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In Puglia e Basilicata

Emiliano: Bari non è la città degli scandali

Emiliano: Bari non è la città degli scandali
Alla Fiera del Levante il sindaco di Bari Michele Emiliano dà il benvenuto al ministro Claudio Scajola che interviene al posto del premier Berlusconi che ha dato forfait all'ultimo momento ed inaugura con il suo discorso ufficialmente la 73^ edizione e che contemporaneamente compie gli 80 anni 
• Precari della scuola in protesta dinanzi all'ingresso della Fiera 
• IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• Il no di Berlusconi per «l'effetto D'Addario?»

12 Settembre 2009

BARI - «Mantenere gli impegni fa bene alle istituzioni», con queste parole il sindaco di Bari dà l'avvio alla 73^ edizione della fiera del Levante. Una Fiera sottotono per l'assenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. «Questa assenza è più rumorosa di una presenza», ha commentato Emiliano «E' la prima volta nela storia storia della Fiera – ha aggiunto- che si verifica un evento del genere, e ovviamente non credo che la pur doverosa presenza del presidente del Consiglio ai funerali di Mike Bongiorno possa giustificare questo. Noi - ha proseguito il sindaco Emiliano- eravamo ovviamente disponibili a spostare l'orario della cerimonia, però....».
«Io sono il sindaco di Bari e devo fermarmi qui -ha concluso Emiliano- comprendendo che in una situazione del genere la mia amarezza non può superare una certa soglia».

Il sindaco di Bari ha iniziato il suo discorso ringraziando tutti per l'impegno che ha portato alla riconsegna del petruzzelli «una promessa mantenuta», poi ha usato una metafora rivolgendosi al ministro Scajola: «in questi anni sembra che nello spogliatoio della stessa squadra si litighi per sapere chi deve giocare, invece di pensare alla vittoria. Invece noi apparteniamo alla stessa squadra». Nord e Sud insieme ha sottolineato Emiliano, perchè ci aspettano anni di impegni e di difficoltà, «ricchi di stimoli ma complessi».

Poi l'affondo: «Non si possono dimezzare i fondi Fas per il Mezzogiorno, o pagare con i soldi per il Sud le multe per le quote latte degli allevatori del Nord, o licenziare i precari della scuola» (un presidio è fuori dai cancelli della Fiera a protestare, ndr.).

Il discorso del sindaco è stato interrotto quattro-cinque volte dagli applausi della platea, il più lungo quando ha sottolineato che «Nessun politico deve decidere i nomi dei dirigenti della Sanità, ma si devono assumere per concorso e per graduatorie di merito».

«Bari non è la città che viene descritta in questi giorni dai giornali», ha tuonato Emiliano dal palco.

«Le forze politiche devono fare nuove alleanze serie e stabili - ha spiegato Emiliano - a costo di fare un passo indietro. La pacificazione nazionale ha necessità di impegno e dedizione, per la sopravvivenza delle persone». 

«Non si governa nè si fa opposizione distruggendo le persone, così si sradica negli italiani il rispetto per le istituzioni. Si può ancora seminare speranza».

Il sindaco ha poi fatto cenno al Federalismo che deve servire a serrare le fila e lottare contro l'evasione fiscale, contro l'illecito e per dar vita ad una nuova classe dirigente, «per unire nel senso delle nostra Costituzione».
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