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In Puglia e Basilicata

Martina Franca, «Vogliamo qui  la sede di scienze della moda»

Martina Franca, «Vogliamo qui  la sede di scienze della moda»
L’Università e gli enti locali vogliono ospitare subito i corsi del secondo e terzo anno, dal 2010-2011 Martina sede unica. Ma ci sono le ultime, e non solo formali, cose da fare. Ieri un vertice all'ateneo di Bari dove alle battute finali ha preso parte il rettore Corrado Petrocelli, che ha rimarcato come quella martinese possa considerarsi, più o meno, l'unica via per scienze e tecnologia della moda

12 Settembre 2009

MARTINA - L'università a Martina Franca si può fare. Anzi, è quasi andata in porto. Ma che la Valle d'Itria ospiti la facoltà di scienze e tecnologia della moda, ancora non è un fatto certo. Ci sono le ultime, e non solo formali, cose da fare. Ieri a Bari, sede del senato accademico dell'ateneo, incontro per l'istituzione a Martina Franca della sede universitaria di scienze e tecnologia della moda. Vi hanno preso parte i sindaci di Martina Franca e Cisternino (Palazzo e Convertini) e, in rappresentanza di quello di Locorotondo, l'assessore Di Tano, e per l'Università, vari presidi di facoltà del corso (che è interfacoltà) coordinato da Cosimo Laneve. Proprio quest'ultimo ha esposto la situazione: a Taranto, attuale seconda sede di facoltà, si sono iscritti solo in 9, per i quali si è decisa, in vista del 2009-2010, l'ammissione al primo anno di corso che si svolgerà a Bari. 

L'ipotesi, data anche la disponibilità degli enti locali, alla quale si lavora è quella di aprire subito la sede universitaria di Martina Franca per far svolgere lì nel 2009-2010, che è alle porte, il secondo e terzo anno di scienze e tecnologia della moda per gli studenti iscrittisi negli anni scorsi a Taranto. A partire dal 2010-2011, invece, Martina Franca diverrebbe sede unica di scienze e tecnologia della moda con trasferimento anche del corso di Bari. L'università (ha ricordato, in rappresentanza del rettorato, il prof. Giovanni Dotoli) non ha risorse economiche da impiegare in questo decentramento, anche a causa dei tagli che preoccupano fortemente l'intero settore dell'università italiana, e insomma l'ateneo barese farebbe la sua parte per l'università in valle d'Itria, con l'alta qualificazione degli insegnanti. Agli enti del territorio sarebbe dunque demandata la parte economica del progetto. A questo riguardo il sindaco martinese, poi seguito dai rappresentanti degli altri due Comuni, ha evidenziato la necessità di avere subito un piano economico, altrimenti il progetto sarebbe poco concreto e invece bisogna passare subito alla fase pratica. Per il 2009-2010, stando agli incontri dei mesi scorsi, preliminari rispetto a quello di ieri, si era ipotizzata per i comuni la spesa, essenzialmente, relativa alle trasferte degli insegnanti. Cambiando peraltro la prospettiva con un impegno strategico per gli anni accademici successivi, c'è bisogno di un altro tipo di programma. 

Così, si è deciso di formare una commissione che sarà composta da Laneve, dal dirigente amministrativo dell'università D'Elia, e dall'assessore martinese Giuseppe Chiarelli, che in questi mesi ha svolto un ruolo di raccordo fra gli enti e l'università e che era presente all'incontro di ieri. La commissione dovrà varare la bozza di protocollo d'intesa (contenente, evidentemente, tutte la caratteristiche degli impegni da parte di ciascun ente o istituzione) che si punta a siglare entro la fine del mese. In quanto alla situazione logistica, sede provvisoria del corso di laurea sarebbe il plesso dell'Itis "Majorana" di Martina Franca, mentre per il futuro si ipotizza (con ristrutturazione da annoverare nel piano di Area vasta) la sede ex-Onmi, sempre a Martina Franca, nel quartiere Carmine. Alle battute finali del vertice di ieri ha preso parte il rettore Corrado Petrocelli, che ha rimarcato come quella martinese possa considerarsi, più o meno, l'unica via per scienze e tecnologia della moda. Via da seguire con grande rigore e bravura, anche per sfuggire alla scure ministeriale.
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