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In Puglia e Basilicata

Canosa, strano silenzio  sul museo sfumato

Canosa, strano silenzio  sul museo sfumato
di ANTONIO BUFANO
«Il sindaco Ventola - critica Pietro Basile, consigliere comunale Pd - si sarebbe dovuto muovere, nel richiedere la convocazione urgente del consiglio comunale, con la stessa rapidità con la quale si è mosso, in estate, per parlare del termovalorizzatore. Evidentemente quello era un argomento a lui più vicino. Ci spaventa la sua assenza sulla questione della perdita del Museo nazionale con parco archeologico»
• Una petizione a Bondi

16 Settembre 2009

di ANTONIO BUFANO 

CANOSA - All'opinione pubblica appare tuttora incomprensibile e, per molti versi, ingiustificabile il silenzio del sindaco Francesco Ventola di fronte alla notizia della esclusione della città dalla erogazione dei fondi speciali destinati alle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia e utili alla costruzione del Museo nazionale. Se nessuno ha puntato l'indice contro il primo cittadino perchè è da tutti risaputo che la responsabilità del fallimento del progetto ricade interamente sul Governo nazionale, è altrettanto vero che la collettività, ancora oggi scossa dalla decisione governativa, si aspettava dal primo cittadino una presa di posizione ufficiale e determinata. 

«Il sindaco Ventola - critica Pietro Basile, consigliere comunale Pd - si sarebbe dovuto muovere, nel richiedere la convocazione urgente del consiglio comunale, con la stessa rapidità con la quale si è mosso, in estate, per parlare del termovalorizzatore. Evidentemente quello era un argomento a lui più vicino. Ci spaventa la sua assenza sulla questione della perdita del Museo nazionale con parco archeologico, ma eravamo certi che il doppio incarico avrebbe portato il sindaco Ventola progressivamente a trascurare i problemi della città. Se il primo cittadino non vuole attaccare il suo partito, responsabile della esclusione della città dai finanziamenti, non capiamo il silenzio della Fondazione archeologica canosina, che doveva far sentire forte la sua voce di protesta sulla bocciatura del progetto». 

È stato motivo di grande meraviglia, infatti, il silenzio di quanti hanno a cuore la valorizzazione e la divulgazione della ricchezza archeologica canosina. Al contrario di quanto ci si aspettava, essi hanno, invece, risposto con l'indifferenza assoluta verso la decisione del Governo di tenere stretti i cordoni della borsa e, di conseguenza, impedire la realizzazione delle opere della cosiddetta seconda trance dei finanziamenti speciali per il 150° dell'Unità d'Italia. Il museo non avrebbe rappresentato solo la presenza sul territorio di un importante contenitore culturale, ma sarebbe stato elemento essenziale di riqualificazione dell'intero territorio. Di qui il bisogno di uno sforzo congiunto e di un impegno collegiale a risolvere il problema, proveniente da tutte le parti in causa: dagli appassionati agli studiosi di archeologia, dai partititi, indipendentemente dalle bandiere, all'uomo comune. 

museo archeologico a canosaLa mancata realizzazione del museo è un fatto grave per la città, anche perché ad essa non viene riconosciuta l'importanza, nell'ambito storico-culturale, del tesoro che detiene e le viene misconosciuta la rilevanza e la ricchezza archeologica in suo possesso, apprezzata dalle migliaia di visitatori, in gran parte stranieri, che visitano, durante l'anno, Canosa. Occorre un'azione congiunta della città per rimediare al danno subito. E questo occorre farlo con determinazione, scartando l'idea di adoperarsi per trovare "pannicelli caldi" alla soluzione del problema. Il museo deve essere inteso come l'attrattore principale dei flussi turistici in città, intorno ad esso devono ruotare le risorse turistiche complementari che non mancano. Il tutto si potrà tradurre in sviluppo turistico, ma anche economico. 

Per questo, è un treno da non perdere ed è necessario puntare ai finanziamenti statali, che assicurano la realizzazione dell'opera. I fondi racimolati, o le soluzioni alternative, per anni pensate ma senza successo, potrebbero servire a creare soltanto un altro contenitore come quello di palazzo Sinesi, ma non a darci un museo nazionale, degno di questo nome e rispondente alle risorse di pregio storiche, artistiche e culturali che il territorio esprime da secoli. E poi non va trascurato che ilmuseo è elemento di riqualificazione globale della città e con la sua costruzione lo Stato riconosce l'alto valore dell'offerta turistica e la rilevanza dello spessore culturale del tesoro archeologico e dei monumenti sparsi sul territorio. Per questo, la bocciatura dell'idea progettuale non può lasciare nessuno indifferente. Occorre reagire con determinazione e senza perdere altro tempo. Bisogna offrire, anche fuori dai confini territoriali, una prova tangibile della volontà politica comune da parte delle principali istituzioni locali di impegnarsi proficuamente e in maniera sinergica per raggiungere l'obiettivo della realizzazione del museo nazionale.
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