Giovedì 18 Agosto 2022 | 04:23

In Puglia e Basilicata

Bari, culla italiana dell'energia pulita

Bari, culla italiana dell'energia pulita
Bari è la prima provincia italiana nella produzione di energia rinnovabili da biomasse. Lo rivela una pubblicazione del Gse, il gestore dei servizi elettrici, che colloca la provincia barese come la più virtuosa (11,8% del totale). Un dato che assorbe quasi interamente il 13,4% del totale regionale di biomasse (inclusi i rifiuti solidi biodegradabili e biogas) che collocano la Puglia come terza regione italiana. Il merito di tali cifre andrebbe all’impianto di produzione di Monopoli (oltre 100 megawatt) di proprietà del gruppo Marseglia.

13 Settembre 2009

di Nicola Pepe

Il tacco del Sud sale ancora una volta sul podio delle energie rinnovabili. Dopo il solare e l’eolico che collocano la Puglia ai primi posti nelle graduatorie nazionali, un’altra palma spetta alla nostra regione e soprattutto alla provincia di Bari: la produzione di biomasse.

Lo rivela una pubblicazione del Gse (il gestore dei servizi elettrici), fresca di stampa, che illustra i dati statistici dell’anno scorso. La nostra provincia risulta la prima in Italia per produzioni di energia da biomassa collocando la Puglia al primo posto nella classifica italiana (la terza se si considerano anche i rifiuti solidi, il biogas e i bioliquidi). L’analisi del gestore evidenzia come nelle altre regioni (ad esempio la Lombardia) le singole province contribuiscano in modo omogeneo ai dati complessivi della produzione. In Puglia, invece, le cose sono un po’ diverse: la provincia di Bari detiene il primato nazionale di produzione, con il suo 11,8%, contribuendo in modo sostanzioso al dato pugliese visto il risultato delle altre province, complessivamente non superiore all’1,5%.

La Puglia, con i suoi 25 impianti, produce il 13,4% del totale di produzione da biomassa. Ma il merito del Barese va quasi certamente alla piastra di impianti della «Ital Green Energy», azienda del gruppo Marseglia di Monopoli che sviluppa una potenza di oltre 100 megawatt (altri 40 stanno per entrare in esercizio).

L’attività consiste essenzialmente nella lavorazione del legno recuperato un po’ ovunque nonchè degli oli di scarto della lavorazione delle olive. Come dire, non si butta via niente. Per avere un’idea citiamo alcuni dati: il «termico» prodotto dagli impianti monopolitani viene integralmente assorbito dallo stabilimento per le proprie finalità industriali (ad esempio la produzione di 200mila tonnellate di biodiesel). Dell’energia elettrica prodotta, invece, il 20% resta in azienda, mentre la restante parte viene immessa nella rete elettrica del gestore nazionale.

Lo stesso imprenditore ha in quota di co-proprietà con il «re» dei fiori Ciccolella, un altro impianto da 40 megawatt a Molfetta non ancora attivo perché manca il collegamento alla rete elettrica. Per questo stesso impianto è stato chiesto da un anno un ampliamento di ulteriori 115 megawatt, ma si attende il riscontro dai vari uffici pubblici coinvolti nella procedura amministrativa.

E proprio le procedure rappresenterebbero uno dei principali ostacoli delle imprese: «Personalmente - precisa Dino Marseglia, patron dell’omonimo gruppo imprenditoriale barese - sono disposto a fare investimenti, ma tutti noi siamo costretti a imbatterci nel tunnel della burocrazia. Ne è un esempio la nostra autorizzazione all’ampliamento dell’impianto di Molfetta».

Gli fa eco Lorenzo Ferrara, presidente della neo costituita commissione ambientale presso Confindustria. «Le posso confermare che, al di là di questi dati consuntivi, probabilmente grazie all’impianto di Marseglia che ha pochi eguali in Italia, sono in fase di gestazione tantissime iniziative in Puglia in questa direzione. Una ragione in più per sollecitare la politica a non mortificare tali iniziative e soddisfare le istanze delle imprese».

La Puglia, come già detto, può essere considerata culla delle rinnovabili. Degli oltre 2.141 gigawatt prodotti nel 2008, più della metà (1316 megawatt) derivano dall’eolico, 23 dal solare e oltre 700 da biomasse. Dati destinati crescere in linea con un trend che ha visto il business delle rinnovabili crescere complessivamente in Italia del 7% riuscendo a soddisfare il 16,5% del consumo interno lordo energetico italiano.

E che le rinnovabili rappresentino un’opportunità per la Puglia, lo si è capito anche dalla cerimonia di inaugurazione alla Fiera del Levante che ha visto il presidente della Regione, Nichi Vendola, da un lato, e il ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajola, dall’altro, ribadire - sia pure con visioni politiche diverse - una cultura di sempre maggiore impulso alle rinnovabili.

Il fabbisogno energetico nella nostra regione continua a crescere ogni anno anche se con una media più bassa rispetto all’ultimo decennio. Nel 1998, un pugliese consumava mediamente poco più di 3mila e 500 KWh ogni anno: adesso, la domanda di energia è cresciuta di circa il 25% portando a circa 4mila e 500 KWh il fabbisogno individuale. Nonostante gli sforzi, gli obiettivi definiti nel protocollo di Kyoto sono ancora lontani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725