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Anche i campioni dell'Inter si vestono a Martina Franca

Anche i campioni dell'Inter si vestono a Martina Franca
La squadra campione d'Italia di calcio, e che punta al vertice europeo, ha scelto quest'anno la produzione della valle d'Itria per le sue divise sociali. Della squadra e dell'intero staff, circa duecento persone in totale. Non è però un marchio martinese, quanto quello di Enrico Coveri ad essere la griffe degli abiti della società nerazzurra che con quei vestiti gira Italia ed Europa

13 Settembre 2009

L'Inter si veste a Martina Franca. La squadra campione d'Italia di calcio, e che punta al vertice europeo, ha scelto quest'anno la produzione della valle d'Itria per le sue divise sociali. Della squadra e dell'intero staff, circa duecento persone in totale. Non è però un marchio martinese, quanto quello di Enrico Coveri ad essere la griffe degli abiti della società nerazzurra che con quei vestiti gira Italia ed Europa, oggi a Milano, e poi mercoledì ospitando il Barcellona, e via discorrendo. La fornitura di capispalla e abiti, che va da cappotti a giacche, pantaloni , è stata realizzata con capi su mirusa per i protagonisti dei sogni calcistici di milioni di persone in tutta Italia. 

Sarebbe uno straordinario testimonial per Martina Franca, questo team, ma il nostro territorio in che misura può entrarci, a parte il fatto che quegli abiti si realizzano qui? «Noi - dice Paolo Acquaviva, di Industrie confezioni Acquaviva - siamo licenziatari di Enrico Coveri da sei anni e fino al 2013, e con opzione per i sei anni successivi per continuare la collaborazione. Fra le tante nostre produzioni, c'è anche questa. In questo ambito abbiamo ottenuto la fornitura delle divise dell'Inter. Sono vestiti e cappotti che si realizzano a Martina Franca».
Sì, ma un marchio del territorio, che si contraddistingue ormai da anni per produzioni di qualità nel settore abbigliamento, perché non si riesce mai a realizzare? «A parte il fatto che noi siamo molto soddisfatti delle collaborazioni che abbiamo, io credo che per Martina Franca e il suo settore tessile-abbigliamento l'auspicabile creazione di un sistema-moda del territorio sia una prospettiva realizzabile quando si sarà completato il cambio generazionale che è però pienamente in corso. Noi martinesi siamo, pressoché tutti, provenienti da piccole imprese di carattere familiare». 

Come dire, per fare un sistema-Martina bisogna lavorare ancora, non poco. E non c'entra tanto la crisi internazionale del periodo, «quella la superi se il lavoro te lo sai trovare». Detto da chi ha mantenuto a Martina Franca «almeno il 70% della produzione» e veste l'Inter, andando a trovarselo, il lavoro. 
E l'uiniversità di scienze e tecnologia della moda a Martina Franca? «Quella sarebbe una bella iniziativa. Ci aiuterebbe nella crescita, come settore. Ma bisognerà crederci sul serio». 
Aneddoti particolari, sulla vestizione degli interisti, non se ne ricavano. Uno, però, ce lo hanno raccontato (e non ce lo ha detto Acquaviva): lo scaramantico Mourinho, il vestito sociale non lo ha voluto. Sceglie lui, sempre, in proprio. Ma non è la scaramanzia a far vincere. 
AGOSTINO QUERO
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