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In Puglia e Basilicata

Altro filone pugliese Soldi all'estero dentro la guepière

Altro filone pugliese Soldi all'estero dentro la guepière
di ONOFRIO PAGONE 
Dopo la querela dell’ex amante, spunta un testimone che parlerebbe di un viaggio a Dubai di Patrizia D'Addario con un politico e un imprenditore di rilievo. Alla fine di febbraio 2008 la donna sarebbe partita «indossando» banconote da 500€ per un milione e mezzo
• D’Addario: «Durante quel viaggio dissi di no a uno che mi voleva»
 D'Addario: mai fatto viaggio con politico

16 Settembre 2009

di ONOFRIO PAGONE 

BARI - Un milione e mezzo di euro da trasferire in contanti a Dubai. E diecimila euro come premio per questo viaggio: un viaggio di lavoro e di piacere. La storia infinita dell’intreccio tra sesso, politica e affari si arricchisce di un nuovo capitolo, tutto da scrivere in base agli accertamenti che sarebbero già stati avviati dalla Procura di Bari sulla scorta di una nuova testimonianza. Un ulteriore fascicolo d’inchiesta sarebbe stato aperto, infatti, per esportazione di valuta all’estero: ancora una volta, nella vicenda sarebbe coinvolta anche Patrizia D’Addario, sempre lei, la escort di lusso che ha rivelato di aver trascorso una notte con Berlusconi nella residenza del premier a Palazzo Grazioli a Roma. 

I fatti, secondo l’ipotesi investigativa, risalgono alla fine di febbraio dello scorso anno. Di un lungo viaggio della D’Addario, con tappa anche in Qatar, ha parlato per primo (proprio con la Gazzetta) l’ex amante della stessa donna, quel Giuseppe Barba che la D’Addario ha fatto condannare per favoreggiamento della prostituzione, salvo poi continuare a vivere con lui per oltre un anno. 
Nella sua intervista, alla fine dello scorso luglio, Barba rivelò un viaggio di Patrizia con un politico, un «assessore regionale importante», senza fornire ulteriori dettagli ed aprendo così la caccia all’uomo. I tre assessori regionali all’e poca titolati a missioni istituzionali per motivi economici hanno poi negato e stragiurato di essere mai stati in Qatar o comunque non in quel periodo e tantomeno in compagnia di quella donna. 

Quel viaggio, dunque. Una ventina di giorni in tutto. Secondo quanto raccontò Barba, la partenza della donna e del politico alla volta di Roma sarebbe avvenuta da Foggia «per non farsi vedere insieme». A quanto si è potuto apprendere, invece, la D’Addario sarebbe arrivata a Foggia con propri mezzi ed avrebbe poi continuato il viaggio per Roma in auto: l’auto di rappresentanza del politico o di un suo amico imprenditore, pure in partenza con la delegazione regionale costituita per incontri istituzionali e d’affari negli Emirati. L’autista avrebbe dunque accompagnato la donna sino a Fiumicino. 

E i soldi? Le indagini puntano a verificare il racconto del testimone secondo il quale benché appariscente - o forse proprio per questo - la presenza della D’Addario sarebbe servita al trasferimento del denaro. Un milione e mezzo di euro, tutto in banconote da 500, confezionate in mazzette poco voluminose che sarebbero state nascoste nella guepière. Ai tempi di tangentopoli, fu accertato che un miliardo di lire in banconote da centomila pesa quasi quattro chili e mezzo. In quel viaggio, dunque, il peso della D’Addario - qualora fosse accertato che davvero la signora si sia prestata a fare da corriere - grazie agli euro «indossati» sarebbe aumentato di tre chili: ogni banconota infatti pesa un grammo e di banconote da 500 ne servono tremila per mettere insieme un milione e mezzo. 

A parte il lungo soggiorno con la delegazione della Regione Puglia, secondo l’ipotesi investigativa la D’Addario avrebbe incassato una ricompensa. Sempre in contanti, per il fastidio le sarebbe stato corrisposto un premio complessivo di diecimila euro. E lei con questi soldi avrebbe poi acquistato l’auto nuova, quella tuttora in uso: una «Ford Fiesta» di colore nero. Ma questo è un dettaglio che non ha rilevanza per l’inchiesta. Questo nuovo filone d’indagine sarebbe emerso a seguito delle querele reciproche tra la D’Addario e Barba, i quali si sono appunto vicendevolmente accusati di lesioni emolestie finendo entrambi indagati dal pm Dentamaro per queste ipotesi di reato. E lo stesso pm avrebbe raccolto la deposizione del testimone. 

D’Addario e Barba interruppero la loro relazione, durata quasi cinque anni, al ritorno di Patrizia da quel viaggio, cioè a metà marzo dello scorso anno. Nel 2006 lui era stato arrestato per effetto delle denunce della donna: patteggiò e fu scarcerato. Quindi la relazione continuò come se niente fosse accaduto, e all’inizio di aprile del 2007 lei fece anche mettere a verbale dai carabinieri di accettare la remissione di una denuncia ulteriore perché si trattava solo di banali liti di coppia, perché invece conviveva felicemente con Barba non serbando più risentimenti nei suoi confronti. 

Cosa abbia indotto la donna a restare con l’uomo che - secondo le sue stesse accuse - l’aveva costretta per anni a prostituirsi, al momento non è emerso. Così come non è emerso di chi fossero tutti quei soldi che sarebbero stati trasferiti di nascosto a Dubai: del politico? O del suo amico imprenditore? Si tratterebbe di un notissimo capitano d’impresa di un piccolo centro della Murgia barese, con interessi in svariati settori. Sempre che questo nuovo filone di inchiesta trovi prove e riscontri.
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