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In Puglia e Basilicata

Organista leccese: licenziato perché ho cambiato sesso

Organista leccese: licenziato perché ho cambiato sesso
FLAVIA SERRAVEZZA 
Marco Della Gatta, leccese, sposato, due figli, sino al 31 agosto scorso era organista e direttore del coro della Cattedrale del capoluogo salentino, ma dall’anno scorso ha deciso di dare spazio a quel che sentiva dentro e ha deciso di cambiare sesso. Ora che, da donna, intende farsi chiamare Luana Ricci dice che la Cattedrale le ha dato il benservito senza spiegazioni
• La Curia Arcivescovile auspica «l'ascolto reciproco»

09 Settembre 2009

LECCE - Sentirsi donna intrappolata in un corpo da uomo. Fare di tutto per diventarlo davvero, a costo di cure rischiose ed emarginazione sociale. È l'incredibile, dolorosa, coraggiosa storia di un cambiamento. Non solo di sesso. Transessuale, ovvero un uomo che diventa donna. Tutto qua? No, la realtà è molto più complicata. Lo rivela la storia di Luana Ricci, all'anagrafe Marco Della Gatta, 46 anni, pianista e compositrice leccese che vanta importanti collaborazioni (su tutte, l’orchestra della Notte della Taranta e la Ico Tito Schipa di Lecce). È organista e direttrice del coro presso il Duomo di Lecce da 18 anni ma il cambiamento di sesso non è stato gradito dalla Curia, che giorni fa ha provveduto a darle il ben servito. Licenziata, perché transessuale. Ma Luana sorride, va avanti e sfoggia con orgoglio la sua nuova identità. Dopo aver reso nota la storia del suo licenziamento con una mail, Luana è la transessuale più ricercata del momento: i media, i salotti televisivi più importanti, la «vogliono» per conoscere i dettagli della sua storia, una doppia vita vissuta accanto a una moglie e due figli, uno di 18 e l'altra di 15 anni. Marco di giorno, Luana di notte. Per più di 30 anni. Ma come ha fatto? «Ho combattuto tanto con me stessa – rivela - ho cercato di rinnegarmi molte volte, al punto che mi sono sposata». 
Ha capito che qualcosa non andava fin da bambino? 
«Ricordo di avere avuto le prime avvisaglie di un certo disagio intorno ai 12 anni. Ero molto sensibile, notavo la differenza con i compagni di scuola e gli amici. Già allora trafugavo le cose di mia madre, i trucchi, e le nascondevo ovunque, anche nei coperchi di pianoforti». 
La musica l’ha aiutata in quel periodo? 
«Ho iniziato a studiare pianoforte a sette anni, e a comporre a dieci. Nella musica ho riversato tutto, soprattutto il mio modo di comunicare. Desideravo che qualcuno mi sentisse e capisse qualcosa, ma non sapevo nemmeno io cosa». 
A che età si è innamorata? 
«A 13 anni ho avuto le prime esperienze con alcuni coetanei. Ero attirato degli uomini ma volevo affermare il mio essere femminile. E non ho mai pensato di essere omosessuale». 
Ha avuto un matrimonio felice? 
«Ho conosciuto mia moglie nell'83, a 20 anni. Ero innamorato, pensavo di aver risolto i miei problemi. Ma è durato poco, ho ripreso subito a travestirmi. L'ho sposata sei anni dopo, poi abbiamo avuto due figli». 
Come riusciva a conciliare le due vite? 
«Luana esisteva soprattutto di notte, grazie al lavoro di musicista era facile nascondere i miei spostamenti. Ho incontrato, anche tramite internet, decine di uomini».
Poi cosa è successo? 
«Otto anni fa ho iniziato a riflettere su cosa fossi realmente, a informarmi su internet. Poi mia moglie ha scoperto tutto per caso, ma i bambini erano molto piccoli, così ho rimandato la decisione di cambiare sesso. Nel 2005 ho conosciuto il mio attuale compagno, Cosimo, di Ostuni, e da 5 mesi conviviamo». 
Quando si è rivolta al medico? 
«Nel dicembre del 2007. Nel frattempo mi sono sottoposta al laser per eliminare la barba e i peli del corpo e ho intrapreso la terapia ormonale. A Bari frequento il centro pubblico Onig. Faccio anche psicoterapia, ma nel centro siamo assieme ai malati mentali. Voglio operarmi, appena avrò i soldi». 
Il lavoro? 
«Pensavo di perdere concerti, di avere problemi con gli enti istituzionali ma non è successo». 
Mentre i rapporti con la Curia leccese sono cambiati. 
«Il 31 agosto scorso ho ricevuto una telefonata dal parroco della cattedrale che mi dava il ben servito. Io non pretendo di tornare a suonare, ma mi aspettavo qualcosa di più dopo 18 anni passati al loro servizio, tra l’altro senza un minimo di contratto. Qualcosa che si chiama dialogo. Le associazioni salentine per la tutela dei diritti di gay e trans di cui faccio parte hanno organizzato per il 20 settembre il “Luana Day”, in occasione delle manifestazioni nazionali per ricordare le bombe contro i gay a Roma».
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