-Prestigiacomo

Taranto, sì del governo alla centrale Eni: scontro Vendola-Prestigiacomo
di MIMMO MAZZA
TARANTO - E' polemica a Taranto per il rilascio della valutazione di impatto ambientale all'Eni per la realizzazione di una nuova centrale elettrica all'interno della raffineria. I tecnici della multinazionale difendono il progetto, sostenendo che per ogni chilowattora prodotto saranno emessi 392 grammi di CO2 contro gli attuali 634 grammi. 
• Le reazioni: «La firma del ministro un atto di superficialità»
• Milani, amministratore delegato Enipower: «I tarantini dovrebbero volere presto quest’impianto»
• La scheda della centrale

16 Settembre 2009

di MIMMO MAZZA

TARANTO - E' polemica a Taranto per il rilascio della valutazione di impatto ambientale all'Eni per la realizzazione di una nuova centrale elettrica all'interno della raffineria. I tecnici della multinazionale difendono il progetto, sostenendo che per ogni chilowattora prodotto saranno emessi 392 grammi di CO2 contro gli attuali 634 grammi. 

Un dato vero ma riferito al particolare perché nel complesso la produzione di CO2 arriverebbe addirittura a più di 1000 tonnellate all'anno giacché l'Eni intende realizzare una centrale molto più grande rispetto a quella in funzione
ora. 

Sull'iniziativa, la Regione Puglia, poco più di un mese fa, aveva detto no, esprimendo un parere non vincolante durante il rilascio della Via, proprio sottolineando l'aumento significativo delle emissioni di CO2, il cosidetto gas serra, considerando che Taranto detiene un record nazionale per le emissioni di CO2 per la presenza dell'Ilva. «Taranto ha il diritto di ribellarsi all'ennesima provocazione del governo Berlusconi: quella del ministro dell'Ambie?nte, Stefania Prestigiacomo, che ha autorizzato la Valutazione d'impatto ambientale (Via) per l'ampliamento della
centrale elettrica dell'Eni» dice il presidente della giunta regionale pugliese, Nichi Vendola. 

«La Regione - ha aggiunto Vendola - ha espresso il suo parere assolutamente sfavorevole all'ampliamento, consapevole che la triplicazione dello stabilimento porterà a un raddoppio delle emissioni inquinanti in una città che ha bisogno di respirare e che è al rigetto del sistema industriale». 

«Quella della Prestigiacomo - ha concluso - è una decisione che in tema di questioni energetiche arriva due giorni dopo la presa di posizione ufficiale del ministro Scajola sul rispetto delle vocazioni dei territori e il riconoscimento di quanto fatto dalla Puglia, passata da zero a essere la prima nel campo delle energie rinnovabili». 

A difendere il ministro Prestigiacomo è l'on. Pietro Franzoso, vicecoordinatore regionale del Pdl che in una nota ricorda che "il Ministero dell'Ambiente ha firmato nove decreti di Via, tra cui quello per la centrale termoelettrica Enipower, a seguito delle valutazioni tecnico scientifiche del comitato nazionale di Via del Ministero dell'ecologia, formato da cinquanta componenti tra cui qui si, accademici, scienziati, ricercatori ambientali. Il parere del Ministero è stato oggetto, come previsto dalla legge, di un valutazione singola e complessiva, relativa cioè, non solo alla centrale in quanto tale (dalla progettazione alla dismissione), ma anche al contesto ambientale del territorio in cui viene installata. 

Un decreto, quello del rilascio del Via, emesso nel pieno rispetto delle direttive del protocollo di Kioto, sottoscritto anche dal nostro Paese. Voglio comunque sottolineare che la centrale è alimentata a gas, che nulla ha a che vedere con gli effetti derivanti dall' utilizzo di combustibili fossili, come petrolio o carbone" 

L'associazione Taranto Futura intanto fa sapere che impugnerà davanti al giudice amministrativo il decreto Via del ministro dell'ambiente per la centrale Eni a Taranto.
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