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In Puglia e Basilicata

San Ferdinando, sfida «nucleare» Spunta il Fronte del Sì all’atomo

San Ferdinando, sfida «nucleare» Spunta il Fronte del Sì all’atomo
dal nostro inviato GAETANO CAMPIONE 
Il Pdl ha bocciato l'ordine del giorno (presentato dal Pd in consiglio comunale) in cui si chiedeva a governo, presidente della Camera e parlamentari pugliesi di rendere vincolante il parere della conferenza Stato-Regioni-Enti locali per l'ubicazione delle future centrali nucleari; nonché la dichiarazione di ritenere comunque dannosa una eventuale scelta della Regione Puglia per l'istallazione di centrali nucleari

09 Settembre 2009

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Atomi e carciofi. Uranio e pesche. La coda dell’estate rovente porta alla ribalta, in questo spicchio del Tavoliere, l’ultima polemica politica. Nata venerdì scorso, accantonata momentaneamente per i festeggiamenti del patrono, pronta a rifare capolino. L’oggetto del contendere? L’ordine del giorno presentato dal Partito democratico in consiglio comunale, respinto al mittente dal centrodestra che dal 2007, dopo 15 anni, è tornato a governare palazzo di città. Due i punti da esaminare: la richiesta al governo, al presidente della Camera ed ai parlamentari pugliesi di rendere vincolante il parere della conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali per l’ubicazione delle previste centrali nucleari; la dichiarazione di ritenere comunque dannosa ed improponibile una eventuale scelta della Regione Puglia per l’istallazione di centrali nucleari, in contrasto con la vocazione turistica e di valorizzazione paesaggistica del nostro territorio. 

Tutto sommato, dichiarazioni di principio, ispirate da un documento proposto dall’Anci, l’associazione dei Comuni, pugliese, preoccupata perchè la legge sul nucleare, nella scelta dei siti, non tiene conto delle richieste delle popolazioni locali. Inevitabile, il braccio di ferro tra destra e politica. Con la maggioranza compatta a difendere la legge dei numeri. Allora, via libera ad una centrale nucleare tra pesche e carciofi di San Ferdinando? Lo scenario è da fantascienza. Il sindaco, Salvatore Puttilli, spiega: «Le competenze sul nucleare non possono essere demandate alle istituzioni locali perchè se ne deve occupare il governo. Allora, di che cosa dobbiamo parlare? Questa vicenda va spoliticizzata. C’è troppa demagogia». 

Lei la vorrebbe una Chernobyl sotto casa? «Sono contrario, anche se mi fanno paura più i siti dove stoccare le scorie radioattive della centrale nucleare. Il nostro, poi, è un Comune denuclearizzato. Ricordo da piccolo i cartelli all’ingresso del paese. E l’ordine del giorno del Pd è lo stesso presentato in tutti i Comuni italiani. Aggiungo: mi piacerebbe che gli enti locali venissero ascoltati sempre, cosa non fatta ad esempio in occasione del rigassificatore di Manfredonia». 

Antonio Acquaviva, assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, tuona in un comunciato: «Nessun sì al nucleare in Puglia. Abbiamo bocciato soltanto la mozione del Pd grottescamente rivolta solo ad ottenere la dichiarazione di non accoglienza del nucleare nella nostra città. Col risultato, sconcertante, che, se altri Comuni limitrofi si dichiarassero disponibili, l’eventuale centrale nucleare potrebbe insediarsi a pochi chilometri dall’abitato cittadino».

Ma la polemica cova sotto la cenere. Carmine Gissi, del Pd, insiste: «La maggioranza, bocciando l’ordine del giorno, ha confermato la scelta del nucleare, per bocca del capogruppo Pdl Pasquale Dargenio, escludendo il parere vincolante degli enti territoriali e lasciando aperta la possibilità dell’ubicazione in Puglia di centrali nucleari. Gli argomenti risibili del nucleare in un solo Comune, servono soltanto a nascondere la verità di una scelta incoerente con lo sviluppo di politiche energetiche centrate su fonti rinnovabili». 

Il consigliere Michele Lamacchia, già sindaco del centrosinistra e presidente regionale dell’Anci, dice: «Il pericolo più immediato? L’utilizzo dei fito-ormoni nei carciofeti. I tempi del nucleare, per fortuna, sono lunghi. Vanno al di là di un semplice mandato politico. La questione posta però era di principio». Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia: «Il centrodestra ha avuto coraggio nel dire pubblicamente come la pensa su questo delicato argomento. Certo, tecnicamente, se bocci l’ordine del giorno lasci aperto un potenziale spiraglio pro nucleare. Purtroppo il governo va avanti sulla sua strada e la mobilitazione popolare tarderà ad arrivare fino a quando non ci sarà un rischio più concreto nell’individuazione dei siti. La Puglia ha già dato tanto in termini di energia, da quelle rinnovabili al carbone». 

San Ferdinando di Puglia, riflette. Sul nucleare, sulle potenzialità dell’agricoltura, tra pesche e carciofi, ancora ad alta redditività. E su un dato curoso: dei 22 dentisti abusivi scoperti dai carabinieri nei primi sette mesi di quest’anno nelle province di Bari e Foggia, poco meno della metà lavoravano qui.
dal nostro inviato GAETANO CAMPIONE
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