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In Puglia e Basilicata

Bari, dopo fallito agguato Via Bovio senza pace per una rissa tra donne

Bari, dopo fallito agguato Via Bovio senza pace per una rissa tra donne
A 24 ore dal fallito agguato a Giovanni Valentino, fratello di Giovanni diventato collaboratore di giustizia, la stessa strada al quartiere Libertà è testimone di altra violenza. Per motivi ancora da chiarire volano schiaffi e parole grosse, all’arrivo di Carabinieri e Polizia, la folla si disperde. Gli uomini scappano, alcune donne vengono identificate
• Gli scontri nel clan Strisciuglio che dilaniano il quartiere Libertà
• Le tappe della vicenda
• «In quei circoli la mala al servizio della politica»
• Dai verbali: «Quelli del sole ci chiedevano voti e ci davano soldi»
• Il segretario nazionale Psdi, Magistro: «Il mio partito combatte la delinquenza»

14 Settembre 2009

di CARLO STRAGAPEDE

BARI - Via Bovio teatro di una megarissa, all’indomani del tentato omicidio di Giovanni Valentino, il fratello del pentito Giacomo Valentino detto «lo zio». Pochi minuti dopo mezzogiorno, due gruppi di persone, in gran parte donne, si sono affrontati per strada, all’al - tezza del civico 54, a tre isolati da quello nel quale si è verificata la sparatoria sabato sera: l’altro ieri due sicari hanno attentato alla vita di Giovanni Valentino davanti alla sezione Psdi «Ignazio Silone», al numero 136. Grida e anche qualche schiaffo, per un motivo tuttora non chiaro. Sul posto sono intervenute pattuglie dei Carabinieri e della Polizia. All’arrivo delle forze dell’ordine le grida e gli spintoni si sono placati e il numeroso gruppo si è sciolto. In via Bovio sono rimaste una decina di donne che sono state identificate, mentre gli uomini che stavano partecipando alla lite sono riusciti a fuggire, facendo perdere le loro tracce. 

Giovanni ValentinoIntanto, gli uomini della Squadra mobile, diretti dal vicequestore Luigi Liguori, nella notte fra sabato e ieri e per tutta la giornata di ieri hanno ascoltato decine di persone, allo scopo di ricostruire la dinamica e il movente dell’agguato a Giovanni Valentino. Gli agenti hanno anche compiuto controlli in alcuni circoli ricreativi della zona. Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, proseguono nel massimo riserbo. E sono rese difficili dal muro di omertà contro il quale, al solito, si scontrano gli investigatori impegnati nel decifrare un fatto di criminalità organizzata. Non è escluso che la rissa di ieri mattina possa ricollegarsi in una certa misura alla sparatoria di sabato sera, anche se non ci sono ancora prove del legame fra i due episodi. 

Quanto alla sparatoria in sé, sembra che in via Bovio, all’altezza dei civico 136, siano giunti due sicari a bordo di un «Piaggio Liberty». Non hanno ancora un volto, purtroppo. L’uomo seduto sul sellino posteriore ha premuto il grilletto sette volte, esplodendo sette proiettili dall’arma automatica calibro 7,65. L’obiettivo dei killer - secondo gli inquirenti - sarebbe dovuto essere Giovanni Valentino, 37 anni, fratello minore del pentito Giacomo Valentino, «lo zio». Giovanni Valentino, nonostante la corporatura robusta, intuendo immediatamente il pericolo, si è tuffato dietro la fila di auto parcheggiate, rimanendo miracolosamente illeso. I pistoleri, secondo la ricostruzione dell’accaduto, hanno esploso l’ultimo dei sette colpi contro la vetrata della sezione del Partito Socialista Democratico Italiano intitolata a Ignazio Silone, appunto al civico 136 di via Bovio. Un altro proiettile ha infranto il vetro di una nuovissima «Fiat Punto», parcheggiata all’an - golo con via Indipendenza, appartenente a una persona che si trovava all’interno del circolo Psdi ma che non c’entrerebbe nulla con gli ambienti della illegalità. Nessuno, comunque, è rimasto ferito.

Nel circolo si trovava anche Vincenzo Valentino, 33 anni (altro fratello dello «zio»), ridotto alla immobilità (almeno per ora) dopo essere stato gambizzato, un mese e mezzo fa, in una sparatoria al quartiere San Paolo. Quanto al movente, potrebbe ricollegarsi alla uccisione di Onofrio Spilotros, avvenuta la sera dell’8 settembre nella vicina via Indipendenza, anche se il condizionale è d’obbligo. Comunque gli inquirenti sembrano propendere per un regolamento di conti interno alla «filiale» degli Strisciuglio al quartiere Libertà.
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