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In Puglia e Basilicata

Bari, fotocopie? Nelle scuole primarie pagheranno i genitori

Bari, fotocopie? Nelle scuole primarie pagheranno i genitori
di MARIA ANTONIETTA RACANELLI
BARI - Niente soldi, nemmeno per le fotocopie. E a pagare per le spese per il materiale di facile consumo delle scuole elementari saranno le famiglie baresi. Il primo giorno di scuola parte con una doccia fredda per i genitori di oltre 36 mila alunni della scuola primaria. 
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15 Settembre 2009

di MARIA ANTONIETTA RACANELLI

La scuola primaria è in ginocchio e batte cassa, rivolgendosi alle famiglie. Dopo la riduzione degli insegnanti, i dirigenti scolastici degli istituti baresi si trovano adesso a fare i conti con un’altra emergenza. Mancano i fondi e in attesa che dal ministero arrivino i finanziamenti previsti per il nuovo anno scolastico, i capi d’istituto aderenti alla S.A.Ba. la rete scuole autonome baresi e all’Andis, l’associazione nazionale dei dirigenti scolastici lanciano l’allarme. «Niente soldi, nemmeno per le fotocopie». E a pagare le spese per il materiale di facile consumo delle scuole elementari saranno le famiglie. 

Il primo giorno di scuola parte quindi con una doccia fredda per i genitori di oltre 30mila alunni della scuola primaria. Dopo lo zaino, i quaderni, le penne e il diario, l’elenco del corredo scolastico potrebbe arricchirsi di una nuova voce: la somma non è stata ancora precisata, ma sarà stabilita una quota pro capite necessaria a coprire le spese di gestione ordinaria della scuola. Sono 60 i circoli didattici di scuola primaria e dell'infanzia di Bari e provincia che si ritroveranno a chiedere a madri e padri degli alunni delle elementari «un contributo finalizzato a garantire il regolare avvio delle attività didattico- educative». 

La quota, obbligatoria e uguale per tutte le strutture aderenti alla rete, servirà ad acquistare materiale utile alle esigenze di tutti i giorni. Con tanto di lista: risme di carta per le fotocopie, gessi per le lavagne, fino alla carta igienica e ai detersivi. Una richiesta necessaria, si legge in una nota, «in considerazione dei tagli ai fondi destinati alla scuola e alla mancata comunicazione da parte del ministero, delle somme a disposizione dei dirigenti scolastici». La richiesta di una «quota associativa» alle famiglie viene già effettuata nelle scuole medie e superiori, ma le somme raccolte vengono utilizzate per pagare progetti aggiuntivi dell’offerta formativa. Gli alunni delle elementari, dovranno «pagarsi» invece la fotocopia, dalla carta, all’inchiostro per la stampa. 

«Fino a questo momento, non era stato necessario ricorrere a questo tipo di contribuzione, trattandosi di scuola dell’obbligo - spiegano dalla S.A.Ba. - ma adesso resta l'unica alternativa». Una scelta che va ad alimentare il fuoco delle polemiche e delle contestazioni di precari e collaboratori scolastici falcidiati dalla riforma. Una vera e propria mannaia, che quest'anno ha colpito pesantemente soprattutto gli insegnanti delle scuole elementari, per i quali non c'è stata nessuna immissione nei ruoli. In molte scuole di Bari e provincia la mancanza di docenti non ha consentito l'attivazione di alcune classi a tempo pieno, mentre in altri istituti, i maestri saranno costretti a dividersi su più classi per garantire il servizio. Con un ulteriore effetto: il sovraffollamento delle aule che, a seguito della riforma, arrivano a contenere fino a 30 alunni. Un aumento del numero di bambini per classe, a cui corrisponde quindi una riduzione del personale docente e dei collaboratori scolastici. Una situazione già denunciata nei giorni scorsi durante le manifestazioni di protesta dei precari, e che sta già facendo vedere i suoi effetti. 

«Non sussistono più le condizioni relative alla sicurezza e alla salute», è l’allarme della rete scuole autonome baresi, «per cui non potranno essere più autorizzate escursioni, visite didattiche, gite e viaggi d’istruzione. Verrebbe a mancare infatti il rispetto del rapporto di un docente ogni 15 alunni ». Una questione sulla quale i dirigenti non sono disposti a transigere: «Non possiamo assumerci la responsabilità della sicurezza se manca il personale addetto alla sorveglianza e alla pulizia degli ambienti».
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