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In Puglia e Basilicata

La Procura: «Sanità pugliese gestita da sistema criminale»

La Procura: «Sanità pugliese gestita da sistema criminale»
BARI - La sanita' pugliese e' stata gestita da un “sistema criminale” che ha controllato gli appalti, le nomine dei primari e gli accreditamenti delle strutture sanitarie da parte della Regione Puglia. La conferma arriva dal procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, che ha così risposto indirettamente all’assessore pugliese alla sanità, Tommaso Fiore, che ieri, usando un linguaggio giuridico, aveva assicurato che la sanità non è gestita da una “cupola mafiosa”, pur ammettendo l’esistenza di “fenomeni distorsivi” estranei però ad “un unico disegno criminoso”. 
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15 Settembre 2009

BARI - La sanita' pugliese e' stata gestita da un “sistema criminale” che ha controllato gli appalti, le nomine dei primari e gli accreditamenti delle strutture sanitarie da parte della Regione Puglia. 

La conferma arriva dal procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati, che ha così risposto indirettamente all’assessore pugliese alla sanità, Tommaso Fiore, che ieri, usando un linguaggio giuridico, aveva assicurato che la sanità non è gestita da una “cupola mafiosa”, pur ammettendo l’esistenza di “fenomeni distorsivi” estranei però ad “un unico disegno criminoso”. 

Secondo il capo della procura barese, l’indagine in corso non è una normale inchiesta sulla pubblica amministrazione perchè dal fascicolo emerge “un tipo di criminalità molto più complessa, molto più organizzata”. “Ovviamente – ha detto Laudati – la mafia è tutta un’altra cosa, ma il livello di pericolosità dei reati è diverso se viene commesso da un soggetto o se riguarda un sistema criminale. E questa indagine riguarda un sistema criminale”. 

Sistema che – secondo il pm inquirente della Dda, Desirè Digeronimo – è stato gestito dall’ex assessore Alberto Tedesco, ora senatore del Pd, ritenuto a capo dell’associazione per delinquere che ha gestito un business milionario per ottenere sempre e comunque un ritorno elettorale. L’indagine dell’antimafia è stata avviata nel marzo 2008 ed è prossima alla conclusione. 

“Ma tutte le valutazioni – ha sottolineato Laudati ai giornalisti – andranno fatte alla fine delle indagini perchè ci si occupa di reati per i quali è necessario il massimo approfondimento per valutare quella che è la dimensione, la consistenza, la gravità”. Una valutazione che, a quanto si è saputo, farà presto un gip. 

“Queste indagini in corso – ha ribadito il procuratore – non sono normali indagini che vengono fatte contro la pubblica amministrazione perchè, normalmente, i reati contro la pubblica amministrazione sono episodici e monosoggettivi, cioè commessi da un singolo funzionario infedele per atti contrari o propri ai doveri d’ufficio”. 

Laudati ha anche aggiunto che all’attenzione dell’ufficio inquirente ci sono una decina di procedimenti che riguardano la sanità, o meglio, la presunta gestione illecita di appalti nel settore sanitario. Primo tra i dieci fascicoli è quello sull'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini, al centro dell’attenzione per avere inviato escort nelle residenze private di Silvio Berlusconi. Questo fascicolo è stato concluso in ritardo dalla procura e il ritardo ha “colpito” Laudati perchè si tratta della prima indagine a carico di Tarantini che frattanto ha potuto compiere un serie di altri presunti reati. 

La prima indagine su 'Gianpì, come lo chiamano i suoi amici, ha portato nel luglio scorso alla notifica di avvisi di conclusione delle indagini preliminari per accertamenti che erano stati avviati nel 2003 in relazione a fatti che fanno riferimento al 2001-2003. 

“Nell’ambito dell’attività di coordinamento – ha concluso il procuratore – ho chiesto di acquisire tutto il materiale e tutte le intercettazioni del vecchio processo in favore del nuovo: in sostanza vogliamo riutilizzare le prove lì dove possono portare un qualche beneficio”.
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