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Movimento 5 Stelle

 

Fratello del pentito sfugge ad agguato nel circolo di partito

Fratello del pentito sfugge ad agguato nel circolo di partito
di CARLO STRAGAPEDE 
E' andato a vuoto un agguato che due persone hanno compiuto sabato sera nel centro dI Bari al quartiere Libertà nei confronti di Giovanni Valentino, fratello di Giacomo, ex boss del potente clan Strisciuglio, dalla scorsa primavera collaboratore di giustizia. L'agguato è avvenuto in un circolo del Psdi (nella foto di Luca Turi) apparentemente gestito dai parenti del malavitoso. Il partito in serata ha fatto sapere che il circolo era stato aperto solo per le elezioni di giugno e che da allora era ufficialmente chiuso
• Lucera: spari tra la folla, giovane arrestato a Vasto

13 Settembre 2009

di CARLO STRAGAPEDE

Strage sfiorata al quartiere Libertà, alle 20,30 di ieri. Un commando di due persone su uno scooter esplode sette colpi di pistola senza colpire nessuno, davanti al circolo «Ignazio Silone» del Partito socialista democratico italiano, al civico 136 di via Giovanni Bovio. L’obiettivo dei killer, secondo l’ipotesi più attendibile, sarebbe stato Giovanni Valentino, 37 anni (nella foto in basso a destra), fratello del pentito Giacomo Valentino «lo zio», e di Vincenzo Valentino, 33 anni, quest’ultimo già gambizzato il 31 luglio scorso, in un agguato nel quartiere San Paolo con modalità analoghe. Tutti presunti appartenenti al clan Strisciuglio, una compagine malavitosa che da qualche anno farebbe registrare violenti contrasti al suo interno. Non è escluso, però, che nel mirino dei pistoleri - tuttora sconosciuti - potessero esserci anche altre persone, compreso lo stesso Vincenzo Valentino, ridotto alla immobilità a causa dell’attentato di 45 giorni fa. 

I BOSSOLI RACCONTANO - Gli agenti della Scientifica hanno recuperato sette bossoli calibro 7,65, in via Bovio. Un proiettile ha rotto un finestrino laterale di una nuovissima «Fiat Punto» parcheggiata all’angolo con via Indipendenza. Altri due si sono conficcati nel motore di un furgone bianco posteggiato accanto. Anche i colpi e i bossoli potrebbero «parlare », come prove utili. 

Giovanni Valentino«IL PARTITO DEL SOLE» - Gli uomini della Mobile hanno ascoltato numerosi testimoni, in questura, durante la notte. In questura è stato accompagnato anche Vincenzo Valentino, convalescente dopo il ferimento subìto il 31 luglio. Per trasportarlo, è intervenuta un’ambulanza del 118. Proprio il pentito Giacomo Valentino, nelle prime dichiarazioni rese al pm Desirée Digeronimo la scorsa primavera, aveva fatto riferimento a un presunto scambio di favori, in vista delle elezioni regionali del 2005, fra personaggi della mala ed esponenti del partito «con il simbolo del sole», scambio - a suo dire - finalizzato all’apertura di circoli nel quartiere Libertà. Il Psdi ha per simbolo proprio il sole nascente, e la presenza dei Valentino ieri sera nel locale, potrebbe costituire una conferma alle dichiarazioni del pentito. Immediatamente dopo l’agguato la segreteria provinciale del Psdi ha precisato che il locale non ha più niente a che fare con il partito. In dettaglio, fanno sapere i rappresentanti del Psdi, «era stato aperto a gennaio scorso per la campagna elettorale in vista delle elezioni amministrative e chiuso il 27 giugno con comunicazione inoltrata alla questura. L’insegna del Psdi che ancora campeggia all’ingresso del locale è quindi abusiva», concludono dalla segreteria provinciale. 

LA RISPOSTA AL DELITTO SPILOTROS? - Gli investigatori della Squadra mobile, diretti dal dottor Luigi Liguori, hanno lavorato tutta la notte, senza sosta, per capire con certezza chi fosse il bersaglio dei sicari, e comunque per tentare di dare una chiave di lettura alla sparatoria che segue di soli quattro giorni l’omicidio di Onofrio Spilotros. Spilotros è stato freddato da cinque colpi di pistola calibro 9, martedì 8 settembre, alle 21,30, mentre si trovava sotto la sua abitazione, in via Indipendenza, a due isolati dal luogo dell’attentato di ieri sera. Una concidenza? Forse no, considerato che anche Spilotros, nipote di Angela Raggi, moglie del pentito Giacomo Valentino «lo zio», era un personaggio di spicco del clan Strisciuglio, conosciuto dalle forze dell’ordi - ne per la sua non comune abilità nell’uso delle armi. 

LA SCALATA AL POTERE - Una lettura non campata in aria potrebbe essere questa. Spilotros tenta la scalata al potere criminale, nel popoloso quartiere Libertà, il cui «mercato» delle attività illecite significa guadagni sicuri. Ma la frangia avversa del clan glielo impedisce per sempre. L’attentato di ieri sera potrebbe essere interpretato come la risposta degli uomini di Spilotros a persone ritenute coinvolte nell’omicidio dell’8 settembre. Meno attendibile la pista della vendetta trasversale contro «lo zio», il quale, dalla località segreta dove è detenuto, sta facendo nomi e raccontando fatti troppo scomodi per i business del clan «La Luna ». Anche perché la famiglia, a partire dalla moglie Angela, si è dissociata platealmente dalla decisione di Giacomo Valentino di mettersi a collaborare con la giustizia.
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