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In Puglia e Basilicata

Il presidente della Fiera «Libero mercato per il 2010 noi ci siamo»

Il presidente della Fiera «Libero mercato per il 2010 noi ci siamo»
Cosimo Lacirignola: «Il Meridione è il Nord di un nuovo mondo Da qui passa il 30% del commercio mondiale un giro d’affari da 4.328 miliardi di dollari». Business e cultura decisivi nella sfida per la leadership del Mediterraneo. Questa edizione tra «Vista, udito, tatto, gusto e olfatto sono il percorso per poter creare una piattaforma economico-sociale di lancio per lo sviluppo»
• Il programma di martedì 15

15 Settembre 2009

«Anima internazionale, cuore mediterraneo», lo slogan prescelto per l’edizione 2009 della Fiera del Levante propone una volta di più il ruolo della Puglia nel suo millenario ruolo di ponte verso Levante. Ne è consapevole il presidente della campionaria Cosimo Lacirignola, che dal suo insediamento ha avviato una sfida important e. «Dobbiamo essere protagonisti del nostro futuro e non assecondarci ad altri - afferma - : fare hub, cerniera fra Europa e Africa. Ed anche oltre. Attenzione, però: la carta vincente è il gioco di squadra, non dei singoli individui o delle singole istituzioni come avvenuto finora. Lo sostengo da tempo. Tra l’altro lo ribadisce il sociologo Franco Cassano nel suo ultimo libro: occorre coagulare le eccellenze». 

Quali sono i nuovi punti di forza della Fiera 2009? È una rassegna poliedrica, multifunzionale con tantissimi temi in campo collegati fra loro: una specie di corto circuito che innesca a reazione u n’idea all’altra, un obiettivo all’altro, un risultato all’altro. La Fiera, insomma, come motore propulsore per una città (Bari), per una regione (la Puglia), per un’area (il Mediterraneo). Perché, ormai, il Meridione non è più periferia europea, è il nord di un nuovo mondo: un mercato in grande espansione che ruota intorno al bacino mediterraneo. Da qui, oggi, passa il 30% del commercio mondiale con una tendenza all’aumento. In termini di giro d’affari, vuol dire 4.328 miliardi di dollari. Non certo bruscolini che, se in qualche misura intercettati, potrebbero costituire una boccata di ossigeno per la crisi attuale ed un volano per la futura ripresa. 

Come ritiene di valorizzare i settori trainanti dell’economia pugliese, soprattutto in vista dell’appuntamento con l’area di libero scambio fissato per il 2010? È una Fiera che parla anche al cuore, al cuore mediterraneo perché vogliamo ancor più valorizzare l’appar tenenza ad un territorio che ha un prezioso ed infinito bagaglio di cultura, tradizione, storia. Come? Con le nostre eccellenze: dall’ag ro-alimentare all’industria tecnologica, dal turismo ai tesori d’arte, dalla gastronomia alla ricerca e all’innovazione. Non è che altri Paesi non abbiano queste risorse, ma il Mezzogiorno ha qualcosa di diverso e di specifico che non ha saputo finora far valere. E se l’a re a mediterranea, come prossimo mercato di libero scambio, diventerà ancor più centrale ed affollata con la prevista entrata nella Comunità europea dei Paesi balcanici e della Turchia, allora non dobbiamo perdere questo strategico appuntamento. 

Il fattore cultura è un caposaldo della sua presidenza. Non c’è business, non c’è commercio, non c’è, in poche parole, economia, se non c’è cultura. Cultura in tutte le sue sfaccettature: come conoscenza, ma soprattutto integrazione dei vari soggetti protagonisti di una comunità, di una collettività, di una società. La cultura è il filo rosso che s’intreccia alla formula dei 5 sensi che deve far ascoltare, sentire, gustare, percepire la Campionaria barese di quest’anno. 

Ci spieghi la formula dei «cinque sensi». Vista, udito, tatto, gusto e olfatto, presenti nelle loro diverse articolazioni e funzioni, sono il percorso suggerito e proficuo per poter creare una solida piattaforma economico- sociale di lancio per il dopo. Con idee precise e mediate da scambi di opinioni e di esperienze, con progetti mirati e studiati ed, in particolare, con una comunione d’intenti. E’ il compito che la Fiera si prefigge e, cambiando pelle, vuole portare avanti. Ecco il “senso” dei cinque ««Valorizzare le nostre eccellenze: agro-alimentare, turismo, industria tecnologica, turismo e tesori d’arte» sensi nel quartiere fieristico.

È questa la ricetta per reggere la sfida mirata alla crescita? I cinque sensi in sinergia, cultura coniugata con economia, affari ed idee a braccetto definiscono l’evoluzione della Campionaria. Una sfida per rendere più creativa questa Fiera, nata nella scia della crisi mondiale del 1929 e ritrovatasi nel 2009 nel mezzo di u n’altra debacle economica- finanziaria planetaria. Arricchendola di intelligenze. Dando sostanza all’immagine. Un percorso controcorrente nel mondo odierno dell’apparenza da attuare attraverso un decisivo gioco di squadra.
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