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In Puglia e Basilicata

Sanità in Puglia altri legami tra politici e imprenditori

Sanità in Puglia altri legami tra politici e imprenditori
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
È il «filone» su cui si stanno concentrando le verifiche degli inquirenti: negativi gli accertamenti sulla Kentron di Putignano. Il sen. D’Ambrosio Lettieri (Pdl) della commissione parlamentare è socio in una residenza per anziani con un indagato nell’inchiesta barese su Tedesco
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15 Settembre 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 

BARI - Luigi D’Ambrosio Lettieri, senatore barese del Pdl, componente della commissione parlamentare d’inchiesta che la scorsa settimana ha tenuto due giorni di audizioni sugli scandali della sanità pugliese, è socio al 50% di una residenza per anziani di Andria, la Madonna della Pace, coinvolta nell’inchiesta sulla sanità: l’altro socio di quella clinica, Vitantonio Roca, ex segretario dei socialisti autonomisti nella Bat, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla pm Desirèe Digeronimo nell’ambito del fascicolo sui rapporti tra politica e imprenditoria che sarebbero incentrati sull’ex assessore regionale alla Sanità, oggi senatore pd, il socialista Alberto Tedesco. Il rapporto d’affari tra D’Ambrosio Lettieri e Roca, che emerge dagli approfondimenti condotti dai carabinieri, è confermato alla «Gazzetta » dallo stesso senatore del Pdl (che non compare tra gli indagati e sul quale non sembra essere in corso alcun tipo di attività investigativa): «È noto agli operatori del settore - dice Lettieri in una dichiarazione scritta - che dal 2007 ho avuto rapporti societari con la Madonna della Pace di Andria. È altresì noto che in quell'epoca non ricoprivo alcun incarico politico nè regionale nè nazionale». 

La clinica Madonna della Pace è una delle residenze per anziani che, secondo la procura di Bari, potrebbe aver beneficiato di «aiuti» dal livello politico (Alberto Tedesco) per ottenere gli accreditamenti da parte delle Asl. La società che gestisce la clinica, che si chiama Aura, fa capo per il 50% a Roca e per l’altra metà a una fiduciaria milanese, la Timone Fiduciaria, controllata a sua volta dalla Cofircont (un nome che nel mondo della finanza italiana ha un suo peso specifico): dietro lo schermo fiduciario c’è, appunto, il senatore D’Ambrosio Lettieri. Roca risulta indagato nella sua qualità di direttore amministrativo della struttura, che è stata accreditata con una determina dirigenziale del 10 dicembre 2007. Ad aprile 2008 la clinica ha ottenuto la convenzione con la Asl Bat per 39 posti letto, poi (il 1° dicembre scorso) la convenzione è stata estesa ad altri 20 posti in regime semiresidenziale. Il rapporto d’affari tra Roca e D’Ambrosio Lettieri è antico. I due, fino al 2000, sono stati soci nella Mediasan, che gestisce a Bari un’altra clinica, la casa di cura Divella. Oggi D’Ambrosio Lettieri non appare più in quella compagine societaria nella quale invece - attraverso la Fidim - è socia al 33% la moglie del senatore Pdl. Anche questa circostanza, beninteso, non configura alcun reato. 

Quello dei soci occulti nelle cliniche che a vario titolo entrano nei fascicoli d’indagine sulla sanità (c’è anche quello dei pm Rossi e Nicastro sugli accreditamenti) è uno dei temi su cui negli ultimi giorni si stanno concentrando le verifiche degli inquirenti. 
È facile immaginarne la tesi: le cliniche, che lavorano per il sistema sanitario regionale, potrebbero aver avuto una «corsia preferenziale» nell’iter autorizzativo o in quello di accreditamento. Nell’inchiesta della Digeronimo c’è ad esempio un imprenditore di Bisceglie, Diego Rana, che secondo gli inquirenti sarebbe molto vicino a Tedesco. Nel fascicolo di Rossi e Nicastro figura invece la Kentron, un centro per la riabilitazione di Putignano che ha ricevuto l’autorizzazione ancora prima di essere completato ma per il quale - secondo quanto riferisce l’Ansa - la guardia di finanza avrebbe escluso l’esistenza di soci occulti. Nello stesso fascicolo c’è anche una clinica di San Giovanni Rotondo, il cui titolare è parente di una dirigente dell’assessorato alla Sanità, la stessa che ha firmato le autorizzazioni (sono entrambi indagati). 

Torniamo alla Madonna della Pace. D’Ambrosio Lettieri esclude di aver mai avuto parte attiva nella gestione della clinica, che ha materialmente aperto i battenti a giugno scorso. «È verificabile che in seno a questa società non ho mai svolto alcun tipo di attività diretta o indiretta. Sfido chiunque a dimostrare il contrario e sono pronto a tutelare in ogni sede la mia dignità contro ogni ogni forma di speculazione». La scorsa settimana, il senatore D’Ambrosio Lettieri era a Bari insieme agli altri membri della commissione di indagine parlamentare che ha ascoltato - tra l’altro - i quattro magistrati titolari di fascicoli attinenti alla sanità e l’ex procuratore capo Emilio Marzano. D’Ambrosio Lettieri ha lasciato i lavori in prefettura durante l’audizione dell’assessore regionale Tommaso Fiore, ed è tornato quando l’incontro con i magistrati stava per terminare: ai giornalisti ha spiegato di aver avuto un’urgenza familiare che richiedeva la sua presenza al Policlinico di Bari. Il «Corriere della Sera» ha scritto che durante quella audizione sono stati fatti i nomi di «tre o quattro parlamentari» coinvolti a vario titolo nelle inchieste. Tre dei commissari e il nuovo procuratore capo Antonio Laudati hanno smentito la notizia.
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