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In Puglia e Basilicata

Il teatro Petruzzelli torna alla città Emiliano: emozione

Il teatro Petruzzelli torna alla città Emiliano: emozione
Alle 13 in punto di ieri mattina, Michele Emiliano, in uno dei suoi molteplici riusciti travestimenti, qui nei panni di presidente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, ha formalmente preso in carico il politeama ricostruito. Di certo non è chiusa la partita giudiziaria con la famiglia Messeni Nemagna (Nella foto di Turi, il commissario Balducci e il sindaco Emiliano) 
• E ora festa di riconciliazione
• I Messeni Nemagna insorgono
• Di Paola, il socio privato esce da Fondazione
• Un accordo costruito dal club dei baresi a Roma

08 Settembre 2009

BARI - Ore 00, minuti 00, secondi 00. Game over. Il countdown dell’orologio che sovrasta il vecchio mercato del pesce, in piazza del Ferrarese, è finito. Spento per sempre. Alle 13 in punto di ieri mattina, Michele Emiliano, in uno dei suoi molteplici riusciti travestimenti, qui nei panni di presidente della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, ha formalmente preso in carico il politeama ricostruito. Di certo non è chiusa la partita giudiziaria con la famiglia Messeni Nemagna, legittimamente schierata in difesa della proprietà, ma appare assai difficile che qualcosa o qualcuno possa intervenire ad imporre nuovamente la chiusura del teatro. Potrebbero esserci risarcimenti, insomma, a vario titolo («questa consegna - dice il sindaco - lascia impregiudicati i diritti degli eredi»), ma adesso il Petruzzelli è lì, finito, lucidato, assicurato, certificato e non resta che inaugurarlo, rendendolo finalmente operativo. Quando e come, è tutto da vedere. La strada scelta dal ministero dei Beni culturali per arrivare alla sospirata riapertura del teatro, con la consegna al Comune e da questo alla Fondazione, non è il protocollo d'intesa siglato nel 2002 tra Comune, Regione e Provincia (Di Cagno Abbrescia, Fitto e Vernola i firmatari) e eredi Messeni Nemagna, un documento giudicato inaffidabile, giuridicamente troppo fragile, dall’Avvocatura dello Stato, ma l’ex legge 800 per i Beni Culturali, nella quale l’articolo 23 specifica che i comuni devono mettere a disposizione degli enti lirici i teatri per dare seguito alle stagioni concertistiche. Chiaramente una scelta che ha provocato la comprensibile reazione dell’avv. Ascanio Amenduni, che assiste la famiglia, anche perché è stato specificato che tutti i locali di pertinenza, dei quali da mesi i Messeni chiedevano di poter rientrare in possesso, fanno parte del pacchetto di consegna, compresi quelli del «Doña Flor», il lounge bar di via Cognetti che da mesi attende solo il via libera per la riaper tura. Presenti alla storica firma - è proprio il caso di sottolinearlo - il commissario straordinario per la ricostruzione Angelo Balducci, il direttore regionale dei Beni culturali Ruggero Martines, il vice sindaco Alfonso Pisicchio (è stato lui a prendere in carica il teatro per conto del Comune, vista la duplicità di ruoli di Emiliano). Ma un ruolo fondamentale l’hanno svolto nei giorni scorsi il direttore generale del Comune Vito Leccese e l’avv. Giuseppe Albenzio, barese dell’Avvocatura dello Stato, che hanno limato sino all’ultimo i verbali di consegna. Formalmente, è stato l’arch. Gianni Vi n c e n t i , direttore del cantiere per conto del consorzio di ricostruzione, a mettere l’immobile nelle mani dal commissario Balducci, committente per conto del Mibac. Da questi, al direttore Martines che, recependo la disponibilità del Comune a farsi carico delle spese e delle responsabilità del bene, eccolo subito traghettare il politeama nelle mani di Pisicchio. Ultimo passaggio, quello dal Comune alla Fondazione, ente ideato e costituito appositamente per tutelare e gestire il Petruzzelli e dunque dotato di tutto il know-how e delle risorse. Nessun altro avrebbe avuto titolo ad essere presente. Inaugurazione della stagione confermata per il 6 dicembre, ma non si esclude u n’apertura anticipata «Questo è uno di quei momenti che nella vita non si dimenticano», ha sottolineato Emiliano, una vita da mediano alla Gattuso, anzi alla Gazzi, tenace come un mulo king size sino al punto di arrivare a piantare finalmente la bandiera biancorossa in cima al frontone. «L’emozione - gli è andato dietro Balducci - è l’unico sentimento che accomuna tutti noi riuniti qui oggi». Insomma, la sensazione che l’ora fatidica che chiama gli uomini alla gloria fosse ormai scoccata, anche se - è bene ricordarlo - non sarà facile uscire dalle secche dei conteziosi che stanno per spalancarsi sul cammino della Fondazione. E adesso, quale sarà la strada che porta all’inaugurazione? Troppo ghiotta resta la data fatidica del 6 dicembre, anche se in molti pensano che sarebbe opportuno spingere sul pedale dell’acceleratore, per una o più serate speciali magari di qui ad un mese che consentano in qualche modo di «mettere il cappello sulla sedia». Poi ci sarebbe tempo emodo di concordare la festa di San Nicola, che diventerebbe la data stabile dell’inaugurazione delle stagioni liriche baresi. Sarebbe allora un’opera di grande impatto popolare a riaprire definitivamente le porte del Petruzzelli ai baresi, ai 1200 fortunati sorteggiati un anno fa in primis. [f. c.]
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