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L'Università di Foggia si taglia gli stipendi

L'Università di Foggia si taglia gli stipendi
FOGGIA - Gli stipendi da favola? Non abitano all’Università di Foggia dove, in aggiunta, i dirigenti si ridurranno anche le indennità. Succede in tempi di crisi dove ridurre le spese di circa 200 mila euro all’anno diventa importante. E’ quanto risparmierà appunto l’Ateneo tagliando le indennità ai componenti del Senato accademico, pari a circa duemila euro a testa, per 40 persone, e a quattromila euro, sempre all’anno, per i componenti del Consiglio di amministrazione, che sono 22.

13 Settembre 2009

di Anna Langone

FOGGIA - Gli stipendi da favola? Non abitano all’Università di Foggia dove, in aggiunta, i dirigenti si ridurranno anche le indennità.

Succede in tempi di crisi dove ridurre le spese di circa 200 mila euro all’anno diventa importante. E’ quanto risparmierà appunto l’Ateneo tagliando le indennità ai componenti del Senato accademico, pari a circa duemila euro a testa, per 40 persone, e a quattromila euro, sempre all’anno, per i componenti del Consiglio di amministrazione, che sono 22. «E’ una decisione che andremo a ratificare quanto prima - dice il rettore Giulio Volpe - rimarranno soltanto i gettoni di presenza». In soldoni? Circa 160 euro a seduta (sempre a testa) per il Senato accademico e 250 per il Consiglio di amministrazione, somme da intendersi tutte al lordo. «Va precisato - aggiunge il rettore - che per gli amministratori c’è anche un’assicurazione personale per le responsabilità di cui rispondono».

Vacche magre dunque in via Gramsci e lo conferma anche il sito che, fin dalla fine di luglio, battendo sul tempo le altre bacheche on line istituzionali, ha pubblicato le retribuzioni annue dei propri dirigenti. Tre in tutto: il direttore amministrativo Guido Croci, che percepisce un lordo annuo di 100.709 euro e i due dirigenti di seconda fascia, Costantino Quartucci e Antonio Tritto, cui vengono corrisposti 81.529,98 euro «Cifre - specifica il rettore - cui vanno aggiunti i premi di risultato assegnati ogni anno dal Consiglio di amministrazione, in base appunto agli obiettivi raggiunti rispetto a quelli dati». Ci sono poi gli “Ep”, i dirigenti con elevata professionalità, che a dispetto della definizione, percepiscono stipendi ancora più bassi. E il rettore? Per lui la legge non dispone la trasparenza della retribuzione, tuttavia è egli stesso a volerla divulgare: «Percepisco circa 40 mila euro all’anno, in media - precisa Volpe - mille e 300-mille e 400 euro al mese». Si tira la cinghia dunque e questo spiega anche le recenti polemiche con le associazioni studentesche, riguardo l’aumento delle tasse di iscrizione. Il taglio ai fondi destinati all’Università, riveniente dalla finanziaria 2007, si fa ancora sentire pesantemente e il recente finanziamento annunciato dalla Regione (dieci milioni per gl atenei di tutta la Puglia) non riuscirà a compensare le perdite. Di certo, in via Gramsci non ci sono stipendi d’oro e non dovrebbero esservi neppure per i direttori di Dipartimenti ospedalieri, che percepiscono lo stipendio di docenti universitari. «E’ personale medico - specifica il rettore - retribuito con lo stipendio dei docenti, cui si aggiunge un’integrazione». Perchè parlarne? Perchè appunto questa integrazione potrebbe rendere le loro retribuzioni soggette alla legge sulla trasparenza. «Nella nostra situazione si trovano anche le altre Università - aggiunge Volpe - che però finora non hanno pubblicato on line le retribuzioni di questi dirigenti. Noi esamineremo la questione lunedì prossimo, in Consiglio di amministrazione, ma è evidente che dovremo tenere conto di quanto fanno gli altri atenei».

I dirigenti in questione sono comunque nell’ordine di alcune decine.

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