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In Puglia e Basilicata

A Foggia sfilano le "Miss braccianti"

A Foggia sfilano le "Miss braccianti"
Non hanno sogni, se non quello di tornare al più presto in patria. Ma sanno sorridere e non è poco nella loro condizione. Sono le braccianti extracomunitarie impegnate nella raccolta dei pomodori (con loro anche un ragazzo, perchè l’iscrizione è libera quando si fa per sorridere) che hanno partecipato alla originale e inedita sfilata di “Donne e trattori”, una manifestazione fra il goliardico e l’impegnato che si è tenuta a borgo Incoronata

11 Settembre 2009

FOGGIA - Non hanno sogni, se non quello di tornare al più presto in patria. Ma sanno sorridere e non è poco nella loro condizione. Sono le braccianti extracomunitarie impegnate nella raccolta dei pomodori (con loro anche un ragazzo, perchè l’iscrizione è libera quando si fa per sorridere) che hanno partecipato alla originale e inedita sfilata di “Donne e trattori”, una manifestazione fra il goliardico e l’impegnato che si è tenuta qualche giorno fa a borgo Incoronata. 

Il comitato spontaneo degli agricoltori - che da anni denuncia la crisi dell’agricoltura e lo stillicidio dei prezzi sulle produzioni tipiche daune - voleva organizzare un corteo di protesta per manifestare i timori di una generazione di piccoli coltivatori diretti che stenta a ritrovarsi nei vecchi canoni della “campagna rassicurante”. 

Ma poi ha pensato bene di girarla a sfilata di quelle «miss» che il giorno si spaccano la schiena sotto il sole e per una sera indossano un “tubino”, si pettinano col phon per scendere in passerella. 

Ha vinto Roxana, studentessa romena di ventitrè anni, fisico da mannequin tant’è vero che potrebbe sfilare anche tra le miss «vere». «Sono nata a Timisoara, vorrei tornarci presto: spero alla fine del mese. Qui a Foggia mi trovo bene - ha spiegato - ma questo lavoro non fa per me», confessa. Erano in cinque compreso Pedro, anche lui bracciante romeno che ha sfilato per far compagnia alla moglie Loredana (terza) per nulla impacciato. Dice Valentina, bellezza bulgara arrivata seconda: «A me piace lavorare, ho sempre lavorato in campagna: in Bulgaria o in Italia fa lo stesso. Noi abbiamo la cultura del lavoro, fanno male certe generalizzazioni sui lavoratori che arrivano dall’estero». 
[m.lev.]
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