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In Puglia e Basilicata

La Puglia da mangiare punta sulla qualità

La Puglia da mangiare punta sulla qualità
di GAETANO CAMPIONE
La Puglia d’amare, quella dell’agroalimentare, punta sulla qualità. Forte di una serie di importanti riconoscimenti: 9 Dop tra olio extravergine, formaggi, pane e ortaggi; 3 Igp (clementine del golfo di Taranto, limone femminello e arancia bionda del Gargano); 26 Dop e 6 Igp per i vini; una protezione transitoria per l’uva . Ma la tradizione, da sola, non basta. Occorre guardare avanti. L’anno prossimo l’aper tura dell’area di libero scambio del Mediterraneo rappresenterà una sfida da non perdere
• Il sushi barese ha conquistato anche la Filippi

16 Settembre 2009

di GAETANO CAMPIONE 

Il tesoro è lì. Sotto gli occhi di tutti, a portata di mano. La Puglia d’amare, quella dell’agroalimentare, punta sulla qualità. Forte di una serie di importanti riconoscimenti: 9 Dop tra olio extravergine, formaggi, pane e ortaggi; 3 Igp (clementine del golfo di Taranto, limone femminello e arancia bionda del Gargano); 26 Dop e 6 Igp per i vini; una protezione transitoria per l’uva . Ma la tradizione, da sola, non basta. Occorre guardare avanti. 
L’anno prossimo l’apertura dell’area di libero scambio del Mediterraneo rappresenterà una sfida da non perdere. Il rischio? Essere travolti dalla globalizzazione dei prodotti. 

L’assessore regionale all’agricoltura, Dario Stefàno, lo sottolinea senza troppi giri di parole. Non prima di aver ricordato come la nostra regione, con una superficie di 100mila ettari e 5700 operatori, è la seconda regione italiana biologica. Dice Stefàno: «Dobbiano dare alla Puglia un comparto strutturato e moderno. Il sistema non è ancora riuscito a valorizzare appieno le proprie specificità, nè a dotarsi di un percorso fruttuoso di collaborazione pubblico-privato». La gente applaude. Il convegno su: «Qualità, sicurezza e salute: il valore aggiunto dei prodotti agroalimentari in Puglia», nel salone Agrimed della Fiera del Levante, rappresenta la platea giusta. Ci sono spazi per la garbata ironia di Michele Mirabella, i consigli del nutrizionista Giorgio Calabrese, i suggerimenti di Silvio Borrello, direttore generale del dipartimento sicurezza alimenti e nutrizione del ministero della Salute; le novità del ricercatore Fabio Arnesano; le esperienze della nuotatrice Alessia Filippi. 

E per superare le criticità del sistema che la Regione ha puntato sull’innovazione dei produttori, incentivandone i percorsi di aggregazione. «L’innovazione non è solo apologia del nuovo», ribadisce il presidente Nichi Vendola, «ma è anche riscoperta del passato. La sfida della qualità è fondamentale: la competizione sul mercato non è praticabile con prodotti scadenti. A questo va aggiunto che le sfide non si fanno tra piccoli imprenditori agricoli lillipuziani, ma vanno affrontate con un’ottica mediterranea. Il mondo agricolo deve crescere ponendosi il problema della eco sostenibilità, dopo anni di dittatura chimica i cui abusi hanno impoverito la terra». 

Ecco perché sul fronte dei controlli e della legalità in agricoltura c’è la necessità di un mercato regolato, «senza protezionismi velleitari, ma con dati sicuri sulla tracciabilità dei prodotti destinati ai consumatori, recuperando una maggiore competenza multidisciplinare ed ecologica». Insomma, in Puglia la salute nasce e si coltiva a tavola. Sempre Vendola: «Investire oggi in educazione alimentare significa porre le base per una salute migliore. La cattiva alimentazione non si cura in ospedale, ma a scuola e in famiglia. In agricoltura l’innovazione è necessaria per vivere». 
Il rilancio dell’economia pugliese non può fare a meno di olio, vino, grano. «È il nostro core-business, il più importante biglietto da visita», commenta il sindaco, Michele Emiliano. Da proteggere e tutelare. Come gli ulivi secolari. Stefàno ha anche annunciato un provvedimento di legge contro la potatura ornamentale degli alberi.
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