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In Puglia e Basilicata

Scandalo Sanità: Indagini anche su protesi oculistiche

Scandalo Sanità: Indagini anche su protesi oculistiche
BARI - Non solo le protesi ortopediche, ma anche le forniture per l’oculistica. L’indagine della pm Desirée Digeronimo sugli intrecci tra politica e appalti nella sanità ha da qualche tempo imboccato un nuovo filone, che porta ancora una volta alle aziende della famiglia di Alberto Tedesco. L’ipotesi: che alcuni primari oculisti, nominati per intercessione dell’ex assessore regionale alla Salute, abbiano in qualche modo favorito il business delle aziende dei figli.

13 Settembre 2009

di Massimiliano Scagliarini

BARI - Non solo le protesi ortopediche, ma anche le forniture per l’oculistica. L’indagine della pm Desirée Digeronimo sugli intrecci tra politica e appalti nella sanità ha da qualche tempo imboccato un nuovo filone, che porta ancora una volta alle aziende della famiglia di Alberto Tedesco. L’ipotesi: che alcuni primari oculisti, nominati per intercessione dell’ex assessore regionale alla Salute, abbiano in qualche modo favorito il business delle aziende dei figli.

Gli approfondimenti delle ultime settimane hanno puntato proprio in questa direzione: ricostruire il fatturato sviluppato negli ultimi anni dalle aziende della famiglia Tedesco nell’oculistica. In particolare, la procura ha concentrato gli accertamenti su due aziende: la prima fa capo a entrambi i figli del senatore Pd, l’altra (fondata nel 2007) è di esclusiva proprietà del figlio maggiore Giuseppe e si occupa quasi esclusivamente di forniture per oculistica.

Negli scorsi mesi davanti alla Digeronimo sono sfilati numerosi primari oculisti del Policlinico e di altri ospedali del Barese. L’obiettivo dell’indagine è duplice: da un lato chiarire le modalità di nomina dei primari, dall’altro capire se l’acquisto di materiale sanitario abbia in qualche modo fatto seguito a quella nomina. Insomma, secondo la procura, Tedesco potrebbe aver spinto sui vertici delle Asl per nominare primari a lui graditi in cambio di business per le aziende di famiglia. Un’ipotesi tutta da verificare, per la quale la procura ha chiesto - in particolare - un approfondimento sui bilanci di una delle aziende in questione.

Le protesi oculistiche acquistate dalle Asl sono essenzialmente le lentine intraoculari per la cataratta, un mercato importante che in Puglia conta parecchie migliaia di interventi l’anno. Un mercato in continua crescita, perché va di pari passo con l’invecchiamento della popolazione. Tuttavia per le protesi oculistiche - fanno notare fonti di settore - quasi non esiste la possibilità di ricorso all’infungibilità, un espediente che - nel caso delle protesi ortopediche - permette al medico ampia discrezionalità nella scelta del fornitore cui rivolgersi. È tramite il ricorso all’infungibilità - come hanno accertato i carabinieri nell’inchiesta del pm Rossi - che gli ortopedici favorivano le aziende del giovane imprenditore Gianpaolo Tarantini.

Il filone «oculistico» potrebbe essere partito dalle dichiarazioni rilasciate alla pm Digeronimo da alcuni dirigenti sanitari, che nei mesi passati hanno parlato proprio della questione dei primari. Lo schema (il politico pilota la nomina del primario, il primario in cambio favorisce le aziende amiche) è al centro anche di altri approfondimenti della procura sulle dinamiche interne alle Asl pugliesi. Tra luglio e agosto la Digeronimo ha fatto acquisire parecchio materiale sulle nomine dei primari (delibere e verbali di concorso) sia alla Asl di Bari che al Policlinico. Ora, forse, è il momento di tirare le somme.

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