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In Puglia e Basilicata

LA PROPOSTA / De Castro: «Gabbie salariali in agricoltura»

LA PROPOSTA / De Castro: «Gabbie salariali in agricoltura»
di MARCO MANGANO 
«Gabbie salariali in agricoltura, purché in accordo con i sindacati». La proposta è dell’ex ministro Paolo De Castro (Pd), brindisino, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e «padre» della regolarizzazione dei contributi Inps

07 Settembre 2009

BARI - «Gabbie salariali in agricoltura, purché in accordo con i sindacati». La proposta è dell’ex ministro Paolo De Castro (Pd), brindisino, presidente della commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo e «padre» della regolarizzazione dei contributi Inps. 
Ci spieghi. 
È ora di riflettere sui costi della manodopera, zona per zona. Ritengo che sia necessario il ricorso alla contrattazione decentrata. 
Quindi, in pratica, lei ritiene che nei campi occorrano le gabbie salariali? 
Sì, ma a condizione che i sindacati le condividano. 
Il caporalato resta una piaga aperta nel Mezzogiorno. 
Fermo restando che le regole vanno rispettate, le ispezioni dell’Inps nei campi sono diventate poliziesche. Sembra che i malesseri affliggano solo l’agricoltura. 
L’olio extravergine d’oliva pugliese non viene premiato dal mercato. Da luglio, eppure qualcosa dovrebbe essere cambiato... 
Dal primo luglio è obbligatorio indicare l’origine in etichetta. Un fatto importantissimo, ma c’è bisogno di maggiori controlli. Come si fa a tollerare che nei supermercati venga venduto a 2 euro un litro di extravergine? Non può trattarsi di un prodotto ricavato dalle olive. Perché le organizzazioni agricole non denunciano questo fenomeno all’Antitrust? Si tratta di concorrenza sleale. 
L’Europa pare finalmente strizzare l’occhio al Sud del vecchio Continente. Con il provvedimento sullo stoccaggio dei formaggi stagionati, la politica comunitaria sembra meno sbilanciata a favore delle colture continentali. 
È stato approvato all’unanimità un mio emendamento che estende ai formaggi stagionati gli euroaiuti per lo stoccaggio di burro e latte in polvere. Il provvedimento vale 120 milioni, 80 per l’Italia. La questione interessa soprattutto il Nord, ma anche il resto d’Italia. È opportuno sottolineare che, nella prima riunione, la Commissione europea ha approvato una misura che guarda al Sud dell’Europa: un segnale importante. Dobbiamo far gioco di squadra con il governo, in modo che il provvedimento diventi realtà anche in Consiglio dei ministri europeo. 
Lei ha concepito e «partorito » la regolarizzazione dei contributi previdenziali. Qual è l’effettiva portata del provvedimento? 
Sono molto contento che, prendendo spunto dalla regolarizzazione dei contributi previdenziali agricoli, la commissione Attività produttive della Camera abbia approvato la risoluzione proposta dal deputato Cazzola del Pdl per estendere la regolarizzazione anche alle altre categorie (artigiani, industriali). Sacconi ha espresso parere favorevole. L’agricoltura ha fatto da apripista per gli altri settori. D’accordo, ma quali sono le prospettive del «suo» provvedimento. La scadenza della proroga è il 31 dicembre 2009? L’auspicio è che la proroga delle agevolazioni previdenziali venga stabilizzata per dare certezze agli agricoltori meridionali e pugliesi.
MARCO MANGANO
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