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In Puglia e Basilicata

Lecce, Cig «da paura» superate 4mln di ore

Lecce, Cig «da paura» superate 4mln di ore
di STEFANO LOPETRONE
Cifre da record per il primo semestre 2009. Mai peggio di così. Nell’ultimo decennio il periodo più «nero» era stato il 2002 quando vennero erogate complessivamente 2milioni 800mila ore. Rispetto al 2008 il ricorso agli aiuti integrazioni dell’Istituto di previdenza sociale sono più che triplicati. Il settore maggiormente pressato dalle difficoltà è il metalmeccanico, seguono l’edilizia ed il calzaturiero
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15 Settembre 2009

di STEFANO LOPETRONE
I segni della crisi produttiva sono nelle cifre: oltre 4 milioni 300mila di ore di cassa integrazione nel primo semestre del 2009. È pauroso il monte-ore erogato dall'Inps della provincia di Lecce a favore delle aziende salentine, un dato è senza precedenti. Nell'ultimo decennio il numero relativo all'intero 2002 (finora il peggiore anno registrato) si era fermato a 2milioni 800mila ore. È la fotografia più veritiera, la più impietosa al di là delle buone intenzioni e dell'ottimismo (spesso cieco) che ha caratterizzato gran parte di questa crisi. 

La congiuntura economica non poteva che anticipare un così disastroso ricorso all'ammortizzatore sociale. Ciò nonostante rimane sconcertante leggere i dati della direzione provinciale dell'Inps di Lecce sulle cosiddette «integrazioni salariali autorizzate». Solo nell'ultimo semestre le imprese salentine hanno ottenuto dall'Inps 3milioni 106mila 990 ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) per gli operai. A queste vanno aggiunte 266mila 541 ore erogate a favore degli impiegati. In tutto fanno 3milioni 373mila 531 ore di cassa integrazione ordinaria. Cifre da capogiro anche per le integrazioni straordinarie: 907mila ore (operai) più 86mila ore (impiegati), cioè quasi 1milione di ore. In totale fanno 4milioni 366mila 932 ore. Numeri da strabuzzare gli occhi, mai visti in passato nella provincia di Lecce, neppure quando a cavallo dell'attacco alle Torri Gemelle il Tessile abbigliamento calzaturiero crollò. Nel Salento all'epoca si passò da 973mila ore (per l'intero 2001) a 2milioni 800mila, di cui si è già scritto per il 2002. In tutto il 2007 il monte ore di Cigo si attestò poco sopra 1milione 800mila ore, quasi la metà del solo primo semestre 2009. Mentre tra gennaio e giugno dello scorso anno, quando la crisi aveva già lanciato dei segnali che furono solo in parte percepiti, l’erogazione di «appena» 1milione 200mila ore di integrazioni ordinarie. 

È bene ricordare che la cassa integrazione guadagni ordinaria è l'ammortizzatore sociale erogato dall'Inps su richiesta delle aziende a fronte di eventi transitori e non imputabili a imprenditori ed operai, come appunto la crisi globale. Il guaio è che la crisi globale sembra allungarsi ben oltre le 54 settimane di Cigo previste dall'ordinamento. Ecco perché è lecito attendersi per il secondo semestre un monte ore complessivo uguale se non superiore: solo che tra sei mesi ci ritroveremo a commentare un'incidenza molto più forte della cassa straordinaria, che può essere disposta nei casi di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione aziendale, di crisi aziendale di rilevanza settoriale o territoriale o quando un'impresa è fallita. Per questo il dato relativo a luglio ed agosto, che pare siano meno disastrosi per la cassa ordinaria, hanno bisogno di essere bene interpret ati. Uno sguardo sulle tabelle chiarisce che il peso maggiore sulle ore di cassa integrazione è del settore metalmeccanico, quello che certamente ha risentito maggiormente del calo delle commesse sul piano internazionale: 1milione 332mila ore (operai) e 194mila ore per gli impiegati. 

Con le scadenze della Cigo che scatteranno tra ottobre e dicembre è facile intuire che le ore di straordinaria, nel primo semestre pari a zero, saliranno vertiginosamente. Seguono nella «classifica della crisi occupazionale»: l'edilizia (715mila ore complessive senza neppure un'ora di Cigs); il calzaturiero (circa 450mila ore di ordinaria e 590mila straordinaria), l'abbigliamento (324mila ore di ordinaria e 330mila di straordinaria). I dati sono differenziati anche per zona, tra le direzioni di Casarano e Lecce. Sono le imprese della zona leccese ad aver contribuito maggiormente alla Cigo: 2milioni 300mila ore complessive rispetto ad 1milione 130mila ore. Preponderante l'influenza del metalmeccanico (1.340mila ore) Nel Basso Salento è invece molto più forte il ricorso alla Cigs (nel polo leccese quasi 69mila ore). La crisi dell'abbigliamento con 332mila ore di straordinaria e soprattutto lo stallo totale del calzaturiero (591mila ore) porta il dato della direzione distaccata di Casarano a 924mila ore di cassa integrazione straordinaria.
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