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In Puglia e Basilicata

Sanità, in Puglia Tarantini vendeva più dei Tedesco

Sanità, in Puglia Tarantini vendeva più dei Tedesco
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 
Le voci di Procura lunedì evocavano l’esistenza di un monopolio nel mercato pugliese delle endoprotesi in mano ad aziende riconducibili alla famiglia dell’ex assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco. Però, i dati ufficiali di fatturato, confrontati con la spesa regionale per protesi d’anca e ginocchio, evidenziano che non solo nessuno ha mai controllato il 65% del settore, ma in un ipotetico derby tra presunti ex soci, la vittoria andrebbe alle aziende di Gianpaolo Tarantini

09 Settembre 2009

BARI - Le voci di Procura lunedì evocavano l’esistenza di un monopolio nel mercato pugliese delle endoprotesi, falsato dalla voracità delle aziende riconducibili alla famiglia dell’ex assessore Alberto Tedesco. I dati ufficiali di fatturato, confrontati con la spesa regionale per protesi d’anca e di ginocchio, raccontano una storia un po’ diversa. E cioè: non solo nessuno ha mai controllato il 65% del settore, ma in un ipotetico derby tra presunti ex soci, la vittoria andrebbe alle aziende di Gianpaolo Tarantini. Ovvero proprio quelle di chi, a leggere le cronache, sembra essere diventato il principale accusatore dell’ex assessore regionale alla Sanità. 

La Regione non ha ancora calcolato la spesa per sostenuta negli ultimi due anni per le protesi: gli attuali sistemi di contabilità delle Asl rendono questo lavoro estremamente difficile. Nel 2008 (esclusa Foggia) il totale ammonta a 73 milioni di euro, di cui - è ipotizzabile - circa 30-32 riferiti alla sola ortopedia. 

Prima di passare ai dati sulle aziende, una premessa. Chi lavora con la pubblica amministrazione non ha - per ovvi motivi - la possibilità di nascondere quote di fatturato: dunque il valore della produzione dichiarato nei bilanci depositati è, a meno di falsificazioni, un ottimo indice della capacità commerciale. Detto questo, alla famiglia dell’assessore Alberto Tedesco, cioè ai figli Carlo e Giuseppe, fa oggi capo la società Euro Hospital, fondata nel 2005 e operativa dall’anno successivo: nel 2008 ha fatturato 5,15 milioni di euro, quasi raddoppiando il giro d’affari del 2007. Ma negli anni in cui esisteva il «sodalizio» con Tarantini - sodalizio che, secondo le intercettazioni, si limitava a mandati di rappresentanza durati peraltro pochi mesi - i fratelli Tedesco operavano con la società Medical Surgery, venduta a dicembre 2006 a una fiduciaria milanese: oggi l’azienda ha cambiato nome (si chiama Med Net) e pare sul viale del tramonto. 

È istruttivo un confronto anno su anno tra i fatturati delle aziende di Tarantini (Global System e Tecno Hospital) e quelle di Tedesco. Ne emerge che mentre nel 2002 i due gruppi familiari hanno un giro d’affari sovrapponibile, nei tre anni successivi sono i Tarantini ad avere una quota di mercato maggiore. 

La spiegazione, dice alla «Gazzetta» un operatore del settore, va probabilmente ricercata nelle «strategie commerciali» delle aziende di Tarantini (la frase tra virgolette è testuale e, probabilmente, eufemistica). In quegli anni Tarantini era il numero uno negli ospedali di Barletta, Conversano, San Severo, lavora bene al Di Venere, tenta (con poche fortune) di espandersi su Brindisi. 

Il gruppo-Tedesco è invece forte sul Salento ma, soprattutto, sul Policlinico e su altri ospedali del Barese. Le prime 4 aziende locali coprono circa il 60-70% del mercato pugliese delle protesi ortopediche. Il resto è in mano a filiali delle multinazionali, nessuna delle quali sembra andare oltre il 20%. Dai numeri sembra esserci concorrenza vera. Ma forse le carte dell’inchiesta, quelle ancora riservate, raccontano un’altra storia.
MASSIMILIANO SCAGLIARINI
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