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In Puglia e Basilicata

Sfiorate due collisioni in volo su Brindisi

Sfiorate due collisioni in volo su Brindisi
di ANTONIO NEGRO 
Sono state ben due - e non una soltanto come si era appreso in un primo momento - le mancate collisioni in volo verificatesi nei giorni scorsi sul cielo di Brindisi. Oltre al Boeing 737 della «Blu Panorma» che giovedì sera, in fase di atterraggio, ha rischiato di scontrarsi con un Atr 42 della Guardia costiera, ora scopriamo che anche un altro aereo di linea, in fase di decollo, si è ritrovato improvvisamente con un Piper che era al posto sbagliato

07 Settembre 2009

BRINDISI - Sono state ben due - e non una soltanto come si era appreso in un primo momento - le mancate collisioni in volo verificatesi nei giorni scorsi sul cielo di Brindisi. Oltre al Boeing 737 della «Blu Panorma» che giovedì sera, in fase di atterraggio, ha rischiato di scontrarsi con un Atr 42 della Guardia costiera - vicenda già riportata da La Gazzetta nei giorni scorsi sulle cui cause ora si sa qualcosa in più - anche un altro aereo di linea, in fase di decollo, si è ritrovato improvvisamente con un Piper che era al posto sbagliato. 

Di quest’ultimo episodio si è appreso solo adesso e, sebbene abbia comportato rischi leggermente minori rispetto all’altro fatto, assume comunque connotati di gravità se si riflette sulla circostanza che entrambi i frangenti si sono verificati ad appena una trentina d’ore l’uno dall’altro. 

Il primo dei due episodi è stato proprio quello di cui si è appreso nelle ultime ore, verificatosi nella mattina di mercoledì scorso, 2 settembre: un Airbus 320 della compagnia «Airone», diretto a Milano-Linate, rullava sulla pista dell’aeroporto Papola e stava per staccarsi da terra «in corsa di decollo» (come viene definita quella fase in gergo aeronautico), quando un piccolo aereo da turismo, proveniente dalla Grecia, ha attraversato lo spazio aereo di avvicinamento dello scalo brindisino (detto Ctr) senza che la torre di controllo ne sapesse nulla. O meglio - come si è saputo poi - la torre attendeva quel Piper in tutt’altro punto dello spazio aereo di competenza e non esattamente sull’aeroporto, col rischio di incrociare la rotta dell’Airbus in fase di decollo. 

Fortunatamente, l’esperienza e la tempestività dei controllori di volo in servizio in quel momento ha permesso di «metterci una pezza»: all’aereo da turismo è stata ordinata immediatamente una manovra alternativa e l’Airbus ha potuto proseguire sena più rischi nel decollo già avviato. 

Quanto all’episodio già riportato, che ha coinvolto un Boeing 737 della «Blu Panorama» e un velivolo della Guardia costiera, si sono potuti apprendere alcuni particolari importanti sulla dinamica di quella che è stata una vera e propria «mancata collisione », come anche in gergo tecnico viene definita. Il B 737 di linea proveniente da Roma-Fiumicino, con 85 passeggeri a bordo, verso le 20 di giovedì aveva già iniziato la discesa su Brindisi e si trovava sugli isolotti di Apani, ad una quota non superiore agli 800 metri, quando il pilota ha dovuto compiere un’improvvisa manovra per modificare la propria quota ed evitare la collisione con un Atr 42 della Guardia costiera. 

Quest’ultimo era impegnato in un servizio pattugliamento marittimo e alla fine le traiettorie dei due velivoli si sono intersecate a meno di 100 metri l’una dall’altra (distanza infima per i normali canoni della sicurezza in volo), senza che i rispettivi piloti avessero avuto modo di accorgersi per tempo l’uno dell’altro. Nè avevano avuto modo di accorgersene i controllori di volo di Brindisi, costretti a lavorare in quella fascia oraria senza l’ausilio del radar ma affidandosi al solo contatto radio coi velivoli in avv icinamento. 

Stando agli esiti degli accertamenti interni sull’accaduto, i rischi di giovedì sera sarebbero scaturiti da un mancato coordinamento tra l’ente che fornisce il servizio informazioni voli (FIC) nello spazio aereo del sud-est Italia e la torre di controllo del Papola. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, infatti, potrebbe essere accaduto che il Centro di controllo dell’Italia sud orientale (FIC) abbia mancato di avvisare la torre di controllo brindisina del sopraggiungere del ricognitore della Guardia costiera. Mentre i controllori brindisini, dal canto loro, non potendo monitorare via radar (per le note restrizioni dovute a carenze di organico e ai ritardi nell’attuazione di alcune leggi) lo spazio aereo di loro competenza, avrebbero autorizzato l’avvicinamento finale del Boeing 737 sicuri che non vi fossero altri velivoli nello spazio aereo compreso tra l’aeroporto e la riserva di Torre Guaceto. 

Fortunatamente, dopo l’«incontro ravvicinato», ciascuno dei due velivoli ha proseguito il proprio volo portando a casa i rispettivi occupanti.
di ANTONIO NEGRO
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